di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 dicembre 2023
Intervista all’ex deputata Pd Anna Paola Concia, che coordinerà il progetto del ministro dell’Istruzione. “Non mi sento la foglia di fico del governo, perché Valditara a questo programma ci crede davvero, lo so. E poi così almeno inizieremo a lavorare davvero per le donne”. Dopo la circolare inviata ai dirigenti scolastici per sollecitare in ogni scuola momenti di riflessione e confronto tra studenti e insegnanti a partire dal discorso pronunciato da Gino Cecchettin ai funerali di sua figlia Giulia, uccisa dal suo ex fidanzato, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiazzato di nuovo annunciando: “Il progetto “Educare alle relazioni” sarà portato avanti da tre donne e la coordinatrice è Paola Concia”, ha detto ieri in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. L’avezzanese Paola Concia, una vita nel centrosinistra, da militante del Pci a deputata Pd, sposata con la psicologa e criminologa tedesca Ricarda Trautmann, ha abbandonato la politica di partito da tempo e vive con sua moglie a Francoforte. Ma il suo curriculum di attivista femminista e a favore dei diritti della comunità Lgbtqi+ è inossidabile, così come il suo rapporto con l’Italia.
di Valentina D’Orazio
Corriere della Sera, 8 dicembre 2023
I racconti di chi fa i conti con la dipendenza di un familiare: “Anche la nostra vita è distrutta”. L’andirivieni da Treviglio alle piazze dello spaccio milanese: “In una settimana lo stipendio era prosciugato. Ma dopo la denuncia, grazie alla comunità, il passato buio è alle spalle”. Delle porte in legno della cucina non rimane quasi nulla, distrutte in un momento di rabbia. I mattoncini Lego rossi e neri che Filippo usava da bambino sono finiti sull’asfalto, lanciati dal terzo piano dopo un altro litigio con i suoi genitori. Papà Piero è sceso e li ha raccolti uno per uno per rimontare la costruzione di suo figlio. La droga non consuma solo la vita di chi la usa ma anche quella dei genitori, dei fratelli e degli affetti più cari. Sono loro le vittime invisibili di cui nessuno parla ma la tossicodipendenza è anche questo: case distrutte, famiglie demolite, vite che si fermano.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 dicembre 2023
Il 5 dicembre 2023, il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha emesso una sentenza fondamentale, accogliendo il ricorso presentato in una class action pubblica promossa da diverse organizzazioni, tra cui Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (Cild), Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi), Oxfam Italia Onlus, Spazi Circolari e Associazione Naga.
di Flavio Lotti* e Marco Mascia**
Il Manifesto, 8 dicembre 2023
Domenica 10 dicembre, 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, si svolgerà ad Assisi una nuova Marcia della Pace per fermare le stragi a Gaza e nel resto del mondo. Ecco le proposte che saranno presentate nell’incontro dei costruttori di pace che si svolgerà prima della Marcia ad Assisi. È urgente fermare la carneficina a Gaza, fermare ogni altro spargimento di sangue in Palestina e Israele, liberare gli ostaggi, costruire una sicurezza duratura sia per il popolo israeliano che per quello palestinese, assicurare ai palestinesi la stessa dignità e gli stessi diritti che hanno gli israeliani, realizzare l’aspirazione del popolo palestinese a vivere in un proprio Stato indipendente. È urgente anche mettere fine a tutte le altre guerre che continuano nel Medio Oriente, fermare il traffico delle armi e promuovere un vero processo di disarmo nucleare e convenzionale del Medio Oriente, avviare un processo di vero sviluppo sostenibile e di costruzione della fiducia reciproca tra tutti i popoli della regione.
di Ugo Tramballi
Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2023
Alla Brown University, Rhode Island, hanno calcolato che in meno di due mesi gli israeliani a Gaza hanno ucciso lo stesso numero di civili morti in 20 anni di bombardamenti americani in Afghanistan. Questo, secondo il segretario alla Difesa Lloyd Austin, sta portando Israele “da una vittoria tattica a una disfatta strategica”.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 8 dicembre 2023
Il 7 ottobre centinaia di israeliane sono state violentate, rapite o uccise. Il corpo delle donne ancora campo di battaglia. Sono trascorsi due mesi e un giorno dal 7 ottobre. Quella mattina decine, probabilmente centinaia di donne israeliane sono state aggredite e violentate, uccise o rapite dai commando fuoriusciti da Gaza. Presto sarà possibile sapere quante. Corpi e storie, le commissioni di inchiesta cercheranno di ricostruire che cosa hanno subito. Anche l’Onu adesso promette un’indagine internazionale. Ma da settimane noi sappiamo già, benissimo, che nelle lunghe ore della mattanza è stato compiuto “un crimine contro l’umanità” così come viene descritto dalla Convenzione di Ginevra “se perpetrato sistematicamente”. È successo in tante guerre, forse in tutte, dal Ratto delle Sabine fino alla Bosnia, al Ruanda e al Darfur - anche se è vero che in questo lungo conflitto tra israeliani e palestinesi, dal 1948, non era mai successo: siamo dunque di fronte a qualcosa di inedito e terribile. Lo stupro di massa delle donne del “nemico”, il più brutale dei nostri giorni, da sempre il più letale degli “effetti collaterali” premeditati.
di Viviana Mazza
Corriere della Sera, 8 dicembre 2023
L’azienda produce il famigerato AR-15, usato nella maggior parte delle stragi, e ha sede in Nevada, dov’è avvenuta l’ultima sparatoria. Le sorelle hanno comprato piccole quote azionarie. Quattro congregazioni di suore cattoliche hanno fatto causa al consiglio di amministrazione della Smith&Wesson per cercare di costringere l’azienda di armi a sospendere la produzione e la vendita di fucili d’assalto. Queste armi sono spesso usate nelle sparatorie di massa, 39 nel 2023, numero record negli ultimi 15 anni. La più sanguinosa in Maine, il 25 ottobre: 18 vittime a colpi di fucile d’assalto AR-15.
di Franco Corleone
L’Unità, 7 dicembre 2023
Il Dap ha fatto ricerche sugli spazi per l’affettività, studi dimostrano che una sperimentazione è possibile già oggi. Ma il Ministero omette di dirlo alla Corte che chiedeva informazioni sui locali disponibili per incontri intimi tra i detenuti e i propri affetti. Dice invece che i progetti di edilizia penitenziaria del Pnrr non li prevedono. Confusione o un tentativo di condizionamento?
di Angela Stella
L’Unità, 7 dicembre 2023
Intervista a Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, tra i firmatari dell’appello per il riconoscimento all’affettività dietro le sbarre. Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, è tra le centinaia di firmatari dell’appello elaborato dal costituzionalista Andrea Pugiotto per il riconoscimento del diritto all’affettività in carcere, su cui la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi a breve.
di Michele Passione*
L’Unità, 7 dicembre 2023
Prendendo le mosse dalla vicenda del duplice omicidio del gioielliere di Grinzane Cavour, le cui immagini agghiaccianti hanno fatto il giro del web, concionando come suo solito Marco Travaglio conferma la sua idea incostituzionale della pena (fino alla fine), alimentando ancora una volta quello che ipocritamente denuncia essere un pericolo: l’adesione della pubblica opinione alla giustizia fai da te.
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