Si moltiplicano i casi di legali intercettati. “Diritto di difesa in pericolo”, dice Petrelli (Ucpi)
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 maggio 2026
“Stiamo assistendo a un attacco ai diritti di difesa, contro il quale reagiremo con tutta la nostra forza. Il diritto di difesa è centrale in uno stato di diritto, perché funge da garanzia di tutti gli altri diritti di cui godono i cittadini. Per cui se cade il diritto di difesa si aprono degli spazi di mancata tutela, la cui gravità in ordine alla tenuta di una democrazia liberale è evidente”. Così, intervistato dal Foglio, Francesco Petrelli, presidente dell’unione camere penali italiane (Ucpi), commenta le vicende degli ultimi giorni in cui è emerso che diversi avvocati sono stati intercettati mentre parlavano con i loro assistiti, pratica vietata dal codice di procedura penale, dalla Costituzione e anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
di Giacomo Amadori
La Verità, 26 maggio 2026
Per l’avvocato che ha sollevato il caso: “Le captazioni irregolari sono molte più di quelle denunciate all’inizio”. La Procura generale di Perugia prova a metterci una pezza. Il pg ha fatto sapere, attraverso un comunicato, che dopo aver letto la denuncia dell’avvocato Alessandro Cannevale (suo ex collega, essendo stato anche procuratore di Spoleto) sul nostro giornale, ha chiesto spiegazioni alla Procura. Secondo il legale, lo ricordiamo, la polizia giudiziaria avrebbe registrato i colloqui in carcere di un avvocato sotto inchiesta con il proprio cliente e, come riassume Sottani, “secondo quanto rappresentato dal difensore”, tali intercettazioni, “si sarebbero estese anche ad altri colloqui difensivi nonché a soggetti estranei al procedimento”.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 maggio 2026
È innocente Antonio Caridi, accusato di essere mafioso e costretto a scontare un anno e mezzo di prigione. La dichiarazione di Spigarelli e Morace. Il Presidente del Senato, che era Pietro Grasso, ottenne dalla conferenza dei capigruppo che fosse invertito l’ordine dei lavori e che l’autorizzazione all’arresto di Caridi fosse anticipata, in modo da rendere possibile la votazione prima della chiusura estiva del Parlamento. I senatori in 24 ore lessero le 6.000 pagine fornitegli dalla magistratura e votarono con 154 voti contro 110 l’arresto. Il senatore Caridi era in aula. Prese la parola. Si Difese. Protestò la sua innocenza e giurò che l’avrebbe dimostrata, e spiegò come contro di lei non c’era alcun indizio serio. Fra l’altro fu accusato di avere fatto accordi elettorali con la mafia in zone della Calabria dove aveva raccolto poche decine di voti.
di Annalisa Costanzo
Il Dubbio, 26 maggio 2026
“Il ricorrente non ha ricevuto cure mediche adeguate durante la detenzione”. E ancora: la sua condizione ha “superato il livello inevitabile di sofferenza insito nella detenzione”, integrando così un “trattamento inumano e degradante”. Sono parole durissime quelle con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia nel caso di Francesco Pelle, detenuto al 41 bis, ergastolano, affetto da paraplegia agli arti inferiori. Parole che riportano al centro una questione: anche chi è stato condannato per reati gravissimi conserva diritti inviolabili, come il diritto alla salute e quello alla dignità. La sentenza, depositata il 21 maggio, nasce dal ricorso presentato dall’avvocato Francesco Giampaolo, uno dei legali di Pelle, che negli anni ha più volte sollecitato la magistratura di sorveglianza affinché al proprio assistito venissero garantite cure adeguate e continuative.
di Anna Vitaliani
rainews.it, 26 maggio 2026
Per il Garante regionale “difficile pretendere che i detenuti imparino a rispettare le regole in luoghi in cui le regole non vengono rispettate”. “Non c’è un solo istituto carcerario in Italia che possa definirsi a norma. Difficile pretendere che i detenuti imparino a rispettare le regole in luoghi in cui le regole non vengono rispettate”. Così Enrico Sbriglia, garante regionale dei diritti alla persona, apre nell’aula del Consiglio regionale l’incontro “Cambiare si può. Per un’architettura rispettosa della costituzione”. Architettura perché è il luogo in primis che deve migliorare. E se a san vito è in costruzione un nuovo carcere, a Udine - dove la presenza di detenuti è quasi il doppio della capienza - è in corso un’importante operazione di ammodernamento. Nuova Biblioteca, aule studio, sale per il lavoro e teatro con accesso anche dall’esterno. Non ci saranno celle in più ma più spazio, spiega l’architetto Giovanni La Varra.
