di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 21 dicembre 2023
Abbiamo imparato a dimenticare: il 3 ottobre 2013 è stata una data sconvolgente, in un naufragio davanti a Lampedusa morirono 368 persone. “Il sospetto è che siano morti a un passo dalla salvezza”. Cominciava proprio con queste parole, sul Corriere, il racconto del nostro Rinaldo Frignani sull’ultimo naufragio nel Mediterraneo: 61 dispersi, molte donne e molti bambini, degli 86 partiti 48 ore prima da Zuara, in Libia. Forse non era lontana l’Ocean Viking di Sos Méditerranée, che ha però dovuto far rotta verso Livorno, in quanto porto sicuro indicato dall’Italia, con altri 26 migranti soccorsi in precedenza.
di Tiziano Grottolo
Corriere della Sera, 21 dicembre 2023
Era stato escluso dall’accoglienza trentina. A Trento manifestazione per la chiusura del dormitorio per migranti e clochard. Il sindaco Ianeselli: “Competenza della Provincia ma con tutte queste persone in strada non si può fare finta di nulla”. Abdeljalil Bendaoud è morto a soli 27 anni all’interno di un vagone abbandonato nella stazione di Verona Porta Nuova. Il corpo senza vita del ragazzo marocchino è stato trovato lo scorso 10 dicembre, con ogni probabilità la morte è sopraggiunta a causa del freddo.
di Angela Napoletano
Avvenire, 21 dicembre 2023
Alle Nazioni Unite cresce il dibattito sulla mancanza di una legislazione internazionale sui danni alle abitazioni provocati deliberatamente nei conflitti. Case sventrate dalle bombe: per gli occhi sono solo macerie, per il cuore di chi le abitava sono la tomba in cui seppellire ricordi, sogni e paure. La vita. È la disperazione raccontata per immagini dai reportage di guerra che continuano ad arrivare da Gaza. Uno spaccato del dolore e della violenza sofferta dalla popolazione civile a cui corrisponde una parola moderna, domicidio, che deriva dal latino “domus”, che significa casa, e “cide”, che significa uccisione deliberata. Alle Nazioni Unite discutono la necessità di classificare il domicidio di massa come un crimine contro l’umanità.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 21 dicembre 2023
La denuncia di Iran Human Rights: “Vittima di un regime incompetente e corrotto”. È stata impiccata all’alba Samira Sabzian, una sposa bambina che si trovava in carcere in Iran da circa dieci anni ed era stata condannata alla pena capitale per avere ucciso suo marito. Lo denuncia la ong, con sede in Norvegia, Iran Human Rights.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 21 dicembre 2023
L’hanno impiccata all’alba i boia di Teheran. A nulla sono serviti gli appelli internazionali dei gruppi per i diritti umani e i severi moniti delle Nazioni Unite. Dopo una settimana di isolamento e dieci anni trascorsi nel braccio della morte, Samira Sabzian, sposa- bambina condannata per l’uccisione del marito nel 2014, non ha ricevuto alcun “perdono” ed è stata giustiziata nella prigione Ghezel Hesar, alla periferia della capitale. Contro di lei è stata applicata la Qisas, un’interpretazione della legge coranica da parte del clero sciita che si potrebbe tradurre con “restituzione equivalente”, una norma modellata sull’antica antica legge del taglione babilonese.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 dicembre 2023
Online la petizione promossa da Devis Dori (Avs) contro il provvedimento che elimina l’obbligo di differimento della pena per le donne incinte o con figli minori di un anno. “Chiediamo al Governo italiano e alla maggioranza parlamentare di non modificare gli articoli 146 e 147 del codice penale, mantenendo obbligatorio il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti della donna incinta o della madre di infante di età inferiore ad un anno”. Questo è l’appello lanciato al Governo e alla maggioranza parlamentare insieme a Debora Serracchiani (Pd), Valentina D’Orso (M5S), Riccardo Magi (Più Europa), Roberto Giachetti (IV), Enrico Costa (Azione), e firmato da personalità del mondo dello spettacolo e della cultura tra cui: Alessio Boni, Claudio Marchisio, Luigi Manconi, Moni Ovadia, Marisa Laurito, Lorenzo Marone, Susanna Marietti, Adolfo Ceretti, Donatella Stasio, Daniele Abbado, Anna Catalano, Mitja Gialuz, Giulia Boccassi, Michele Passione, Lillo di Mauro, Lorenzo Chieffi.
di Daniele Flavi
frosinonetoday.it, 20 dicembre 2023
Il diritto dei detenuti di intrattenere rapporti sessuali con il proprio partner è divenuto oggetto di discussione giuridica e la Corte Costituzionale è in procinto di emettere una sentenza dopo che, il 5 dicembre scorso, si è discusso nel corso di un’udienza, sulla questione del “diritto all’affettività dei detenuti in carcere”. Un verdetto che potrebbe fare Giurisprudenza e che scaturisce dalla caparbietà di Daniela Palma e Alessio Mazzocchi, una coppia di avvocati di Colleferro. La decisione degli Ermellini, attesa nelle prossime ore, sarebbe una sentenza storica.
Ristretti Orizzonti, 20 dicembre 2023
Il Partito Radicale condivide e sostiene le richieste del nuovo coordinatore della Fsi-Usae Enrico Sbriglia che ha deciso di portare sul tavolo della politica le proibitive condizioni di lavoro nelle quali si ritrova la categoria dei direttori degli istituti penitenziari.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 dicembre 2023
Ok di Nordio all’emendamento di Azione, domani il voto a Montecitorio. È la vittoria dei garantisti contro la dittatura della gogna. Chissà se sarà compresa, e se dall’opposizione, 5 Stelle in testa, oggi a Montecitorio parleranno di bavaglio alla stampa, come sempre in questi casi. Di certo c’è che stamattina, nell’aula della Camera, la maggioranza dovrebbe dare via libera all’emendamento Costa sul divieto di pubblicare le ordinanze cautelari. “Un grande passo avanti a tutela della presunzione d’innocenza”, lo definisce il deputato e responsabile Giustizia di Azione. Ed è vero. Perché è dai tempi della riforma Orlando sulle intercettazioni, un decreto legislativo di fine 2017, che è possibile riportare integralmente sui giornali le ordinanze dei gip. Non sarà più così: la modifica sulla quale Azione e il governo ieri hanno raggiunto l’accordo reintroduce il “divieto di pubblicazione integrale, o per estratto, del testo delle ordinanze di misure cautelari”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 20 dicembre 2023
Accordo sull’emendamento dell’azionista Costa. Le opposizioni: “Una legge bavaglio”. L’eroe di giornata, per il governo, è il deputato leghista Stefano Candiani. È stato lui infatti, ieri pomeriggio, a trovare la formula magica che ha convinto Enrico Costa (Azione) a cedere alle modifiche al suo emendamento sulla pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare. La vicenda ha tolto il sonno alla destra per qualche giorno, e solo in extremis si è evitato l’imbarazzo di una spaccatura sulla giustizia nell’aula della Camera.
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