di Leonardo Coen
Il Fatto Quotidiano, 18 febbraio 2024
Da Pisciotta a Sindona, e il caso tedesco della Raf. Noi italiani non dovremmo poi così tanto sorprenderci di ciò che è successo ad Alexei Navalny, e della sua morte in circostanze a dir poco misteriose. Nelle nostre prigioni, infatti, è già successo con detenuti eccellenti e destabilizzanti. Il fine giustifica i mezzi. I russi si affidano al Grande Gelo. Noi, alla tazzulilla di caffé. Questione di cultura. Il caffè tira su. Ma anche giù. Può affossare. Come sperimentò Gaspare Pisciotta, compare di Salvatore Giuliano, i banditi della strage di Portella della Ginestra, in Sicilia: 11 morti (anche bimbi) e 27 feriti. I contadini celebravano il Primo Maggio del 1947 e la vittoria del Blocco del Popolo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 18 febbraio 2024
Ha provocato la protesta di alcuni sindacati di Polizia penitenziaria, la notizia di un’indagine aperta dalla Procura di Lecce dopo la morte per impiccagione di un detenuto del carcere del capoluogo salentino. Matteo Lacorte, 49 anni, di Ostuni (Brindisi), si è suicidato nella sua cella il 14 febbraio durante il cambio del turno del mattino. L’uomo, che era seguito dai sanitari psichiatrici del carcere, nel gennaio 2020 era stato condannato in primo grado a 19 anni di reclusione, più due di colonia agricola, per vari reati fra cui l’accoltellamento di uno degli ospiti della comunità terapeutica che lo aveva avuto in cura. Era in attesa di giudizio definitivo.
di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 18 febbraio 2024
Il via da domani: ogni giorno, a turno, un avvocato farà lo sciopero della fame. Cinque suicidi in carcere a Verona in tre mesi. Tutto ciò, è il grido di protesta lanciato dai penalisti di Verona, sta accadendo avvolto da un silenzio assordante. Per denunciare la situazione e abbattere il muro di gomma, con una iniziativa senza precedenti, a partire da domani anche gli avvocati si uniranno simbolicamente allo sciopero del carrello iniziato l’8 febbraio dai detenuti del carcere veronese di Montorio.
di Andrea Valesini
L’Eco di Bergamo, 18 febbraio 2024
La garante Lanfranchi: non si tenga in cella chi deve stare altrove. Ex ospedali giudiziari: nuova residenza con 40 posti nel 2025. Lì dentro, ristretti tra le quattro mura, è come se tutto rimbombasse e aumentasse di volume. Se il disagio psichico cresce ovunque nella società, tra i detenuti è amplificato; se sul territorio si soffre la carenza di personale sanitario e di servizi, in carcere s’avverte in maniera ancora più forte. Succede ovunque, e lo racconta il drammatico inizio anno delle carceri italiane: 19 suicidi tra gennaio e metà febbraio, mai così tanti da quando sono disponibili dati puntuali. Anche la casa circondariale di Bergamo, pur senza gesti estremi in questo avvio di 2024, sconta una quotidianità scandita dal diffuso disagio psichico dei detenuti: ne soffrirebbe quasi il 20% di loro, secondo le stime. Vorrebbe dire oltre un centinaio di reclusi sui 559 totali presenti in Via Gleno - secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia - al 31 gennaio.
di Alessandra Coppola
Corriere della Sera - La Lettura, 18 febbraio 2024
Tanta esperienza nel mondo, molto poca negli affetti. Il ragazzo ricciolino, che s’è seduto all’ultimo banco della fila e che chiameremo Samir, neanche maggiorenne per due volte ha rischiato la vita in mezzo al mare. La sua famiglia è rimasta in uno dei tanti villaggi dimenticati tra Il Cairo e Port Said, lontana e misera: “È da quando avevo dieci anni che penso di andar via per aiutarli”. E così, non appena gli sono cresciuti dei baffetti morbidi sotto al naso, Samir è partito.
