di Antonio Lamorte
L’Unità, 26 gennaio 2024
Si erano mobilitate Amnesty International, le Nazioni Unite, Nessuno Tocchi Caino, la Comunità di Sant’Egidio. Niente da fare: il boia ha colpito. Una tecnica considerata tortura anche dai veterinari. Kenneth Smith è morto: è stato giustiziato in Alabama, Stati Uniti, il detenuto 59enne condannato per omicidio. È stato il primo a essere condannato con l’azoto, per asfissia.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 25 gennaio 2024
Dall’inizio dell’anno sono infatti già 10 i detenuti che si sono tolti la vita. Un numero elevatissimo considerando che nel 2023 i suicidi erano stati complessivamente 68. Il 2024 è iniziato nel modo peggiore nelle carceri italiane. Dall’inizio dell’anno sono infatti già 10 i detenuti che si sono tolti la vita. Un numero elevatissimo, considerando che nel 2023 i suicidi erano stati complessivamente 68, che non può non obbligare ad una seria riflessione da parte di tutti gli operatori del settore.
di Angela Stella
L’Unità, 25 gennaio 2024
Il cantiere della giustizia è aperto, il ddl Nordio è pronto per l’Aula, ma l’anno che si è chiuso è soprattutto quello dei decreti sicurezza, all’insegna del panpenalismo. Si terrà stamattina presso la Corte di Cassazione l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024. Sabato toccherà alle cerimonie nei singoli distretti di Corte di Appello e venerdì 9 e sabato 10 febbraio ci sarà la contro inaugurazione dell’Unione delle Camere Penali al Teatro Eliseo di Roma. Ma intanto che anno è stato questo sulla giustizia e cosa aspettarsi?
di David Allegranti
linkiesta.it, 25 gennaio 2024
L’ultima rilevazione conferma la tendenza crescente dei detenuti. Conseguenza inevitabile in un Paese le cui politiche penali, specialmente quelle dell’attuale governo, tendono a riempire il più possibile le celle (anche quando se ne potrebbe fare a meno). Sono passati oltre dieci anni dalla sentenza Torreggiani, adottata l’8 gennaio 2013, con la quale la Corte Europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu). Un caso che riguardava trattamenti inumani o degradanti subiti da sette persone detenute per molti mesi nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza, in celle triple e con meno di quattro metri quadrati a testa disponibili. Nel 2012/2013, prima della sentenza, nelle carceri italiane c’erano tra i sessantaduemila e i sessantacinquemila detenuti. Alla fine del 2012 il tasso di sovraffollamento era del 139,67 per cento. Dopo la condanna, il governo riuscì a far scendere la popolazione detenuta a 62.536, con un indice di affollamento del centotrentuno per cento.
di Liana Milella
La Repubblica, 25 gennaio 2024
Slittano i test psicoattitudinali per i magistrati e il bavaglio di Costa. L’esecutivo evita lo scontro con le toghe proprio quando si apre in Cassazione l’anno giudiziario per la prima volta nella sua storia con la relazione di una presidente donna, Margherita Cassano. Un passo indietro, uno stop decisamente strategico, in una giornata particolare come quella di oggi, quando in Cassazione si inaugura l’anno giudiziario. Al Senato e alla Camera il governo si ferma, mentre potrebbe dare il via libera nelle due commissioni Giustizia, a due provvedimenti assai “sensibili” per le toghe.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 gennaio 2024
Ancora da sciogliere i nodi su fuori ruolo, “pagelle” e test psicoattitudinali per i magistrati. Costa boccia le norme, anche il Pd all’attacco del governo. Le commissioni Giustizia di Senato e Camera avrebbero dovuto votare ieri i pareri non vincolanti sui decreti attuativi in materia di magistrati fuori ruolo e ordinamento giudiziario. In particolare i senatori avevano tempo fino al 19 gennaio per esprimere il parere sul primo testo (relatore Rastrelli), e fino al 28 gennaio per l’altro provvedimento (relatore Zanettin). I deputati avevano il termine fissato sempre al giorno 28 per entrambi gli schemi di decreto legislativo (relatori Matone e Maschio). Ebbene, è stato tutto rimandato alla prossima settimana, con il placet del governo, che sta ancora mediando, su alcuni punti, con i parlamentari. Sembrerà quasi paradossale che la maggioranza parlamentare si metta a contrattare con proprio su provvedimenti dell’Esecutivo sui quali dovrebbe esprimere delle valutazioni.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 25 gennaio 2024
