di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
È fissata per oggi l'udienza davanti al tribunale di Sorveglianza di Roma a cui si è rivolta la difesa di Alfredo Cospito contro i rigetti da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio di due istanze di revoca anticipata del regime detentivo speciale del 41 bis a cui è sottoposto l'anarchico. Nel ricorso presentato dal difensore di Cospito, l'avvocato Flavio Rossi Albertini, si ricorda che “il presupposto applicativo del regime differenziato adottato” nei confronti dell'anarchico “è stato espressamente individuato nella necessità di interrompere l'attività comunicativa dello stesso, al fine di sanzionare l'istigazione ravvisata nel suo contenuto'“ e che per due volte il Tribunale del Riesame “ha escluso che le esternazioni del Cospito siano idonee ad istigare, ovvero che le stesse rappresentino indicazioni idonee ad indirizzare i soggetti presenti all'esterno a determinarsi a specifiche condotte criminose, ritenendo al contrario che le medesime si sostanzino nella manifestazione del pensiero politico del suo autore”.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2023
Come proprio questo giornale ha reso noto alcuni giorni fa, sembra sia intenzione del governo quella di mettere mano alla norma che oggi permette di non lasciare nell’impunità le violenze illegittime perpetrate da appartenenti alle forze dell’ordine. Sto parlando del reato di tortura, introdotto nel codice penale italiano solamente nel luglio 2017, a seguito di vari interventi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo tra cui ovviamente quelli relativi ai fatti di Genova 2001. Erano passati quasi trent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che impone l’introduzione del reato. Trent’anni che rischiamo oggi di ripercorrere all’indietro in un solo momento.
di Errico Novi
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
La soluzione di “diritto sostanziale” piace al calendiano Costa come al renziano Bonifazi: l’addio a Bonafede e Cartabia sarà meno attaccabile dai giustizialisti. Non è una rivoluzione. È la più semplice delle vie d’uscita. Con la proposta della maggioranza sulla prescrizione, sostenuta anche da Azione e Italia viva, si cancellano 5 anni di iperboli giustizialiste, e si vira su un sistema molto simile alla legge Orlando, l’ultima versione non indigesta di questo cardine del diritto penale. Ed è singolare, certo, che a ripristinare un modello nato e faticosamente cucito con la supervisione di un guardasigilli del Pd sia il centrodestra. Così come è singolare, ancor di più, che lo stesso Pd sia piuttosto orientato a difendere l’improcedibilità introdotta con Marta Cartabia, anziché valorizzare il testo concordato dai deputati Pittalis (FI), Bisa (Lega) e Varchi (FdI).
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, al Dubbio: “Prima hanno rispolverato la ex Cirelli, ora propongono il testo Lattanzi, che è senz'altro migliore”. Com’è noto la maggioranza ha trovato un accordo sulla riforma della prescrizione tramutato in un emendamento alla proposta di legge ora all’esame della commissione Giustizia di Montecitorio. Un emendamento firmato da tutti i capigruppo del centrodestra nell’organismo presieduto da Ciro Maschio: Carolina Varchi (FdI), Ingrid Bisa (Lega) e Pietro Pittalis (FI).
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 19 ottobre 2023
Il costituzionalista Zagrebelsky: “Sono da temere di più i magistrati di cui non si conoscono le idee. La cauzione per evitare i Cpr è una confessione: quei Centri per migranti sono carceri. Gustavo Zagrebelsky ha sulla scrivania un libro di Giorgio Agamben, Homo Sacer, aperto al capitolo Opus Dei. Archeologia dell’ufficio. L’appuntamento con il giurista, presidente emerito della Corte Costituzionale, era fissato per parlare degli attacchi di queste settimane alla giudice Iolanda Apostolico, accusata da pezzi di maggioranza e di governo di aver disapplicato con un’ordinanza il decreto Cutro per ragioni ideologiche, non in base alla legge.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 19 ottobre 2023
La grana dei carichi esigibili e l’attesa per la prima circolare del Csm. L’Anm ha recentemente riscritto in un documento che la natura di limite dei carichi esigibili rimanda all’idea di individuare una soglia di impegno lavorativo oltre la quale si corre il rischio che l’attenzione cali e il lavoro perda di qualità, e che tale soglia non può essere differente da ufficio a ufficio, perché si tratta di un limite intrinseco delle capacità lavorative umane.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 ottobre 2023
La misura della riforma non si applica ai verdetti del giudice di sorveglianza. Non può essere utilizzata per rimuovere gli effetti di un provvedimento del tribunale di sorveglianza la nuova norma introdotta dalla riforma del processo penale per neutralizzare gli effetti di decisioni in contrasto con pronunce della Corte dei diritti dell’uomo. Interpretando per la prima la disposizione la Cassazione, sentenza n. 39801 della Quinta sezione penale, osserva che la richiesta per l'eliminazione delle conseguenze pregiudizievoli delle decisioni adottate in violazione della Convenzione dei diritti dell'uomo può avere per oggetto solo giudizi di condanna, sentenze o decreti penali, mentre il rimedio è inapplicabile con riferimento ad un provvedimento di competenza del Tribunale di sorveglianza, al quale semmai l'interessato può sottoporre la questione, con una nuova domanda.
di Riccardo Arena*
Ristretti Orizzonti, 19 ottobre 2023
“Cara RadioCarcere, vi informo che qui nel carcere di Lucera c’è stato l’ennesimo suicidio di cui però nessuno ha parlato. Ed infatti, durante la notte del 26 settembre, si è impiccato un nostro compagno detenuto che era Tunisino e che è stato trovato appeso alle sbarre della cella solo la mattina seguente”.
di Andrea Rapisarda
ilcorrieredellacitta.com, 19 ottobre 2023
In queste ore, è stato riaperto il dossier legato alla morte di Stefano Dal Corso, ovvero il detenuto morto all’interno del carcere di Oristano. Sono numerose le anomalie che hanno portato, nel recente passato, ad archiviare questa vicenda, a cominciare dalla mancanza di un’autopsia sulla salma dell’uomo. Secondo la Procura, a somma anche delle prove rinvenute, la scena dell’impiccagione sarebbe stata solo una copertura per un’altra vicenda: il pestaggio che ha portato alla morte lo stesso Stefano.
di Marco Solimano*
comune.livorno.it, 19 ottobre 2023
Invito rivolto all'Azienda sanitaria a provvedere celermente alla nomina. “Fra le tante criticità che investono la Casa Circondariale di Livorno mi preme segnalarne una in particolare, la mancanza della figura dello psicologo del disagio, ruolo oramai vacante dal 27 marzo di quest'anno. Lo psicologo del disagio svolge una funzione centrale nel percorso di accoglienza dei nuovi giunti alla prima esperienza carceraria spesso molto giovani o degli arrestati in generale.









