di Andrea Gianni
Il Giorno, 16 febbraio 2026
La scrittrice Ilaria Iannuzzi presenterà il suo libro “Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo” (Le Lucerne) mercoledì a Palazzo di giustizia: “Ora c’è la parità, ma restano gli ostacoli. La figura a cui sono più legata? Gisèle Halimi, un’avvocata franco-tunisina pioniera dei diritti civili negli anni 70”. Una storia che affonda le radici nell’antica Roma, quando Ortensia affrontò i triumviri prendendo la parola nel Foro, e arriva fino a battaglie per i diritti civili come quella portata avanti da Tina Lagostena Bassi, avvocata milanese che dedicò la sua vita professionale alla difesa delle donne e rivoluzionò l’assistenza alle vittime nei processi per stupro in Italia. Donne che hanno sfidato regimi, l’iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003, e hanno infranto barriere secolari, come Asma Jahangir e Hina Jilani, fondatrici del primo studio legale interamente femminile in Pakistan.
di Anna Foa
La Stampa, 16 febbraio 2026
Il mondo sta cambiando a una velocità a cui non eravamo abituati. E cancella anche il ricordo di come era quel vecchio mondo che stiamo perdendo, di come è nato, di cosa ha rappresentato. È - era - il mondo del secondo dopoguerra, un dopoguerra non troppo lontano da quello che aveva posto fine alla prima guerra mondiale, in cui si erano gettate le radici di una nuova guerra e avvelenato l’anima dell’Europa. Nasceva nel 1945, dopo che l’Europa era stata ridotta ad un cumulo di macerie tanto materiali che morali. Dopo che si erano visti eventi mai verificatisi prima, come lo sterminio di sei milioni di ebrei, i campi della morte, l’esaltazione della “razza ariana”, la messa a morte dei disabili, la schiavitù delle cosiddette razze inferiori. Un mondo ridotto ad un continente selvaggio, solcato da masse immani di profughi che lo percorrevano in cerca di un luogo in cui fermarsi, una casa.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 16 febbraio 2026
Mentre la Germania prende le distanze dalla cultura Maga, Meloni ribadisce l’affinità. Dalla legge del più forte all’odio per unire le masse, è questo ciò che vogliamo essere? Tempo fa, si era all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali, mi sono fatto sorprendere da un’affermazione del nostro primo ministro a commento del suo lungo incontro con il vicepresidente americano J. D. Vance; con cipiglio esclamativo ha esaltato il sistema di valori che tengono insieme Europa e Stati Uniti e confermato la particolare amicizia e l’identità di vedute tra l’Italia, e intendeva il governo italiano e sottintendeva sé stessa, e il presidente Trump.
di Federico Capurso
La Stampa, 16 febbraio 2026
Il presidente del Consiglio del Veneto: “Un errore politicizzare il tema. Il problema esiste, uscire dall’ipocrisia”. La morte di Alberto è stata la prima con suicidio medicalmente assistito in Piemonte. Dal 2019, l’anno in cui la Corte costituzionale ha indicato le condizioni in cui l’aiuto al suicidio non è punibile, 17 malati terminali hanno ottenuto il via libera all’aiuto al suicidio. “Questo Paese - dice quindi l’ex governatore Luca Zaia, oggi alla guida del Consiglio regionale veneto, - deve uscire da una grande ipocrisia: non si può far credere ai cittadini che non esista il fine vita. Esiste, in virtù della sentenza del 2019 della Consulta”.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2026
L’infettivologo Nicola Cocco ha visitato la maggior parte dei centri italiani: “Se un medico conosce l’evidenza scientifica sulla patogenicità di questi Centri, non può ignorarla nell’atto clinico”. A Ravenna sei medici sono indagati per aver certificato la non idoneità di alcuni stranieri irregolari all’ingresso in un Centro di permanenza per il rimpatrio. L’ipotesi è quella di falso ideologico in atto pubblico. In altre parole, avrebbero attestato consapevolmente una cosa non veritiera, cioè una patologia o un rischio per la salute inesistenti. L’Ordine dei medici ha ricordato che “il parere clinico esprime un giudizio tecnico, circoscritto all’ambito sanitario, e non può né deve diventare un avallo di scelte amministrative che esulano dalla competenza medica”.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2026
Il modello spagnolo o la linea dura italiana? “370mila irregolari e 5mila espulsioni l’anno, una goccia nel mare”, spiega Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS. Che invita a riflettere sulle 500 mila regolarizzazioni spagnole. Cinquecentomila regolarizzazioni in un colpo solo, rivolte a irregolari presenti in modo continuativo prima del 31 dicembre 2025, con fedina penale pulita e, se richiedenti asilo, con domanda presentata entro l’anno scorso. La scelta di Pedro Sánchez in Spagna agita il dibattito politico e suscita preoccupazione anche nella Commissione Ue, che la considera in controtendenza rispetto a una linea europea che punta sulle restrizioni. Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS che pubblica ogni anno l’omonimo Dossier sull’immigrazione, invita però a riflettere e a guardare al modello spagnolo anche alla luce delle ricadute sull’economia e ai vantaggi sul fronte della sicurezza.
