Il Dubbio, 25 febbraio 2026
Lettera a Mattarella a sostegno della domanda di clemenza: “Non è socialmente pericoloso, il Tribunale di Sorveglianza ha respinto le istanze, ora c’è il ricorso in Cassazione”. Un nome, un’età che pesa come un macigno e una richiesta rivolta direttamente al Quirinale. Gianni Alemanno e Fabio Falbo hanno scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sostenere la domanda di grazia presentata da Antonio Russo, detenuto nel carcere di Rebibbia e prossimo, secondo quanto riportato nella lettera, a compiere 88 anni. Nella lettera, Alemanno e Falbo definiscono la vicenda “una grande vergogna” e descrivono Russo come un detenuto anziano, malato e non socialmente pericoloso, con una famiglia disponibile ad accoglierlo in detenzione domiciliare. La domanda centrale, nel testo, resta una sola: “Perché rimane in carcere?”.
di Tonio Pillonca
L’Unione Sarda, 25 febbraio 2026
Negli anni Ottanta in carcere morirono mafiosi e terroristi. Oggi torna la paura. Badu e Carros carcere duro. Duro non solo per i detenuti che in quelle celle erano rinchiusi ma anche per una città che mal lo sopportava. In tempi in cui i sequestri di persona erano una costante e la criminalità era usa ad alzare il tiro, la prigione di massima sicurezza incombeva su Nuoro e su una Barbagia, invece, di massima insicurezza. Ci volle tanto tempo e parecchia dedizione della politica perché quel penitenziario tornasse nel perimetro della normalità. E adesso che vi aleggia nuovamente lo spettro del 41 bis, riaffiorano dai sepolcri della memoria gli spettri di un passato che non è stato mai dimenticato semplicemente perché non si può dimenticare. Nuoro non vuole più vivere il buio della ragione e stagioni infauste. Damnatio memoriae? Sarebbe opportuno, ma non si può. Oggettivamente.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 25 febbraio 2026
Più 110% dal 2020 al 2024, e se ne consuma di più che in altri penitenziari per minori. L’allarme dell’associazione Antigone. Allarme al carcere minorile Beccaria di Milano per l’impennata di consumo di psicofarmaci tra i detenuti. Lo segnala l’associazione Antigone, che si occupa di diritti nell’ambito del sistema penale e penitenziario, all’interno del rapporto sulla giustizia minorile in Italia. Secondo l’associazione, tra il 2020 e il 2024 l’utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine tra i detenuti del Beccaria è aumentato del 110%. I dati sono allarmanti anche in confronto con quelli di altri penitenziari minorili. Nel 2023, per esempio, al Beccaria questi farmaci sono stati utilizzati in misura 8,3 volte superiore rispetto a Bologna e 3,3 in più di Firenze, e la forbice è diminuita nel 2024 (4,8 in più di Bologna e 2,4 in più di Firenze) soltanto perché l’utilizzo è nettamente aumentato nelle altre due carceri.
di Peppe Ercoli
Il Resto del Carlino, 25 febbraio 2026
Struttura sovraffollata, anche se meno critica rispetto ad altri istituti. La denuncia dei sindacati: “Si lavora in condizioni disagiate, tra stress e ansia”. Il carcere di Ascoli ospita attualmente circa 160 detenuti a fronte di una capienza che non dovrebbe superare i 110. Per cui è evidente che è sovraffollato, anche se, paradossalmente, la situazione è meno critica rispetto ad altri istituti di pena italiani. La sicurezza è garantita da circa 100 agenti di polizia penitenziaria. Anche in questo caso il numero non è sufficiente in rapporto alla popolazione detenuta. I sindacati più volte hanno denunciato questa situazione, ma soprattutto che alle promesse dei politici che hanno affrontato il problema, non sono seguiti i fatti.
agensir.it, 25 febbraio 2026
A marzo inaugurazione della mostra “I volti della povertà in carcere”. Comacchio ospita una nuova tappa di “ScegliAmo Bene”, il progetto nazionale promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, nato per educare i giovani alla legalità e alla responsabilità sociale attraverso un percorso innovativo e partecipativo. L’iniziativa rientra nel progetto cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna “I linguaggi della legalità”, con il patrocinio del Comune di Comacchio. Il primo appuntamento nelle giornate del 24 e del 25 febbraio con i laboratori rivolti agli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore ‘Remo Brindisi’ di Comacchio Lido degli Estensi che saranno guidati dagli educatori della Cooperativa Girogirotondo.
