di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 25 gennaio 2024
“Se non sei disponibile a lavorare - ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - non puoi pretendere di essere mantenuto con i soldi di chi lavora ogni giorno”. Un pensiero ricorrente quando si vuole governare i poveri e non liberare la società dalla povertà. L’odio dei poveri ha un motore: il lavoro. Quello che c’è ed è precario, brutale, pagato sempre peggio, talvolta persino gratuito. E, soprattutto, il lavoro che non c’è. Quello che i poveri definiti “occupabili” - cioè considerati “abili al lavoro” - devono inseguire, iscrivendosi alla cabala di corsi di formazione, sperando che portino a un lavoro, qualsiasi esso sia. E anche a 350 euro, sperando che arrivino. Perché nemmeno l’iscrizione a un corso potrebbe garantirlo, dicono le cronache di queste settimane.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 25 gennaio 2024
Il diritto all’istruzione è un diritto costituzionale, sancito non solo all’art. 34, dove si parla di universalità, gratuità e obbligatorietà della scuola di base, e di sostegno ai “capaci e meritevoli” privi di mezzi. È sancito, indirettamente ma potentemente, dall’articolo 3, secondo comma, ove si parla di rimozione degli ostacoli a pieno sviluppo della personalità, quindi del diritto ad accedere a risorse, anche, se non soprattutto, educative nei primi anni di vita in cui si gettano le basi, appunto, dello sviluppo della personalità e delle capacità. Compito della Repubblica, quindi, è assicurare pari opportunità nell’accesso alle risorse educative e di istruzione di qualità indipendentemente dalla famiglia in cui si nasce e dal luogo in cui si vive.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 25 gennaio 2024
Approvato il ddl di ratifica, che adesso andrà in Senato. La Corte costituzionale albanese rinvia l’esame del ricorso al 29 gennaio. La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge di ratifica del protocollo Roma-Tirana per la costruzione di centri di trattenimento per migranti in territorio albanese. 155 i voti favorevoli, 115 i contrari, due gli astenuti. Adesso il provvedimento governativo dovrà passare anche in Senato, dove l’iter di approvazione si annuncia ancora più rapido.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 25 gennaio 2024
No all’ingresso delle organizzazioni internazionali nei Centri, no a una relazione semestrale in Parlamento e soprattutto no alla dichiarazione esplicita che nessun migrante vulnerabile sarà portato in Albania, quindi nessun minore, donna, anziano o vittima di tortura, violenza e abuso sessuale. Con una nuova inaudita stretta alle garanzie dei diritti dei migranti e in spregio a ogni trasparenza nei confronti del Parlamento, la Camera - dopo aver bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni - ha approvato (con una maggioranza non larga) il disegno di legge di ratifica dell’accordo Italia-Albania che ora passerà in Senato.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 25 gennaio 2024
Kenneth Smith aveva 20 anni quando ha commesso l’omicidio. Ora ne ha 58. È stato in carcere per 35 anni, come si fa a dire che non è stato punito? È stato nella camera della morte già una volta, come si fa a dire che non è stato già giustiziato? “Dov’è la pietà?”, chiede dal carcere al telefono con un giornalista. Nella storia infinita - arcaica, moderna, contemporanea - della pena di morte in America le hanno provate tutte per mandare all’altro mondo chi in questo mondo è stato cattivo. Occhio per occhio, chi ha ucciso dev’essere ucciso. Nessuno pietà per chi ha violato la legge e squilibrato l’ordine: pubblico, sociale, morale. La lotta millenaria tra il bene e il male ha generato la realtà maligna della “striscia della Bibbia” che in America coincide con quella della pena di morte. In Texas, in Alabama e in altri Stati del sud, la regola terribile dell’Antico Testamento raramente ha conosciuto eccezioni.
di Luca Attanasio
Il Domani, 25 gennaio 2024
Il Sudafrica non è solo nella sua causa contro Israele. Il primo paese che gli si affiancato è la Namibia, in un tentativo di colpire così la Germania. Non c’è solo il Sudafrica a schierarsi contro Israele. La causa intentata presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) alla fine dello scorso anno contro lo stato ebraico accusato di genocidio sta producendo un effetto domino tra gli stati e le opinioni pubbliche del continente e innescando posizionamenti sempre più netti.
di Giusy Baioni e Gianni Rosini
Il Fatto Quotidiano, 25 gennaio 2024
La Farnesina a favore dell’immunità ai funzionari Pam: “Viene riconosciuta per consuetudine”. Prossima udienza il 13 febbraio: si dovrà ancora attendere per sapere se Rocco Leone, il funzionario del Programma Alimentare Mondiale imputato nel procedimento per l’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, potrà godere o meno dell’immunità funzionale ed evitare il processo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 gennaio 2024
Negli Istituti penitenziari italiani, partendo dal dato del 17 gennaio scorso, la popolazione detenuta ha raggiunto la cifra preoccupante di 60.382 persone, superando la capienza effettiva di 47.300 posti disponibili. L’uscente Garante nazionale delle persone private della libertà, a partire da questo allarmante contesto di sovraffollamento, ha condotto un’analisi diacronica per comprendere l’evoluzione del fenomeno carcerario nel nostro Paese.
di Maurizio Ermisino
retisolidali.it, 24 gennaio 2024
Rita Bernardini e Roberto Giachetti hanno iniziato ieri lo sciopero della fame promosso da Nessuno Tocchi Caino. “152 suicidi in 24 mesi impongono a tutti una riflessione e un’azione. Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti”. Queste sono le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al momento del suo insediamento. Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino e Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, insieme ad altre persone, hanno deciso di fare proprie queste parole e hanno iniziato ieri lo sciopero della fame promosso da Nessuno Tocchi Caino, perché si possa risolvere la situazione nelle carceri del nostro Paese.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 24 gennaio 2024
Nella distrazione generale si sta ridisegnando un “nuovo” modello di Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, involvendolo in altro, apparentemente più “securitario” ma più vicino a un certo modo di immaginare la giustizia e la pena, più distante dal mondo di quanti coltivino ancora l’idea di un diritto compassionevole, pur se esigente nei principi di legalità, che ha, però, “il difetto” di non percepire come “nemici” il mondo dell’avvocatura, delle università, delle associazioni che si occupino della tutela dei diritti umani e del diritto in genere, ritenendo che proprio la cura degli stessi, ove si perpetrino delle violazioni o vengano banalizzati, costituiscano, essi sì, una lesione del bene della sicurezza di tutti i cittadini.
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