di Marco Ferrando
Avvenire, 20 dicembre 2023
Il libro Beppe Giunti e Marina Lomunno: la scuola e la legalità. Spesso poche parole valgono più di lunghi discorsi. Soprattutto se arrivano da chi ha imparato a sceglierle e misurarle, su di sé e sulla propria vita. Come quelle di chi prima ha sbagliato e poi ha deciso di regalarsi un’altra occasione, al centro di “E-mail a una professoressa: come la scuola può battere le mafie” (Effatà, 80 pagine, 10 euro), libro curato da Beppe Giunti e Marina Lomunno - firma ben nota ai lettori di “Avvenire” - che raccoglie le voci di alcuni pentiti e le loro storie di conversione grazie all’incontro con la scuola e con bravi maestri.
di Francesca Barra
L’Espresso, 20 dicembre 2023
Davide Mesfun è detenuto, ma vicino alla liberazione. In cella si è dedicato alla cucina e al palco. Per rimanere connesso con il mondo esterno e per costruirsi una nuova vita. “Coltivare queste passioni mi ha salvato”. “La mia libertà ha finalmente una data precisa. Per me coinciderà, dopo vent’anni di detenzione, con il riacquisire la normalità e magari formare una famiglia”. A parlare è Davide Mesfun, di origini napoletane. L’ho conosciuto in regime di semilibertà, mentre cucinava per me e per i ragazzi dell’Associazione Kayros di don Claudio Burgio a Milano. È imponente quando si avvicina e in naturale apertura con gli estranei: ha voglia di condividere, ha fame di vita, di cinema, di arte. Fin da quando era minorenne è entrato e uscito dal carcere. In quegli anni non esisteva nemmeno lo smartphone e durante le sue prime dodici ore di permesso ha scoperto un mondo diversissimo, quasi come fosse risucchiato in un film di fantascienza: “Tutti con le teste abbassate verso quella scatolina”. Il mondo si era evoluto, in carcere c’era un altro ritmo.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 20 dicembre 2023
I ministri che vengono dalla politica (e intendono restarci, cioè quasi tutti) non amano mostrare le condizioni effettive in cui versa la propria amministrazione: le sue incapacità, i suoi difetti, i limiti della sua azione e del suo personale. Di tutto il settore pubblico italiano e di tutta la nostra organizzazione sociale Istruzione e Giustizia sono per ammissione unanime i due ambiti che versano in una situazione più critica. Quelli i cui risultati in termini di efficienza, di qualità delle prestazioni e di apprezzamento da parte dei cittadini fanno segnare da anni gli indici più bassi, costituendo una pesante ipoteca sull’avvenire dell’intero Paese. Ma se sulle gravissime carenze in questi due settori esiste nell’opinione pubblica un accordo sostanzialmente unanime, se ormai anche esponenti di opposti schieramenti politici sono più o meno unanimi nel medesimo giudizio (perlomeno quando si esprimono in privato), perché allora le cose non cambiano? Perché nessuno dei vari governi succedutisi negli anni ha fatto qualcosa di significativo per migliorarle?
di Don Gino Rigoldi
Corriere della Sera, 20 dicembre 2023
Ho incontrato molti ragazzi che hanno commesso reati gravi. Bene le proposte che vanno nella direzione della formazione. Meno utili mi sembrano gli appelli per aggravare le pene. Dopo 50 anni di carcere posso dire di aver incontrato molti ragazzi che, come Filippo, hanno commesso reati altrettanto gravi. Non tocca a me giudicare (ci pensano i giudici), a me, a tutti noi, spetta il compito di conoscere la storia che c’è dietro, perché c’è sempre un motivo dietro a un comportamento. Io non ho mai incontrato i così detti “raptus” scollegati dalla storia di una vita. Però ho incontrato molti adulti increduli per un gesto compiuto da un figlio o da una figlia, giudicato improvviso e inspiegabile. Ci si chiede “come è possibile?”, convinti di aver fatto ogni cosa perché tutto andasse sempre per il meglio.
di Giovanni De Plato
Corriere di Bologna, 20 dicembre 2023
Sono passati 75 anni dal dieci dicembre 1948, quando l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato di celebrare in quel giorno e ogni anno la Giornata internazionale dei diritti umani. Sono passati venti anni da quando il diciotto dicembre si celebra la Giornata dei “Diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie”. Gli uni e gli altri diritti sono stati sanciti come inalienabili invitando i governi, sottoscrittori delle Convenzioni internazionali, a garantire e realizzare le prescrizioni approvate. Le finalità dell’ONU sono di promuovere nel mondo la giustizia e di combattere ogni forma di violazione delle libertà personali.