di Renata Pepicelli
napolimonitor.it, 25 febbraio 2026
In “Il pericolo di un’unica storia” (Einaudi, 2020) la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie scrive: “Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata”. Il libro di Alaa Faraj, “Perché ero ragazzo” (Sellerio, 2025) fa esattamente questo: restituisce dignità a una storia che era stata deformata, ridotta, incasellata dentro una narrazione, giudiziaria e mediatica, falsa e ingiusta. All’inizio della storia raccontata nel libro, Alaa Faraj è un giovane studente universitario di Ingegneria, un promettente calciatore che decide di fuggire dalla Libia devastata dalla guerra dopo la caduta di Muammar Gheddafi. Alaa parte da Bengasi con due amici, spinto dal desiderio di vivere, di studiare, di realizzarsi.
di Serena Sileoni
La Stampa, 25 febbraio 2026
Il saggio di Marta Cartabia propone una collaborazione tra i poteri contro la polarizzazione. In questi giorni di “pessima e avvelenata campagna referendaria” - come l’ha definita l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera - un invito al superamento della conflittualità tra giustizia e politica può sembrare un controcanto fuori scala o una voce nel deserto. E invece è la proposta di “costituzionalismo collaborativo” che rilancia nel suo libro Custodi della democrazia (Egea) la professoressa Marta Cartabia, prima donna a ricoprire la carica di presidente della Corte costituzionale, oltre che ministro della Giustizia nel governo Draghi.
di Giuseppe Passalacqua
Il Domani, 25 febbraio 2026
Cosa racconta il caso di Foggia, dove un genitore ha aggredito un insegnante colpevole di aver sgridato la figlia. La riduzione della scuola a servizio tra gli altri, il fallimento dell’accordo implicito tra istituzione e famiglia, l’emergere di un’età adulta incapace di sostenere le responsabilità del proprio ruolo. A Foggia un professore di 61 anni chiede a una ragazza di togliere i piedi dalla sedia durante la lezione. È un richiamo normale, scolastico, ordinario. Lei non abbassa lo sguardo, prende il telefono e chiama il padre. Quindici minuti dopo il padre arriva, entra in classe e schiaffeggia il professore davanti a tutti. Con disprezzo, sdegno e violenza. Solo quando il prof è sul pavimento, il padre prende la figlia e lascia la scuola. Il povero insegnante avrà una prognosi di sette giorni sul referto e una frase tra le labbra che mette i brividi: “Ho paura. Tornerò a scuola. Ma ho paura”.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 25 febbraio 2026
Gli insulti social contro Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. La colpa? Avere scritto una lettera aperta sulle decine di migranti annegati tentando di raggiungere l’Italia e sorpresi dalla tempesta Harry che da allora scarica quotidianamente dei corpi sulle spiagge siciliane e calabresi. “Fai il vescovo e non rompere i coglioni”, scrive uno sciacallo da tastiera all’arcivescovo di Palermo. Ma è solo uno dei tanti anonimi che nelle ultime ore hanno vomitato sui social il loro odio contro Corrado Lorefice, reo d’avere scritto domenica una lettera aperta sulle decine di migranti annegati tentando di raggiungere l’Italia e sorpresi dalla tempesta Harry che da allora scarica quotidianamente dei corpi sulle spiagge siciliane e calabresi.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 25 febbraio 2026
La quarta udienza del processo per il tragico naufragio di Steccato di Cutro si è tenuta nei giorni del terzo anniversario della strage. Fuori dal tribunale di Crotone ieri presidio dei movimenti. “Rompere il silenzio” è lo slogan del partecipato sit-in. Tra i presenti anche l’europarlamentare Mimmo Lucano (The Left). Hanno aderito Amnesty International, Emergency, il Prc, l’Arci e la Carovana migranti per una Calabria aperta e solidale che sta attraversando la regione insieme ai testimoni di quella tragica notte. Tra loro le sorelle Maliki che hanno letto un testo in tedesco (vivono in Germania), tradotto in italiano. Un atto di accusa contro i sei militari imputati e contro il governo Meloni, reo anche di non aver mantenuto le promesse di concedere i visti e di favorire i ricongiungimenti.
- Droghe. La piazza dello spaccio e i vizi del proibizionismo
- Droghe. “A Rogoredo i ragazzi non sono invisibili ma dimenticati”
- Il mio viaggio in Etiopia tra chi sogna l’italiano
- El Salvador. Bukele fa scempio dei diritti. Secondo la destra meloniana è un modello per l’Ue
- Giustizia minorile, Antigone: “Con il decreto Caivano aumenta solo la criminalizzazione”










