di Danilo Paolini
Avvenire, 19 febbraio 2026
Con la richiesta di “rispetto” per il Consiglio superiore della magistratura, espressa in prima persona dal capo dello Stato, il presidente della Repubblica ha fatto un vero e proprio compendio dell'alfabeto istituzionale. A Sergio Mattarella non difettano certo la fermezza e la chiarezza. E il messaggio che ha voluto mandare ieri è arrivato forte e chiaro a tutti i destinatari, che non sono pochi. Forte e chiaro sia per le modalità, sia per i contenuti scelti per esprimerlo. Il capo dello Stato lo ha infatti inviato non dal Quirinale, ma dal plenum del Consiglio superiore della magistratura (di cui la Costituzione gli affida la presidenza) convocato in seduta “ordinaria”. Non era mai accaduto nei suoi undici anni al Colle, durante i quali Mattarella ha presieduto a Palazzo Bachelet solo le assemblee plenarie straordinarie. Egli stesso lo ha rimarcato, confermando così la gravità e l’importanza del gesto. E poi la sostanza del richiamo, breve e incisivo: al rispetto dovuto a un organo di rilievo costituzionale come il Csm; al rispetto che tutte le istituzioni si devono vicendevolmente.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 19 febbraio 2026
Secondo la grammatica di una volta, Carlo Nordio non se la sarebbe cavata con un comunicato di circostanza sul discorso di Sergio Mattarella, come se riguardasse altri e non ne fosse il destinatario principale. Si sarebbe posto, nell’ambito di un imbarazzo condiviso nel governo, il tema del suo passo indietro. L’uscita del capo dello Stato a difesa del Csm è davvero senza precedenti. Ed è stata determinata dall’accusa di “metodi mafiosi” da parte - anche qui senza precedenti - di un guardasigilli in carica. Che, per i successivi tre giorni, non ha trovato occasione per correggersi, né è stato spinto a correggersi o redarguito.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 19 febbraio 2026
Saranno attivati nei prossimi giorni, su tutto il territorio nazionale, i 36 Centri per la giustizia riparativa, nuova rete di servizi prevista dalla riforma introdotta con il decreto legislativo 150 del 2022. La giustizia riparativa si configura come una forma di giustizia complementare, basata su un incontro libero, volontario e consensuale tra vittima e autore del reato, facilitato da un mediatore esperto, figura terza, imparziale e qualificata. Il dialogo, che può avvenire in modo diretto o indiretto, si svolge in un contesto riservato e mira a far emergere bisogni, conseguenze e possibilità di riparazione.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 19 febbraio 2026
“Perdono è la parola che apre il capitolo, non quella che chiude il libro”. A dirlo è Pumla Gobodo-Midikizela; psicoterapeuta e professoressa all’università di Stellenbosch, è tra le protagoniste del primo esempio di giustizia riparativa nel panorama giuridico internazionale: il processo di pacificazione in Sud Africa dopo l’apartheid. In un Paese ferito dalla persecuzione razziale della componente bianca verso quella nera, l’attività della Truth and Reconciliation Commission traccia una nuova, possibile via di convivenza nel Paese basata, appunto, sul perdono.
di Fiorenza E. Aini
gnewsonline.it, 19 febbraio 2026
“Una conferenza stampa si fa per annunciare quello che si ha intenzione di fare, noi la facciamo per dimostrare che abbiamo realizzato qualche cosa”. È così che questa mattina il Viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto ha avviato la conferenza stampa che si è tenuta presso il Ministero per presentare i risultati raggiunti in tema di Giustizia Riparativa. La giustizia riparativa è un approccio al reato che si concentra sulla riparazione del danno arrecato alla vittima e alla comunità, promuovendo il dialogo e la responsabilizzazione attiva dell’autore del reato, anziché la sola punizione. Complementare al sistema penale, facilita incontri tra le parti con l’aiuto di un mediatore per guarire le relazioni e superare il conflitto. Si parla dunque di percorsi alternativi di giustizia, paralleli e non sostitutivi di quelli tradizionali e possibili solo con il libero consenso di tutte le parti.
