di Rachele Callegari
Avvenire, 1 febbraio 2024
Democrazia contro dittatura, alla fine usano lo stesso sistema di punizione: il capestro. Ma a Teheran 60 donne del carcere di Evin, di fronte all’ennesima esecuzione, si ribellano e rifiutano il cibo. Da un lato l’Alabama, l’Occidente, la democrazia. Dall’altro l’Iran, il Medio Oriente, la Repubblica islamica. Due apparenti antitesi che la scorsa settimana si sono rese protagoniste di un medesimo episodio, l’esecuzione della condanna a morte di un detenuto.
di Luigi Daniele*
Il Manifesto, 1 febbraio 2024
Poche ore dopo le misure ordinate dalla Corte dell’Aja, i governi occidentali tagliano i fondi all’Unrwa, annullando di fatto le richieste del tribunale e violando essi stessi la Convenzione contro il genocidio: sarebbero in posizione di autonome violazioni dei propri doveri imperativi di prevenzione. Gaza continua a essere un campo di morte. Distese di macerie e corpi si estendono per chilometri nei luoghi in cui sorgevano le già immiserite città dell’enclave sotto assedio. Diecimila i bambini uccisi in tre mesi, settemila le donne. Sessantacinquemila feriti, moltissimi dei quali nei primi anni di vita. Due milioni di persone in lotta quotidiana per la sopravvivenza, ammassati in tendopoli, immersi nel fango, senza alcun servizio essenziale, con un sistema sanitario quasi integralmente distrutto da seicento attacchi a strutture mediche protette, secondo l’Oms.
di Letizia Tortello
La Stampa, 1 febbraio 2024
L’ex giudice del Ruanda, Silvana Arbia, dopo l’apertura del procedimento per le accuse di genocidio: “Se è uno Stato di diritto, lo dimostri. La Convenzione su questo crimine è nata proprio dopo la Shoah”. “Israele è uno Stato di diritto: bene, lo dimostri”. La Corte di Giustizia dell’Aia ha emesso un’ordinanza che avrà anche scontentato le parti in guerra (i palestinesi si aspettavano il cessate il fuoco, Gerusalemme parla di sentenza “antisemita”), ma ha un’importanza giuridica internazionale che dovrebbe produrre un effetto a farfalla. Quel che sembra un battito d’ali, potrebbe diventare uno tsunami. A spiegarla così è la giudice Silvana Arbia, ex procuratrice internazionale dei crimini del Ruanda ed ex cancelliera della Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aia.
di Federico Rampini
Corriere della Sera, 1 febbraio 2024
“Datemi l’autorità per farlo, e chiudo la frontiera subito”. Questa non è una promessa di Donald Trump in campagna elettorale. Sono parole di Joe Biden, è lui ad averle pronunciate in un comizio. Amici e avversari concordano in questa constatazione: ormai Biden ha fatto un dietrofront totale sull’immigrazione, fino al punto di abbracciare la linea di Trump. Aveva cominciato alla chetichella, riprendendo la costruzione del Muro al confine del Messico. Ma fino a pochi giorni fa Biden si allineava su Trump quasi di nascosto, senza ammetterlo apertamente, per paura di scatenare una rivolta nell’ala sinistra del suo partito. Con l’ultima dichiarazione è cessata anche quella finzione. Dietro questo voltafaccia c’è il duro confronto con la realtà. La politica permissiva che Biden annunciò all’inizio del suo mandato ha avuto effetti disastrosi, attirando un flusso crescente di clandestini, con ripercussioni gravi in molti campi: dall’ordine pubblico al senso di sicurezza dei cittadini, fino allo sconquasso provocato nelle finanze di quegli enti locali (vedi le città di New York e Chicago) dove il costo dei migranti si fa sentire in modo estremo. A parlare di disastro non sono più solo i repubblicani ma anche i sindaci democratici, e la stessa stampa progressista favorevole all’immigrazione. Un giornale allineato al partito democratico come il New York Times intitola in prima pagina su “Crisi alla frontiera”. Nel sottotitolo evoca l’impossibilità di mantenere “la promessa di rovesciare le politiche di Trump”.
