palermotoday.it, 9 gennaio 2024
Carmelo Valentino si trovava nella settima sezione dell’istituto penitenziario quando il suo compagno di cella ha chiesto aiuto. A nulla è servito l’intervento degli agenti e del personale medico. Si è sentito male mentre si trovava in carcere e, nonostante l’allarme lanciato dal compagno, per lui non c’è stato nulla da fare. Un detenuto palermitano di 53 anni, Carmelo Valentino, è morto nel carcere di Augusta, nel Siracusano. La Procura ha aperto un fascicolo per chiarire cosa abbia provocato il decesso che, secondo quanto accertato sino ad ora, sarebbe riconducibile a cause naturali. Per stabilirlo però bisognerà attendere l’esito dell’autopsia. La salma nel frattempo è stata portata nell’obitorio dell’ospedale Muscatello.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 gennaio 2024
La denuncia choc del legale, che si è recato al “Pagliarelli” di Palermo per sollecitare il mancato accredito dei soldi inviati dai familiari a tre detenuti stranieri: “Allontanato con minacce di arresto”. Si tratta di un grave episodio, e potrebbe essere non isolato, che evidenzia ulteriori criticità e violazioni dei diritti umani nelle carceri italiane. Coinvolge i detenuti, ma anche gli avvocati difensori che hanno subito minacce di arresto e tentativo di aggressione da parte di operatori penitenziari. È un caso che riguarda il carcere “Pagliarelli”.
Ristretti Orizzonti, 9 gennaio 2024
“L’affanno che si prova al solo pensiero di dover morire in galera non si può descrivere. Sono stato arrestato la prima volta nel febbraio 1976, quando avevo 16 anni e da allora, a parte un paio d’anni (1981-1983) in cui sono evaso dall’isola di Pianosa, sono sempre stato detenuto. È vero che mi sono reso responsabile di varie evasioni, perlopiù dei colpi di testa dovuti all’affanno di dover rientrare in carcere, ma dal 1987 in poi non ho mai commesso dei reati nel corso di questi benefici”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 gennaio 2024
A Sollicciano mancano anche le visite. Incinta da quasi tre mesi eppure detenuta a Sollicciano, in una cella dove ci sarebbero problemi di infiltrazioni d’acqua. È la storia di una reclusa tunisina, arrivata in Italia pochi mesi fa e arrestata per spaccio di sostanze stupefacenti. Ad accertare la sua maternità era stata una visita a metà novembre, ma dopo quel giorno la signora non avrebbe ricevuto più alcuna visita ginecologica adeguata, visto che nel penitenziario fiorentino non ci sono gli strumenti adatti che si possono trovare invece dentro un ospedale. Ecco perché il giudice per le indagini preliminari ha autorizzato il carcere a procedere con visite esterne, che non sarebbero mai avvenute.
di Anna Piuzzi
lavitacattolica.it, 9 gennaio 2024
Il 2024 promette di essere l’anno che segnerà una svolta decisiva per la casa circondariale di Udine, una svolta dunque anche per la città tutta, essendo il carcere di via Spalato un suo tassello fondamentale. È infatti in programma per martedì 23 gennaio l’inaugurazione della “Sezione Semiliberi”, attesa concretizzazione di un progetto articolato - del valore di cinque milioni di euro - di riqualificazione del complesso carcerario. Concretizzazione che è solo la prima di una serie. Ne abbiamo parlato con il garante dei Diritti delle Persone private della Libertà personale del Comune di Udine, Franco Corleone.
di Maria Verderame
galluraoggi.it, 9 gennaio 2024
Il carcere di Tempio-Nuchis vive in una condizione di sovraffollamento e diritti violati per i detenuti. La situazione, presente in misura peggiore nelle case circondariali di Cagliari e Sassari, è stata documentata dall’associazione Socialismo Diritti Riforme Odv, che documenta che la condizione degli istituti non è affatto migliorata negli ultimi 12 mesi. A Tempio-Nuchis sono 176 i detenuti nel carcere e i posti massimi sono 170. Complessivamente, in Sardegna ci sono 2.140 detenuti per 2.616 posti, 1 detenuto su 4 è straniero. Una situazione che causa profonde problematiche di convivenza tra i detenuti. L’associazione registra un miglioramento leggero nelle Colonie Penali, che sono 324 ma il divario rispetto ai posti disponibili (598) è elevato.
