di Alberto de Sanctis*
Il Riformista, 23 dicembre 2023
Disegno di legge in materia di sicurezza pubblica: il nuovo art. 415 bis c.p. criminalizza la resistenza passiva organizzata da almeno tre detenuti con un comportamento non violento di disobbedienza civile. Già ci sarebbe da interrogarsi sulla necessità di introdurre un reato specifico per un fenomeno, quello delle sommosse violente in carcere, che potenzialmente si manifesta con la commissione di un’ampia serie di reati (tra gli altri: danneggiamenti, lesioni, evasioni). C’era forse un vuoto legislativo che doveva essere colmato per impedire ai detenuti di devastare gli istituti penitenziari? La risposta alla domanda, posta evidentemente in modo retorico, è scontata. Per l’ennesima volta il diritto penale simbolico prevale sulla ragionevolezza.
di Glauco Giostra
Il Domani, 23 dicembre 2023
L’intento di tutelare la presunzione di innocenza è meritorio, ma lo strumento giuridicamente inapplicabile. Inquieta la tendenza a coprire con il garantismo insistenti proposte di segreto. Meritorio e condivisibile l’obbiettivo che dichiarano di voler perseguire i promotori del recentissimo, discusso emendamento che modifica “l’articolo 114 c.p.p. prevedendo il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero sino al termine dell’udienza preliminare”. Giuridicamente, realisticamente e democraticamente impraticabile è lo strumento scelto per perseguirlo. Si dice che la disposizione sarebbe funzionalmente collegata con la presunzione di innocenza e, coerentemente con questa errata premessa, la si incista in una legge di delegazione di attuazione della direttiva europea n. 343 del 2016, di cui applicherebbe gli articoli 3 e 4. Ma da questi articoli si evince esattamente il contrario.
di Davide Varì
Il Dubbio, 23 dicembre 2023
Il viceministro della Giustizia parla dell’emendamento Costa e della riforma della prescrizione, che slitta a gennaio. “Il Terzo Polo? La maggioranza non cambia”. Prescrizione e legge-bavaglio “non sono riforme berlusconiane”: questa può anzi essere la “legislatura della riconciliazione” tra toghe e politica. Lo sostiene in una intervista alla Stampa il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto di Forza Italia. Che però dopo il voto all’emendamento di Enrico Costa non apre le porte al Terzo polo: “La maggioranza resta quella uscita dal voto”.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 23 dicembre 2023
Il giornalista ha il dovere di informare, senza farsi complice delle toghe. Ma anche senza avere la pretesa di un “controllo democratico sul processo”. Forse è arrivato il momento di sostituire il termine “garantismo” con quello di “legalità”, cioè il rispetto della norma e delle regole, a garanzia dei diritti dei cittadini. Quel criterio per cui i processi li fanno il giudice, il pm e l’avvocato e non la pubblica opinione o i tribunali del popolo. E il giornalista ha il dovere di informare, possibilmente con distacco, senza farsi complice delle toghe, come invece sempre accade. Ma anche senza avere la pretesa di quel “controllo democratico sul processo”, invocato da Alessandro Barbano per spiegare il suo dissenso sul voto del Parlamento in favore dell’emendamento del deputato Enrico Costa che vieta la pubblicazione del verbale delle ordinanze di custodia cautelare.
di Francesco Petrelli
Il Dubbio, 23 dicembre 2023
Caro Alessandro Barbano, come sai gli atti che appartengono alla fase delle indagini non sono di regola pubblicabili, anche oltre la chiusura della fase delle indagini preliminari. Non lo sono per più ragioni, che vanno dalla tutela degli esiti delle investigazioni, alla tutela della verginità cognitiva del futuro giudice del dibattimento, che quegli atti di indagine non potrà e non dovrà conoscere. Si tratta di un sistema introdotto dal legislatore del codice accusatorio dell’88, che è sicuramente un codice di impronta democratica e non autoritario. Il necessario equilibrio fra l’esigenza di un controllo democratico dell’attività giudiziaria svolto attraverso l’informazione e quello relativo alla difesa di quel fondamentale valore di matrice costituzionale e convenzionale costituito dalla presunzione di innocenza di ogni indagato, non viene alterato affatto dalla riforma in quanto “non pubblicabile” non significa non conoscibile e dunque nulla viene sottratto al sindacato dell’informazione.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 dicembre 2023
Nei prossimi giorni la Corte costituzionale, nell’indifferenza abbastanza generale, pronuncerà la sua sentenza su una vicenda fondamentale per la tutela dell’indipendenza del Parlamento dallo strapotere della magistratura, e dunque sul corretto funzionamento della nostra democrazia. Il caso è quello, già raccontato su queste pagine, che vede protagonista Stefano Esposito, ex senatore del Pd dal 2013 al 2018. Per tre anni, gli ultimi del suo mandato da senatore, Esposito è stato intercettato indirettamente circa 500 volte dalla procura di Torino, senza alcuna autorizzazione del Parlamento come invece richiederebbe la Costituzione (articolo 68).
di Alfio Sciacca
Corriere della Sera, 23 dicembre 2023
Antonella Zarri: “In una chiara visione patriarcale le colpe sono solo della madre. Ma il vero obiettivo è smontare l’altra indagine sul centro di salute mentale e i poliziotti”. “Dopo un processo non sano non mi aspettavo altro che motivazioni costruite attorno a un teorema pregiudiziale. È un giudizio morale sulla mia persona, ma è anche un chiaro tentativo di isolarmi. Forse perché sono la più attiva nel denunciare e tenere viva la memoria”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2023
L’assenza di un mittente è indizio di pericolosità e giustifica la mancata consegna al destinatario, ma il giudice deve comunque valutare il contenuto dello scritto. L’assenza di un mittente nella posta indirizzata al detenuto al 41-bis è indizio di pericolosità, e va trattenuta. È, infatti, evidente lo scopo di nascondere agli organi di vigilanza l’identità di chi la spedisce. Per queste ragioni le missive possono essere “fermate”, una precauzione che tuttavia non esonera il giudice dal valutare l’effettiva pericolosità dello scritto in base al contenuto, al contesto comunicativo, al profilo del destinatario e alle modalità di trasmissione.
di Marco Ferri
Il Fatto Quotidiano, 23 dicembre 2023
“Quando fai del bene, la notte dormi più felice; e se poi trasmetti questa tua volontà a un gruppo di persone, magari queste lavorano meglio, col sorriso e tutti siamo più contenti”. Non si tratta di una frase tratta dal copione de La vita è meravigliosa di Frank Capra, ma il pensiero di Giammarco Piacenti, presidente dell’omonima società per azioni con sede a Prato, in Toscana, che porta il cognome suo e della sua famiglia che da 150 anni si occupa di restauro di beni culturali, tra cui la Chiesa della Natività di Betlemme, la Reggia di Caserta, gli Uffizi di Firenze e tanti altri luoghi in Italia e mezzo mondo.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 23 dicembre 2023
Quasi falsa è la notizia che ieri ha dato l’Ansa e che oggi Avvenire ha riportato, la notizia di un nuovo suicidio a Regina Coeli. È falso che fosse avvenuto ieri, ma il fatto era vero: era la inconsapevole ripetizione di un caso effettivamente accaduto nel mese di marzo, come quasi sempre nella settima sezione dello storico istituto romano.
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