di Anna Lombardi
La Repubblica, 1 febbraio 2024
Portland in Oregon dichiara lo stato d’emergenza. Nel 2023 i morti in città per overdose dal farmaco sono stati oltre mille. Il centro è invaso dai tossici e molte aziende e cittadini si sono trasferiti altrove. Ma il problema riguarda tutti gli Stati Uniti. Il Fentanyl assassino costringe Portland - la città più popolata dell’Oregon, celebre per la sua animatissima scena artistica - a dichiarare 90 giorni di stato d’emergenza. L’annuncio è parte di uno sforzo per contrastare l’uso della droga che negli Stati Uniti, ormai da 30 anni, rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica. Tanto da aver contribuito ad abbassare a 78 anni l’aspettativa di vita nel Paese.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 31 gennaio 2024
Nella Casa circondariale ligure lunedì, si è impiccato nella sua cella un 66enne in attesa di giudizio per femminicidio. È il 13esimo dall’inizio dell’anno. Il sistema carcerario è una emergenza nazionale. Oltre all’ormai cronico sovraffollamento, le prime settimane del 2024 stanno segnando un incremento senza precedenti dei suicidi tra i detenuti. L’ultima tragedia si è consumata lunedì scorso nel carcere di Imperia dove un uomo sessantaseienne, in attesa di giudizio per tentato femminicidio, si è impiccato nella sua cella.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 31 gennaio 2024
Francesco Bonifazi, deputato di Iv e fedelissimo di Renzi, si dice d’accordo con la proposta lanciata su queste colonne da Francesca Scopelliti di nominare Beniamino Zuncheddu senatore a vita. “Uno dei più grandi errori giudiziari della storia, commenta Bonifazi che poi definisce “non accettabile” il trattamento riservato a Ilaria Salis.
di Sarah Grieco
Il Manifesto, 31 gennaio 2024
Non credo che esageri chi ha definito come “storica” o “rivoluzionaria” la sentenza con cui, pochi giorni fa, la Consulta ha dichiarato incostituzionali i controlli visivi durante i colloqui in carcere, senza concrete ragioni di sicurezza che li giustifichino. La pronuncia 10/2024 lo è davvero. I motivi sono tanti. Proviamo a riassumerli. Il primo. La Corte ha finalmente allineato il nostro paese alla stragrande maggioranza degli ordinamenti europei, dove il diritto alle visite intime è garantito da anni. Il secondo. I giudici costituzionali hanno “bollato” come irragionevole e lesiva della dignità della persona, ogni restrizione di un diritto o di una libertà senza un limite o una giustificazione. La libertà non può essere annullata da una prescrizione generale ed astratta; serve un “limite concreto”. Come a dire che, una volta varcata la soglia del carcere, non si è privati di tutti i propri diritti per essere sottoposti ad un “generale assoggettamento all’organizzazione penitenziaria” dello Stato. Occorre una ragione per la loro limitazione. La Corte ha così applicato quel principio fondamentale della storica sentenza n.26 del 1999, secondo la quale “i diritti inviolabili dell’uomo… trovano… nella restrizione della libertà personale i limiti a essa inerenti… ma non sono affatto annullati da tale condizione”. Il terzo. La pena, con questa sentenza, riacquista il suo “volto costituzionale”: la sofferenza è legittima solo se inflitta “nella misura minima necessaria”.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 31 gennaio 2024
Il nuovo portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale illustra i problemi che affliggono l’istituzione detentiva: sovraffollamento, emergenza sanitaria e bambini in carcere le questioni più urgenti sul tavolo. Coinvolgere maggiormente il Terzo Settore all’interno degli istituti di pena, istituire la liberazione anticipata a 70 giorni per buona condotta e offrire più occasioni di lavoro: questi i buoni propositi sui cui s’impegna a lavorare in questo 2024 iniziato da circa un mese e che lo vedrà portavoce della Conferenza dei garanti territoriali, Samuele Ciambrello, già garante dei diritti delle persone private della libertà personale per la Regione Campania.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 31 gennaio 2024
Un accordo quadro per la realizzazione di interventi qualificati finalizzati a promuovere attività formative e lavorative e a favorire il reinserimento sociale dei detenuti. Lo hanno sottoscritto oggi in Via Arenula, alla presenza del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo, il Vice Presidente Vicario della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe-Confcommercio) Aldo Mario Cursano e la Presidente dell’Associazione “Seconda Chance” Flavia Filippi.
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