di Daniela Colombo
La Provincia di Como, 18 febbraio 2024
La novità Progetto con i detenuti del Bassone, un sito per fare richiesta. Dopo un mese il capo viene restituito. Rinaldi: “Legame con il territorio”. Abiti rovinati diventano un filo che unisce il fuori e il dentro, perché tutti gli strappi possono essere ricuciti, punto dopo punto, quelli della stoffa così come della vita. Questa l’idea alla base di Filodritto, il servizio di riparazione di capi di abbigliamento aperto al pubblico che coinvolgerà i detenuti del carcere del Bassone. L’iniziativa, ideata e gestita dalla sartoria sociale CouLture Migrante, rientra nelle attività del progetto Link-ed-In, coordinato da Laura Molinari (iniziative promosse nel quadro della Politica di Coesione 2021-2027 e in particolare del programma regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus).
di Serena Palumbo
Il Mattino, 18 febbraio 2024
“Ero il Cristiano Ronaldo delle rapine in banca, ora studio Giurisprudenza”. Detenuti e studenti dell’Università Parthenope si sono sfidati sul campo da calcio del carcere di Secondigliano per combattere l’indifferenza. A vincere è stata la legalità e la cultura. “Una partita tra amici, come avverrebbe fuori” commenta il comandante del reparto. Vincenzo, 60 anni di cui 25 in cella, siede sul ciglio del campetto della casa circondariale. Si paragona a Ronaldo, eppure non gioca a pallone. La sua fama non è calcistica. Rapine e assalti a banche, anche un celebre colpo alle poste. Uno specialista della criminalità, ma il carcere l’ha cambiato. A dirlo è uno a cui la giustizia ha tolto la liberà, condannandolo a una lunga detenzione. Eppure, è proprio di giustizia che vuole occuparsi una volta uscito da Secondigliano. “Passare tanto tempo recluso mi ha avvicinato ai libri. Qui ho iniziato il mio percorso universitario. Ho fatto tanti esami alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II. Spero di laurearmi presto. Sono entrato da delinquente, non so se uscirò da avvocato. Ma sono sicuramente cambiato. Ho capito di aver sbagliato”.
di Giuseppina Manin
Corriere della Sera, 18 febbraio 2024
Tutta colpa di Shakespeare. “Nessuno come lui ha saputo esplorare l’animo umano nel suo ripetersi ossessivo di crimini e malvagità. Ci siamo chiesti: è questa la nostra condanna? Saremo così per sempre?”. Domande chiave, punto di partenza per Armando Punzo e i suoi attori-detenuti della Compagnia della Fortezza per un lungo viaggio dentro il teatro e la notte della coscienza, alla ricerca di un nuovo uomo, non votato solo al male.
di Franco Corleone
L’Espresso, 18 febbraio 2024
Gli scritti di Peter Cohen sulle droghe rivelano come il “pugno duro” del governo sia anacronistico. Il consumo di stupefacenti va ricondotto alla dimensione umana. Alla storia e alla filosofia. L’idea di raccogliere gli scritti di Peter Cohen in un volume ci è venuta quasi naturale, considerando il loro valore. Avevamo però la preoccupazione che potessero apparire legati a un confronto politico superato, dopo la svolta di legalizzazione della cannabis verificatasi prima in Uruguay, poi in Canada e soprattutto negli Stati Uniti.
di Davide Ferrario
Corriere della Sera - La Lettura, 18 febbraio 2024
“Fine amore: mai” è un progetto cinematografico realizzato tra il 1999 e il 2000 nell’ambito del laboratorio di audiovisivi promosso e finanziato dalla Regione Lombardia presso il carcere di San Vittore a Milano. Fu sceneggiato, filmato e montato dal gruppo di lavoro della Sezione Penale a cui il laboratorio era destinato; dopo quell’esperienza, finita la pena, un paio di iscritti trovarono lavoro presso televisioni locali. “Fine amore: mai” si può vedere in rete su https://vimeo.com/912357679
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