Ristretti Orizzonti, 15 febbraio 2026
Si chimava Consuelo e aveva 37 anni, sarebbe uscita fra pochi mesi. Una Volontaria che la conosceva racconta che era una persona sorridente, molto gentile. Solo giovedì scorso era piuttosto scura in volto e quando la Volontaria le ha chiesto se era una brutta giornata, lei ha risposto che era solo molto stanca.
di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 15 febbraio 2026
La promulgazione del decreto sicurezza che inasprisce le sanzioni per alcuni reati e ne introduce dei nuovi e la generalizzata indignazione per gli scontri di Torino durante la manifestazione pro-Askatasuna, confermano che l’ordine pubblico e la sicurezza rappresentano oggi uno dei nodi più sensibili della vita collettiva. Fattori che incidono in profondità sulla percezione del benessere, sul livello di fiducia nelle istituzioni e sulla qualità della convivenza civile al punto che quando appaiono fragili, si diffonde un senso di precarietà che orienta le scelte politiche nel senso di conferire alla vigilanza e tutela dell’ordine priorità sociale. Un primato che in condizioni di normalità, dovrebbe essere conferito alla economia e alla cultura.
di Pasquale Pugliese*
Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2026
Accanto alla cultura di pace da diffondere nelle scuole per costruire gli anticorpi al bellicismo, è necessario moltiplicare percorsi di formazione nei movimenti per costruire conflitti nonviolenti. Nella policrisi sistemica nella quale l’umanità sta precipitando si dispiegano alcune di quelle “tendenze naziste” che il filosofo Giuliano Pontara paventava già agli inizi del XXI secolo: un sistema di violenza globale sempre più osceno e oppressivo, che si manifesta nel dilagare di guerre e genocidi nei conflitti internazionali e delle repressioni nei conflitti sociali.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 15 febbraio 2026
Intervista Il co-leader di Avs: “Sul ddl immigrazione faremo opposizione dura: serve integrazione, non respingimenti. C’è un pericoloso salto di qualità nell’attacco al dissenso: il decreto sicurezza mira a spaventare e criminalizzare chi manifesta. Referendum? Meloni è stata chiara: col Sì i giudici dovranno remare col governo”. “Su tasse e salari servono proposte radicali, sulla politica estera con Pd e 5S ci sono molti più punti di convergenza che differenze. Board of Peace? Meloni non si permetta di portare l’Italia nel comitato d’affari di Trump”.
- Massimo D’Alema: “Riforma pericolosa, la destra si traveste ma rimane forcaiola”
- Alle S.U. l’appellabilità del proscioglimento (ex art. 131-bis) con condanna al risarcimento della parte civile
- Alessandria. Trasformazione in carcere 41bis del San Michele: “Cancellati tutti i progetti”
- Firenze. Carcere di Sollicciano, Funaro: “Serve rifarlo”. La direttrice: “Meglio ristrutturare”
- Augusta (Sr). Diritti dei detenuti, istituita la figura del Garante