di Dimitri Canello
Corriere del Veneto, 9 gennaio 2024
Due anni di allenamenti per formare le squadre. Il 2024 comincia con la meta più bella e con il via libera al progetto “Rugby in carcere”. Merito dell’Ulss 6 Euganea, dell’amministrazione penitenziaria e del Cus Padova, ente partner di realizzazione, che hanno pensato a un progetto partito nel 2023 e che potrebbe continuare per le prossime due annualità.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 9 gennaio 2024
Entra nel vivo il progetto delle superiori della scuola pontificia Pio IX di Roma che vedrà nel mese di gennaio alcuni studenti dell’ultimo anno accanto ai detenuti della casa circondariale di Massa Marittima, Grosseto, per realizzare murales all’interno dell’area ricreativa del carcere con una guida d’eccezione: lo street artist Maupal. Non sono solo disegni, non sono solo colori, non sono solo una forma d’arte, i murales che spiccheranno presto sulle mura dell’area ricreativa della casa circondariale di Massa Marittima, in provincia di Grosseto, ma saranno un incontro tra cuori: quelli dei detenuti ospiti della struttura che per tutto il mese di gennaio lavoreranno con un gruppo di studenti dell’ultimo anno delle superiori della scuola Pontificia Pio IX di Roma. Non è un caso, infatti, che l’idea di questo progetto artistico così originale, venga da un’associazione che il cuore ce l’ha nel nome: Operazione Cuore ets, in collaborazione con l’associazione Fratel Emanuel Francesconi onlus. Originale è anche la scelta del cuore che guiderà mani e pennelli: lo street artist Maupal, in arte Mister Pope, che certo non ha bisogno di presentazioni e che è ormai un veterano di progetti artistici in carcere. “Il linguaggio artistico è universale, capace di parlare alle menti e ai cuori di tutti - presenta il progetto fratel Andrea Bonfanti, direttore del Pio IX - anche per questo abbiamo chiamato il progetto ‘Arte senza confini’, che già nel nome spinge a uscire dai propri limiti anche fisici e geografici”.
di Rosa Arianna Romano
Corriere del Mezzogiorno, 9 gennaio 2024
Dalla lettura all’ascolto, dai libri allo strumento virtuale per diffondere i valori della legalità tra le nuove generazioni. Ecco l’obiettivo di Radici Future Produzioni. Legalità. Accessibilità. Inclusione. Sono le parole chiave che scrivono il futuro di Radici Future Produzioni, delineando nuove prospettive per l’anno appena cominciato. Ieri, durante la conferenza stampa nella sala Campione della Regione Puglia, sono stati tracciati gli obiettivi che si pone per il 2024 Radici Future Produzioni - Legalitria, la società cooperativa impegnata nel campo del sociale e della rigenerazione territoriale, guardando a una diffusione orizzontale della cultura. È per questo che l’oggetto libro, perno su cui ruota Legalitria sin dai suoi albori, viene affiancato dal podcast, strumento che avvicina le giovani generazioni e non solo, rendendo la lettura ancora più fruibile grazie all’ascolto.
varesenews.it, 9 gennaio 2024
Sguardi Ri-volti, un lavoro teatrale, nato da un’idea di cooperativa “Lotta Contro l’Emarginazione”, Fondazione Enaip che sta girando diverse città con l’obiettivo di far conoscere il mondo del carcere e avvicinarlo alla comunità. Sei donne e tre uomini sul palco. Pantaloni e magliette nere davanti a un pubblico che già molto prima dell’inizio dello spettacolo aveva riempito ogni spazio dei Magazzini Tumiturbi di via De Cristoforis a Varese. Solo due ragazze vestite tutto di bianco a rappresentare la giustizia. Quella con la bilancia e la spada, ma bendata perché spesso incapace di andare oltre a un sistema di regole rigide.
- Sos diritti, non c’è felicità senza libertà
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