varesenews.it, 7 marzo 2024
In scena il 21 marzo 2024 al teatro della Casa circondariale, lo spettacolo racconta la storia di un uomo arrestato e di una donna che ne è stata spettatrice. La compagnia teatrale l’Oblò Liberi Dentro, col sostegno della direzione della casa circondariale di Busto, propone una serata di teatro aperta alla cittadinanza nella sala teatrale di via per Cassano 102. Uno spettacolo che parla di carcere e vuole far conoscere la vita di chi sta in carcere.
ilreggino.it, 7 marzo 2024
Il laboratorio teatrale di Adexo si svolge nell’ambito del progetto “Libere dentro”, promosso dall’ufficio del Garante Metropolitano e curato dalla Consigliera Pari Opportunità, Paola Carbone. “Dalle donne del Mito greco all’Otto Marzo: la forte voce femminile dell’antichità parla e fa parlare le detenute dell’Istituto Penitenziario di San Pietro. Grazie al Laboratorio di Scrittura e Teatro condotto da Katia Colica per Adexo con il supporto di Antonella Tassitano di Nudm, le donne della sezione Nausicaa hanno realizzato una riflessione sulla Giornata internazionale dei diritti delle donne dando risalto a quanto la Mitologia influenzi ancora le nostre vite a distanza di tremila anni. Cassandra e Arianna, le due figure fino adesso approfondite, sono state la molla per comprendere quanto pregiudizi e stereotipi affondino le radici nel mondo antico lasciando il loro segno nella quotidianità”. È quanto si legge nella nota relativa al progetto “Libere dentro” che coinvolge le detenute del carcere di Reggio Calabria, promosso dall’ufficio del Garante Metropolitano e curato dalla Consigliera Pari Opportunità, Paola Carbone.
di Alessandra Pellegrini De Luca
ilpost.it, 7 marzo 2024
Nel cortile del carcere Marassi di Genova c’è il Teatro dell’Arca, un posto eccezionale secondo i detenuti e secondo chi lo gestisce. Sul palco di un teatro genovese un attore interpreta un operaio. Ha i capelli rasati, una tuta grigia e si muove con decisione puntando il dito contro i suoi colleghi. La fabbrica dove lavorano è stata appena venduta a una multinazionale, la cui dirigenza vuole ridurre la pausa di sette minuti in cambio del rinnovo del contratto: gli altri vogliono accettare, lui deve convincerli a lottare per avere sia il rinnovo che la pausa intera. Lo spettacolo consiste in un acceso dibattito di gruppo, in cui alla fine l’operaio riuscirà a convincere i colleghi.
di Daniela De Vita*
La Notizia, 7 marzo 2024
Odile, illustratrice salernitana, ha sempre con sé una matita e disegna da quando ne ha memoria. Il suo è un racconto al femminile: i luoghi, le sensazioni, prendono sembianze di donne. Sono personaggi sognanti, dai volti delicati che ci fanno, però, percorrere strade e storie intense e profonde con occhi leggeri. Le donne di Odile sono tutte noi, fragili, affascinanti, selvatiche, dalle cui ferite nascono e rifioriscono più forti e determinate. Proprio uno degli ultimi lavori, l’albo illustrato “Vera e la galera”, racchiude una tematica tutta al femminile che ci fa affrontare un serio problema: quello della maternità e della reclusione.
di Franco Rotelli*
Il Manifesto, 7 marzo 2024
Ho molte titubanze a pensare cosa dirvi. Perplessità che derivano dalla posizione sostanzialmente e probabilmente molto elementaristica che ho - che abbiamo - a Trieste su questa questione del “doppio binario” di giustizia, dell’imputabilità e del trattamento delle persone con problemi di salute mentale. Da molti anni, noi sosteniamo che il tema dell’incapacità totale di intendere e di volere della persona al momento di commettere il reato non esiste. Le persone non arrivano mai a questo stato di incomprensione del fatto che stanno commettendo.