di David Carretta
Il Foglio, 20 dicembre 2023
“Assicurerà che ci sia una risposta europea efficace a questa sfida europea”, ha detto Ursula von der Leyen. I cinque regolamenti introducono poca solidarietà e molta responsabilità per i paesi di primo ingresso. Cosa prevede il Patto. La presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue e i negoziatori del Parlamento europeo hanno trovato un accordo “storico” sul nuovo Patto su migrazione e asilo, salvando uno dei principali pacchetti legislativi della Commissione di Ursula von der Leyen prima della fine della legislatura. “Questo Patto su migrazione e asilo assicurerà che ci sia una risposta europea efficace a questa sfida europea”, ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: “Gli europei decideranno chi entra nell’Ue e chi può stare, non i trafficanti”. “Il 20 dicembre entrerà nella storia”, ha assicurato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “L’Ue sta mantenendo la sua promessa di migliorare il sistema di asilo e migrazione. I cittadini di tutta l’Ue vogliono che i loro governi affrontino la sfida della migrazione e oggi è un grande passo in questa direzione. Questa riforma è un pezzo cruciale del puzzle”, ha detto Fernando Grande-Marlaska Gómez, ministro degli Interni della Spagna che ha la presidenza di turno dell’Ue. Ma a che prezzo?
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 20 dicembre 2023
Israele/Palestina. Le agenzie delle Nazioni unite “furiose” mentre gli Usa facevano rinviare la risoluzione sulla tregua. “I medici camminano sui corpi”. L’esercito israeliano occupa il campo di Jabaliya. Gallant: “Espanderemo le operazioni di terra”. Nella Striscia ieri non si smetteva di morire, mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu continuava a rinviare il voto sulla risoluzione annacquata dalle pressioni Usa: nessun cessate il fuoco, ma “misure urgenti per una sospensione delle ostilità” (e non ancora votate al momento di andare in stampa).
Il Dubbio, 20 dicembre 2023
“Vittima per anni dell’apartheid di genere, dei matrimoni precoci e della violenza domestica, Samira oggi è stata vittima della macchina omicida di un regime incompetente e corrotto” scrive l’Ong Iran Human Rights. Samira Sabzian, l’ex sposa bambina in carcere in Iran da anni e condannata alla pena capitale per avere ucciso suo marito, è stata impiccata questa mattina in Iran. Lo riferisce l’ong Iran Human Rights.
di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 20 dicembre 2023
Gaza può servire al presidente proprio per far dimenticare alla popolazione la catastrofica situazione in cui versa un Paese che gli analisti si sono domandati a lungo se non fosse “troppo grande per fallire” o “troppo difficile da salvare”. Saranno anni difficili quelli che Abdel Fattah al Sisi, eletto per la terza volta presidente dell’Egitto dopo il colpo di stato del 2013, trascorrerà tra i tappeti del Palazzo di Heliopolis sperando di trasferirsi, prima o poi, in quella nuova capitale che ha deciso di fare nascere a cinquanta chilometri dal Cairo. Spendendo 60 miliardi di dollari in un Paese dove il 30 per cento degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà. I risultati ufficiali gli hanno attribuito l’89,6 per cento dei voti. Gli altri tre candidati erano delle comparse tollerate dal regime. L’oppositore Ahmed al-Tantawi è stato ostacolato tanto da venire costretto alla rinuncia.
di Valentina Giulia Milani*
La Repubblica, 20 dicembre 2023
È l’allarme lanciato dalla Ong Bill Clinton Foundation for Peace, che denuncia le condizioni disumane di detenzione. Dall’inizio di dicembre una quindicina di altri decessi. Più di 500 detenuti del carcere centrale di Makala, il più grande della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), situato nella capitale Kinshasa, sono morti in 11 mesi a causa delle cattive condizioni di detenzione. È l’allarme lanciato dalla Ong Bill Clinton Foundation for Peace, che denuncia il sovraffollamento trascurato dalle autorità. La Fondazione stima in 505 il numero di morti tra gennaio e fine novembre. Dall’inizio di dicembre si sono aggiunti una quindicina di decessi.