L’indagine e il processo parallelo. Iniziativa giudiziaria molto ardita del pm Francesco De Tommasi, un “processo parallelo”. L’Ordine degli avvocati e la Camera Penale: “Non possiamo non stigmatizzare queste modalità di azione”. Il pm del processo ad Alessia Pifferi indaga per l’ipotesi di falso ideologico il difensore e due psicologhe che nel carcere di San Vittore ebbero colloqui con l’imputata di aver lasciato morire di fame e sete la figlia Diana di 18 mesi: è una iniziativa giudiziaria molto ardita il decreto di perquisizione - a carico delle psicologhe Paola Guerzoni e Letizia Marazzi, in concorso con l’avvocato Alessia Pontenani - che il pm Francesco De Tommasi ha firmato mercoledì da solo. Senza che dei due precedenti mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali in carcere siano state al corrente la pm contitolare del processo, Rosaria Stagnaro, e i due procuratori aggiunti Alessandra Dolci (pool antimafia di cui fa parte De Tommasi) e Letizia Mannella (pool famiglia dove lavora Stagnaro), ma solo il procuratore Marcello Viola.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 gennaio 2024
L’ira degli avvocati milanesi a difesa della collega: “È un invito a fare un passo indietro. L’avvocato in pericolo siamo tutti noi”. “Vogliono farmi abbandonare la difesa? Non ci penso proprio, ma per che cosa? Io non farò alcun passo indietro, salvo che il giudice non stabilisca la mia incompatibilità. Ma questo lo vedremo il 4 marzo”. La voce di Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, in carcere per aver lasciato morire in casa la figlia Diana di 18 mesi, è combattiva. Anche se da poche ore ha appreso, rigorosamente a mezzo stampa, di essere indagata insieme a due psicologhe del carcere di San Vittore, P.G. e L.M., per falso ideologico e favoreggiamento.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 25 gennaio 2024
Intervista a Francesco Petrelli, leader dei penalisti: “Andrà tenuta alta l’attenzione. Non ci possono essere compressioni del diritto di difesa”. “La vicenda mi sembra alquanto complessa e merita certamente di essere approfondita con grande attenzione. Nessuna sottovalutazione”, afferma l’avvocato romano Francesco Petrelli, dallo scorso ottobre presidente dell’Unione delle Camere penali, commentando la decisione della procura di Milano di indagare ieri per le ipotesi di reato di favoreggiamento e falso ideologico le due psicologhe del carcere di San Vittore e l’avvocata Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi. Quest’ultima è attualmente a processo in Corte d’assise per avere nel 2022 lasciato morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi, abbandonandola in casa da sola per 6 giorni.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 25 gennaio 2024
Capì che sarebbe diventato avvocato nel 1946. Raffaele Della Valle aveva 7 anni e viveva in un appartamento all’interno del Tribunale di Monza dove il padre era magistrato. “Giocavo sulla terrazza e mi fermavo ad ascoltare le arringhe”. L’avvocato che difese Enzo Tortora festeggia sessant’anni di professione e ripercorre quel processo nel libro “Quando l’Italia perse la faccia. L’orrore giudiziario che travolse Enzo Tortora”. Lo presenta a Monza giovedì sera alle 19 in un aperitivo letterario al Centro di Spalto Isolino a favore della onlus Associazione Sissi.
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