di Daniela Fassini
Avvenire, 7 marzo 2024
Il Mediterraneo continua ad essere la rotta più letale al mondo con 3.129 vittime in dodici mesi. “Le cause? Soccorsi tardivi e limitati”. “Sì al piano Ruanda”: il Ppe è un caso. Mai così tanti morti. È il drammatico record delle vite perse in mare, detenuto dal Mediterraneo che continua ad essere la rotta più letale, con almeno 3.129 morti e dispersi nel 2023. È il bilancio più alto registrato nel Mediterraneo dal 2017. “Tuttavia, si stima che il numero reale sia molto più alto a causa delle difficoltà incontrate nella raccolta dei dati - sottolinea l’Oim - lungo le rotte marittime, dove si registrano regolarmente segnalazioni di “naufragi invisibili” in cui le barche scompaiono senza lasciare traccia”. Per Flavio Di Giacomo, portavoce Oim per il Mediterraneo, “l’altissimo numero di morti registrato nel Mediterraneo quest’anno è particolarmente preoccupante. Ritardi nei soccorsi, così come la limitata possibilità operatività delle Ong, sono tra i motivi di questo aumento. Salvare vite deve essere alla base di qualsiasi politica migratoria, c’è bisogno di un impegno maggiore in termini di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”. Ultimo, tragico, caso è quello denunciato ieri dalla nave Sea-Watch 5: un 17enne morto a bordo, dopo essere stato trovato in stato di incoscienza nel ponte inferiore di un’imbarcazione di legno, dove si trovavano altri 50 migranti con problemi di disidratazione e ustioni. Quattro dei naufraghi - pakistani ed eritrei partiti, secondo quanto da loro stessi dichiarato, dalla Libia - su richiesta della nave sono stati trasferiti da una motovedetta della Guardia costiera nel poliambulatorio di Lampedusa. Presentavano intossicazione da idrocarburi, ustioni, ipotermia e scabbia. Due sono stati dimessi all’alba e portati nell’hotspot di contrada Imbriacola.
di Marco Perduca
L’Unità, 7 marzo 2024
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Farnesina nel settembre scorso, nel 2021 erano 2058 le persone con passaporto italiano in carcere all’estero. Di queste 861 erano in attesa di giudizio, 31 in attesa di estradizione e 1166 con sentenza definitiva; 1526 detenute in Unione europea (713 in Germania, 230 in Francia, 229 in Spagna e 157 in Belgio), 810 condannate, 709 in attesa di giudizio e 7 in attesa di estradizione.
ansa.it, 7 marzo 2024
Nel Paese sono detenuti Filippo Mosca e Francesco Flauto, che è stato condannato in via definitiva e ha chiesto di scontare la pena in Italia. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha incontrato a Bucarest la ministra della Giustizia romena, Alina Gorghiu. “Ho chiesto la sua collaborazione affinché vengano garantite le tutele dei detenuti italiani in Romania. Continuiamo a monitorare i loro casi come quelli di tutti gli italiani detenuti all’estero”, ha spiegato il capo della Farnesina su X.
La Repubblica, 7 marzo 2024
Un documento per ribadire che “fermare il massacro di palestinesi inermi e liberare tutti gli ostaggi israeliani è un imperativo politico”. Tra i firmatari don Ciotti, monsignor Paglia, il Nobel Parisi e Dacia Maraini. “Fermare il massacro di palestinesi inermi e liberare tutti gli ostaggi israeliani è un imperativo politico, umanitario e morale”: è l’appello forte sottoscritto da Luigi Ciotti, Luigi Manconi, Dacia Maraini, Vincenzo Paglia, Giorgio Parisi, Liliana Segre. Un documento che parte dalla strage dei palestinesi in coda per gli alimenti: “Oltre un centinaio di palestinesi sono caduti mentre cercavano il cibo per sopravvivere, uccisi dalla calca e dalle armi dell’esercito d’Israele. Si sommano alle decine di migliaia di morti - tra cui donne e bambini - vittime della reazione del governo Netanyahu all’orrendo crimine messo in atto da Hamas il 7 ottobre 2023: oltre milleduecento cittadini israeliani uccisi nel più efferato pogrom antisemita compiuto dopo la Seconda guerra mondiale”.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 7 marzo 2024
Oggi un altro round al Cairo. Hamas chiede di nuovo il rilascio di Barghuti. Allarme per le due parrocchie della Striscia che ospitano 830 sfollati. Nel linguaggio degli scacchi si dice “zeitnot”. Indica quando i giocatori hanno poco tempo a disposizione per realizzare le proprie mosse. È esattamente la situazione in cui si trovano i negoziatori di Israele e Hamas. L’inizio del Ramandan, domenica, incombe sulle trattative. Gli Usa - insieme ai mediatori Qatar e Egitto - premono perché, entro tale data, il cessate il fuoco sia già stato siglato. Ciascuno dei due avversari, però, teme che un passo azzardato possa azzerare il vantaggio sull’altro. E, così, restano fermi. Secondo Washington, la palla è nelle mani dei miliziani.
- Malesia. 12.000 migranti e rifugiati detenuti tra cui 1.400 bambini sottoposti a molestie e a torture
- È morto Riccardo Polidoro, il penalista napoletano che si batteva per un carcere umano
- “Spieghiamo ai cittadini che non avranno mai sicurezza se la pena è inumana”
- La Facoltà di Architettura della Federico II: “La dignità del detenuto violata attraverso lo spazio”
- In carcere ci sono più minori. Così il ddl Caivano fa regredire il Paese










