Il Sole 24 Ore, 28 febbraio 2024
Prevista la modifica del Cpp con il divieto di pubblicazione integrale o per estratto dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari o fino al termine dell’udienza preliminare. È stata pubblicata in “Gazzetta Ufficiale” n. 46 del 24 febbraio 2024, la legge 24 febbraio 2024, n. 15, recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea - Legge di delegazione europea 2022-2023”.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 28 febbraio 2024
Dicono: “Questa è la legge”. Benissimo: è una legge cretina e crudele. Lo è per l’on. Verdini e lo è per tanti anonimi detenuti vittime della magistratura. Denis Verdini è un ex parlamentare italiano di anni 72. È stato condannato a un numero sconsiderato di anni di prigione perché è ritenuto colpevole di irregolarità finanziarie che avrebbe commesso quando era manager in alcune banche e in alcuni giornali. Se è colpevole, ha fatto malissimo a commettere quelle irregolarità. Si meritava una multa salatissima. Invece lo hanno condannato a poco meno di dieci anni di prigione. Come se avesse ucciso un rivale d’amore o se avesse stuprato una ragazzina. Follia. Ma alla follia si aggiunge follia. Verdini, dopo alcuni mesi di prigione aveva ottenuto i domiciliari, per ragioni di salute. Ed era stato autorizzato in alcuni giorni a venire a Roma (da Firenze dove risiede) per sottoporsi a visite mediche.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 febbraio 2024
L’uomo era stato da poco trasferito. Secondo suicidio in un istituto toscano nel 2024. Un detenuto di 45 anni si è tolto la vita nel carcere della Dogaia di Prato. L’uomo si è impiccato alle sbarre della finestra con una corda che ha costruito con i materiali che si trovavano nella propria cella. Quando gli altri detenuti se ne sono accorti, hanno dato l’allarme ma per la vittima, un nordafricano, non c’era già più nulla da fare. Da poco il detenuto era stato trasferito a Prato da un altro istituto penitenziario: secondo le informazioni raccolte si trovava nella prima sezione del carcere, quella che ospita i detenuti per reati comuni, definito “reparto di media sicurezza”. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza e autolesionismo per l’istituto pratese, da tempo ormai senza un direttore titolare e un comandante effettivo, una situazione che alcuni dei sindacati del personale di polizia giudiziaria giudicano “in sostanza di abbandono completo da parte dai vertici dell’amministrazione penitenziaria”.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 28 febbraio 2024
La senatrice Ilaria Cucchi: “Nordio intervenga”. Un detenuto 23enne è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Verona dopo il pestaggio. Pestato in cella da tre agenti della polizia penitenziaria, che gli avrebbero rotto alcune costole e lesionato la milza, tanto che i medici che poi l’hanno preso in cura, a Verona, sono stati costretti a sottoporlo ad un intervento chirurgico d’urgenza. È la vicenda, ancora al vaglio della magistratura, di cui sarebbe stato vittima un detenuto 23enne, nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 febbraio 2024
“Lesioni da botte alla testa, al volto, sul corpo, con la milza spappolata: così è arrivato un detenuto dal carcere di Venezia a quello di Verona. E dopo una settimana in terapia intensiva, al suo risveglio ha denunciato il pestaggio da parte degli agenti del penitenziario Santa Maria Maggiore di Venezia”. La senatrice di Avs Ilaria Cucchi riassume così la storia di un detenuto di 23 anni, “fragile e con problemi” secondo i suoi legali, che ha sporto denuncia contro tre agenti penitenziari di Mestre a lui ignoti. Sul caso indaga la procura di Venezia, mentre il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio.
di Elisa Sola
La Repubblica, 28 febbraio 2024
Nuove denunce dei detenuti - non solo quelle per le “torture” - su presunte violenze ed estorsioni subite da compagni di cella, a cui avrebbero assistito agenti della Polizia penitenziaria che avrebbero chiuso un occhio. Comunicazioni, molto riservate, tra i Garanti delle carceri italiane. Dialoghi, avvenuti attraverso le chat, che avrebbero dovuto rimanere segreti perché contenevano, oltre a dati sensibili - come i numeri, molto elevati, dei suicidi negli istituti penitenziari - anche critiche verso esponenti del governo e dell’amministrazione penitenziaria.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 28 febbraio 2024
Per due ore la direttrice del carcere Lorusso e Cutugno Elena Lombardi Vallauri è stata ascoltata in Procura dal sostituto procuratore Mario Bendoni. La dirigente è stata convocata come testimone nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Susan, la detenuta di origine nigeriana deceduta lo scorso agosto. Susan non mangiava e non beveva da 18 giorni quando il suo cuore ha smesso di battere: non stava facendo lo sciopero della fame, semplicemente aveva smesso di alimentarsi rifiutando anche qualsiasi terapia di supporto. Ora, secondo la Procura, la donna potrebbe non essere stata seguita adeguatamente.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 28 febbraio 2024
La procura ha archiviato il caso dei due ragazzi gay che hanno denunciato abusi da parte dei poliziotti nel commissariato di Sassuolo. Stessa sorte per le violenze in carcere nel 2020. Una coppia omosessuale che denuncia percosse, umiliazioni e profilazione razziale e sessuale per mano della polizia nel commissariato di polizia di Sassuolo, in provincia di Modena. La storia, avvenuta nel 2020 e svelata su Domani, vede una prognosi di venti giorni complessivi per uno dei due, Samuel Sasiharan, cittadino tedesco di origine cingalese. Ma anche l’obbligo per entrambi di spogliarsi nel corridoio del commissariato e assumere posizioni umilianti, come documentato dai video girati dalle telecamere interne e pubblicati sul sito del nostro giornale.
lecodelsud.it, 28 febbraio 2024
Il presidente della Camera Penale di Messina, avvocato Bonni Candido, interviene con una nota sull’emergenza morti e i tentativi di suicidio nelle carceri italiane. Un dramma nazionale che sembra passare inosservato. L’emergenza carcere è una questione che andava risolta ieri, e invece siamo costretti a occuparci dell’ennesimo tentativo di suicidio in cella. Dal 1 gennaio 2024, in Italia, si sono già registrati 20 suicidi e 24 persone detenute sono morte in carcere.
di Gianluca Notari
bolognatoday.it, 28 febbraio 2024
In dodici anni, l’azienda Fare impresa in Dozza ha dato lavoro a oltre settanta detenuti: “Tra questi, la percentuale di chi ha continuato a reiterare nel crimine è circa il 10%, a fronte di una media che supera il 60%”. Lavorare nobilita l’uomo? Forse. Sicuramente nobilita i detenuti della Dozza, o almeno questo è ciò che emerge dai dati di Fare impresa in Dozza (Fid), un’azienda che in dodici anni di attività ha dato lavoro a oltre settanta detenuti. Tra questi, la percentuale di chi ha continuato a reiterare nel crimine è di circa il 10%, a fronte di una media che supera abbondantemente il 60%.
- Milano. Cristian, il detenuto che rinunciò ai benefici per far crescere la coop
- Firenze. All’Ipm Meucci il premio letterario per detenuti “Emanuele Casilini”
- Pesaro. Potersi laureare in carcere, un atto della civiltà italiana
- Milano. “Giustizia e riconciliazione”, colpevoli e vittime degli anni di piombo a confronto
- “Il carcere è un mondo di carta”, di Valentina Calderone e Marica Fantauzzi










