di Valentina Marotta
Corriere della Sera, 24 febbraio 2024
La denuncia della Camera penale. Il pubblico ministero non aveva chiesto la condanna o l’assoluzione per maltrattamenti in famiglia ma il giudice aveva già deciso. Il legale chiede e ottiene l’astensione del presidente e di due giudici. La presidente del tribunale: “Faremo chiarezza”. Sfogliando il fascicolo del giudice, un avvocato trova la sentenza già scritta, ma il processo non è ancora finito. Il legale ha chiesto e ottenuto l’astensione del presidente e dei due giudici che compongono il collegio in un processo per maltrattamenti in famiglia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 febbraio 2024
Nel cuore dell’Abruzzo, da oltre un decennio, un’ombra di speranza si insinua tra le mura carcerarie, infrangendo il gelido silenzio che le avvolge. È il riflesso della rivista Voci di dentro, un canto di libertà dietro le sbarre. Nata dall’impeto coraggioso di Francesco Lo Piccolo, giornalista e presidente della Onlus Voci di dentro, questa pubblicazione si erge a baluardo della giustizia e dei diritti umani, offrendo una voce a coloro che il sistema penale ha ridotto a mera “cosa”, privandoli della loro umanità.
di Chiara Pizzimenti
vanityfair.it, 24 febbraio 2024
“Io sono Cassandra” è lo spettacolo del Teatro dei Venti con le detenute della Casa Circondariale di Modena. Siamo andati a vederlo. “Che bello portare uno spettacolo sul destino in carcere”. “Che coraggio portare uno spettacolo sul destino in carcere”. I pensieri arrivano uno dopo l’altro a spettacolo iniziato. Erano altri quelli prima di entrare nella sala, anzi prima di entrare nel Casa Circondariale di Modena dove questo spettacolo del Teatro dei Venti, Io sono Cassandra, viene messo in scena con un gruppo di detenute del carcere come attrici.
di Michele Passione*
Ristretti Orizzonti, 24 febbraio 2024
In un bel volume di qualche anno fa (La Corte nel contesto) la Prof.ssa Tega rilevava come “ragionare per stagioni significa riconoscere che il ruolo della Corte […] cambia nel tempo, anche se non cambiano le disposizioni costituzionali a essa dedicate. Ciò che muta è il contesto complessivo: il tipo di domande rivolte alla Corte da una società che è sempre più insoddisfatta delle risposte della politica e si rivolge agli organi di garanzia, chiedendo loro di intervenire a tutela, ad esempio, delle libertà civili e sociali […]”.
di Massimo Giannini
La Repubblica, 24 febbraio 2024
Non sono episodi casuali o isolati. Al contrario. Riflettono un clima di autoritarismo che c’è, nel Paese, e che questo governo e questa maggioranza alimentano ogni giorno, con l’azione e con la comunicazione. D’accordo, il fascismo in Italia non tornerà. I quadrumviri in camicia nera non marceranno su Roma, dove tutt’al più convergono un centinaio di forconi e una ventina di trattori intruppati sul Raccordo Anulare. Le squadracce di Pavolini e Farinacci non bruceranno sedi di partito, sindacati, giornali, anche se l’attacco alla libera informazione è molto in voga, lo squadrismo digitale è vivo e vegeto e migliaia di nuovi arditi fanno il saluto romano gridando “presente”.
di Franco Giubilei
La Stampa, 24 febbraio 2024
A Pisa e Firenze la polizia carica: 13 feriti. I docenti: “Violenza inaudita”. Il suono vagamente tranquillizzante di “cariche di alleggerimento”, come sono state definite dalle questure interessate, non deve ingannare: ieri, a Pisa e Firenze, polizia e carabinieri hanno risolto a manganellate situazioni che non sembravano foriere di problemi particolari, il che avrebbe reso più comprensibile la mano pesante dei reparti mobili. Niente caschi o bastoni fra i manifestanti per il cessate in fuoco in Palestina, perlopiù studenti medi, come dimostra il bilancio delle cariche pisane, tredici feriti dieci dei quali minorenni; piuttosto un tentativo, più dimostrativo che altro, di forzare i blocchi degli agenti antisommossa, a Pisa per raggiungere piazza Cavalieri (sede della Scuola Normale) da una viuzza laterale, San Frediano, e a Firenze per avvicinarsi al consolato Usa dopo che un gruppo di manifestanti si era sfilato dal corteo, partito da piazza Santissima Annunziata.
di Marco Bresolin
La Stampa, 24 febbraio 2024
Le vittime sono prevalentemente donne e transgender: le cifre ufficiali parlano di 3.800 persone, ma secondo il report del Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa questo numero sarebbe 5 volte maggiore. Le cifre ufficiali dicono che ogni anno tra le 2.100 e le 3.800 persone vengono identificate come potenziali vittime della tratta in Italia. Ma si tratta di numeri che “non riflettono la reale entità del fenomeno a causa delle insufficienti procedure per l’identificazione delle vittime e del ridotto tasso di segnalazione dei diretti interessati perché temono di essere espulsi o sanzionati”. Le persone realmente a rischio sarebbero infatti tra le 15 mila e le 20 mila. A lanciare l’allarme sulla situazione in Italia è un report del Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa contro la tratta degli esseri umani (Greta) che chiede alle autorità di prendere “misure supplementari” per lottare contro il fenomeno.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 24 febbraio 2024
E l’Italia spesso non riesce a distinguere fra vittime e carnefici. Gli schiavi sono fra noi. Dormono accanto a noi. Producono per noi. Sono nei campi del Ragusano, chiusi dentro case di campagna, guardati a vista dai cani, al lavoro per coltivare il famoso pomodorino che tutto il mondo ci invidia. Picchiati, presi in ostaggio, privati dei documenti, messi al lavoro nelle serre. Sono in Basilicata, “operazione Women Transfer”. Ottantasette vittime, donne povere della Moldavia, chiamate come collaboratrici domestiche nelle province di Potenza e Matera.
di Youssef Hassan Holgado, Lorenzo Sassi e Nello Trocchia
Il Domani, 24 febbraio 2024
Il 26 febbraio del 2023 un’imbarcazione con a bordo circa 180 persone si schianta al largo delle coste del comune calabrese: i morti sono 94, tra cui 35 minori. Uno dei naufragi più letali mai avvenuti sulle coste italiane su cui ancora non c’è giustizia. Il governo ha approvato il decreto Cutro e firmato accordi internazionali con l’intento di arginare i flussi migratori. Ma i morti in mare in questo inizio 2024 sono il doppio rispetto allo scorso anno
di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 24 febbraio 2024
Nessuno, finora, è riuscito neanche ad avviare un negoziato per porre fine alla guerra. Non la Cina, non l’India. Inutili i tentativi anche della Turchia, del Vaticano, dell’Arabia Saudita. Due anni senza pace. Due anni di tentativi diplomatici falliti. Nessuno, finora, è riuscito neanche ad avviare un negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina. Non la Cina, non l’India. Inutili i tentativi anche della Turchia, del Vaticano, dell’Arabia Saudita.