Il Dubbio, 19 febbraio 2026
La Fns Cisl avverte sull’aumento di detenuti: “Per un 41-bis servono fino a 15 agenti per un trasferimento sanitario”. Il 24 febbraio mozioni in Consiglio, il 28 manifestazione a Cagliari. Il punto, dicono, non è fare polemica. È evitare che un trasferimento massiccio di detenuti sottoposti al 41-bis si trasformi in un problema di sicurezza operativa e di tenuta sanitaria per le carceri e per chi ci lavora. A lanciare l’allarme è la Fns Cisl Sardegna, con il segretario generale Giovanni Villa, che mette l’accento su una questione molto concreta: “Per l’arrivo di altri detenuti al 41bis in Sardegna ci battiamo perché la Polizia penitenziaria abbia risorse, organico, mezzi e reparti ospedalieri”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 19 febbraio 2026
Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio Consuelo, una trentasettenne detenuta nella Casa di reclusione veneziana della Giudecca, si è tolta la vita. È l'ottavo suicidio del 2026. “Il giorno dopo sono andata a trovare le donne in carcere: quella tragedia non riguarda solo loro, era necessario dirglielo”, afferma la scrittrice Giulia Ribaudo, che nell’istituto da dieci anni tiene corsi di scrittura. Per far sentire la vicinanza di chi sta fuori, l'associazione Closer invita a un presidio sull'isola, con delle luci, nella sera del 19 febbraio. “Vi abbraccio, sono qua perché fuori ho pensato che fosse giusto venire, stare con voi”.
anconatoday.it, 19 febbraio 2026
Numerosi giovani under 30 tra i partecipanti, le dirette online seguite anche da altri Paesi europei hanno superato le 1.200 visualizzazioni. Il corso è stato promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV. Si è concluso il 14 febbraio il percorso di formazione “Essere presenza nel mondo del carcere”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV insieme a i volontari delle Marche dell’associazione. Oltre cento iscritti provenienti dalle regioni italiane, giovani under 30 e volontari con esperienza consolidata, hanno preso parte a un ciclo formativo, seguito anche da altri Paesi europei grazie alle dirette online che hanno superato le 1.200 visualizzazioni.
di Miriam Paola Agili
italianotizie24.it, 19 febbraio 2026
Nelle carceri si costruisce si costruisce il futuro. Chi sconta una pena non è detto che debba scontarla anche dopo, quando la cella si chiude alle spalle. La società ha il dovere di accogliere chi ha pagato il suo debito. Rieducare è la parola scritta nell’articolo 27 della Costituzione e di programmi messi in atto nei penitenziari italiani ce ne sono. L’impegno di volontari, organizzazioni laiche e cattoliche è fuori discussione. Le organizzazioni imprenditoriali ed economiche, in verità, dovrebbero fare di più, ascoltando anche appelli solenni come quelli del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella o di Papa Francesco, prima e di Leone XIV, oggi.
di Martina Capovin
Il Dolomiti, 19 febbraio 2026
A 15 anni pianificava l'omicidio di un senzatetto con una setta neonazista, ora è uno studente modello. Oggi 16enne, il giovane era finito incastrato da una setta nel dark web, costruiva ordigni e progettava violenze sui più fragili. ora frequenta una scuola ad indirizzo agrario ed è uno studente modello. Da membro di una setta che pianificava attentati e omicidi ad agricoltore, da satanista, neonazista, suprematista a 16enne pentito che cerca di costruirsi un futuro lontano da tutto quello che ha conosciuto in giovanissima età. Il percorso di recupero del sedicenne della Val d'Isarco, che venne arrestato poco più di un anno fa con accuse pesantissime legate al terrorismo internazionale ha segnato un punto di svolta decisamente positivo: attualmente detenuto in un istituto minorile del sud Italia, il giovane ha intrapreso un percorso di studi a indirizzo agrario, dimostrando un impegno e una condotta tali da spingere i giudici a sospendere il procedimento nei suoi confronti e a fissare una nuova udienza per il prossimo settembre.
- Vercelli. “Nel carcere tanta umanità, tra carenze e ritardi”
- Udine. Nella Casa circondariale parole e ascolto contro la radicalizzazione
- Alessandria. “Memento Carceri”, incontro su sovraffollamento e funzione rieducativa della pena
- Serve un’utopia concreta contro le istituzioni totali
- Vedemecum per una politica della liberazione