Corriere Salentino, 26 maggio 2026
Due decessi per sospetta overdose o per abuso di farmaci nel carcere di Lecce. Un altro, per impiccagione. Un quarto, ancora, tutto da decifrare. Tra aprile e maggio. In appena due mesi. Nel penitenziario di borgo San Nicola, si continua a morire. Gli ultimi decessi, a stretto giro. A distanza di 24 ore. Il 20 maggio, nel reparto di Infermeria, è morto Andrea Zamboni, un 39enne di Galatone. Dietro le sbarre si trovava per una rapina messa a segno il 5 febbraio ai danni di una farmacia, a Seclì. Soffriva di attacchi epilettici che curava con farmaci antispastici. Il malore, i soccorsi, la morte. Su cui è stata aperta un’indagine dal sostituto procuratore Alessandro Prontera. Primo passo: l’autopsia che verrà eseguita dal medico legale Ermenegildo Colosimo nelle prossime ore.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 maggio 2026
Nuove ombre e sospetti di ritorsione nel penitenziario milanese. Un detenuto trentanovenne resta recluso a Opera nonostante il magistrato di sorveglianza di Milano abbia autorizzato il suo trasferimento lo scorso 12 maggio. Un provvedimento d’urgenza che, a oggi, è rimasto lettera morta. La sua avvocata, Guendalina Chiesi, ha già inviato un sollecito urgente al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e alla direzione dell’istituto. L’uomo, condannato all’ergastolo, resta dov’è: in isolamento, sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, con una nuova proroga di tre mesi notificata il 6 maggio.
dire.it, 26 maggio 2026
Una visita istituzionale per prendere atto delle criticità e offrire supporto. L’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri ha inoltrato una richiesta alla Direzione della casa circondariale di Rebibbia, e per conoscenza al direttore sanitario della Uoc Salute Penitenziaria di Rebibbia, Antonio Chiacchio, di poter effettuare una visita istituzionale alla struttura, al fine di valutare le condizioni dei detenuti esclusivamente sotto il profilo dell’assistenza sanitaria e della tutela del diritto alla salute, in ottemperanza ai principi etici e deontologici che guidano la professione medica.
di Michela e Piero Acler
cittanuova.it, 26 maggio 2026
Attraverso scuole, incontri pubblici e progetti di reinserimento, l’associazione “Dalla Viva Voce” prova a scardinare il pregiudizio sul carcere, restituendo umanità e ascolto a chi vive la detenzione. “Volontariato in carcere? Non sai proprio come ammazzare il tempo. Se vuoi fare del bene ricordati che ci sono anche gli ospedali pediatrici, i ricoveri per anziani, la mensa dei poveri e gli istituti per disabili.” Lo si sente dire spesso, lo si legge talvolta semplicemente negli occhi di chi ti ascolta mentre parli di un mondo per lo più sconosciuto, il mondo dei cattivi, quelli che hanno sbagliato e che ora scontano la meritata pena. Investire del tempo per mitigare la sofferenza di chi è andato contro la legge non sembra una priorità, pensiamo prima ai buoni, agli innocenti, alle persone per bene.
garantedetenutilazio.it, 26 maggio 2026
Insigni studiosi si sono incontrarti e confrontati nel corso del convegno “Pena e opinione pubblica, gli attori del populismo penale” promosso dall’Università Roma Tre, su iniziativa del Garante del Lazio. Il convegno dedicato al tema del populismo penale e al ruolo degli attori che influenzano l’opinione pubblica in materia di giustizia penale, promosso lo scorso 21 maggio dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Roma Tre su iniziativa del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, ha rappresentato un significativo momento di confronto soprattutto con l’esperienza francese, grazie alla lectio magistralis di Didier Fassin (Collège de France) sulla passione di punire, oggetto di un suo libro tradotto in tutto il mondo, che ha aperto al sessione mattutina e di Denis Salas, presidente dell’Association française pour l’histoire de la justice, che ha affrontato il tema della volontà di punire.
- Pistoia. Alla scoperta dei tesori dell’archivio storico del carcere
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- Forlì. La comunità islamica dona indumenti estivi a tutti i detenuti
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