di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 10 settembre 2023
Incontro con gli insegnanti dei ragazzi di San Siro, nella periferia di Milano, dove salvarli è una sfida. A venti minuti di metrò da piazza Duomo uno dei quartieri più complessi della città: case occupate, spaccio e aggressioni, ma anche una nuova generazione di rapper che cantano radici e speranze. La signora Francesca passeggia davanti al mercato comunale chiuso: “Vivo qui da quarant’anni ma oggi quando fa buio non vado a fare la spesa. Abito al piano rialzato, ho tolto le piante dal balcone perché i ragazzi ci nascondevano le bustine di droga”.
di Alberto Cisterna
L’unità, 10 settembre 2023
La minaccia della pena non realizza alcuna dissuasione. È una società, la nostra, che ha bisogno di rifondare il patto sociale che la costituisce. È chiaro che le opzioni sul campo sono poche. Una politica che voglia mitigare le preoccupazioni - se non le paure - dei cittadini di fronte alla violenza e all’insicurezza ha davvero scarsi mezzi a disposizione. Questa maggioranza, come altre in passato, ha scelto la via della repressione, del classico giro di vite anche verso i ragazzi. Magari fosse così verrebbe da dire, magari ci fosse una vera repressione, almeno si potrebbe vedere qualche risultato e qualcosa di più certo si potrebbe anche dire.
di Mattia Zanardo
Il Gazzettino, 10 settembre 2023
“Questo progetto è stato voluto dalla presidente del Consiglio dopo il viaggio in quelle aree, ma l’ho fortemente voluto anch’io da trevigiano, perché anche qui a Treviso, come in altre zone d’Italia, purtroppo assistiamo a un’invasione di baby gang dall’aggressività crescente”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ribadisce come le nuove misure urgenti varate dal governo per contrastare il disagio giovanile si estendano oltre Caivano e le zone limitrofe, da cui il decreto ha preso il nome. Lo stesso capoluogo della Marca non è purtroppo esente dal fenomeno, seppure con esiti naturalmente non altrettanti gravi, con gruppi di giovani e giovanissimi che, ricorda lo stesso esponente dell’esecutivo, “all’inizio si limitavano a liti tra loro, che già era una brutta cosa, poi hanno aggredito i passanti, di recente hanno aggredito anche le forze dell’ordine. Era dunque assolutamente necessario intervenire con misure preventive, ma anche con misure repressive”.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 10 settembre 2023
“Torna la pedagogia della punizione, ma serve educare”: i pareri di chi lavora con i minori. Il giorno dopo la presentazione alla stampa del Decreto “Caivano” - che contiene norme, tra le altre, che rendono più facile il carcere per i minori, il Daspo urbano per i 14enni e la pena della reclusione per i genitori che non mandano i figli a scuola - il mondo di chi lavora con i bambini più fragili e con i genitori non ha parole di elogio per i provvedimenti presi dal governo Meloni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 settembre 2023
Il ministro incassa l’ok sul ddl penale e promette di intervenire alla festa del partito dell’ex premier. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio inizia davvero a fare il politico? Dopo mesi durante i quali è stato spesso contestato perché da alcuni è stato ritenuto non solo incapace di tradurre le idee di saggista liberale in vere strategie politiche, ma anche di non sapersi imporre con le forze di maggioranza che lo hanno fatto prima eleggere e poi nominare con forza Guardasigilli, ora l’ex magistrato veneziano sembra voler essere entrato nel campo dei giochi politici. Come? Guardiamo a due fatti. Il primo: come raccontato su Repubblica la scorsa settimana da Liana Milella, il Guardasigilli ha incontrato a Via Arenula, su loro richiesta, gli esponenti di Azione Carlo Calenda e Enrico Costa, dove sarebbe stato siglato un patto per cui l’ex magistrato avrebbe il loro pieno appoggio sul suo primo disegno di legge, che comprende, tra l’altro, l’abolizione dell’abuso di ufficio, riforma del rapporto stampa/ intercettazioni, collegio di giudici per misure cautelari. Dall’altra parte il responsabile giustizia di Azione ha chiesto l’approvazione, entro la fine dell’anno, dei decreti integrativi sulla presunzione di innocenza, il divieto di pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare, il ritorno alla prescrizione di Orlando, un reale e severo fascicolo di valutazione del magistrato. Il secondo fatto: il Guardasigilli sarà ospite della prima giornata della festa nazionale di Italia Viva che si terrà dal 14 al 17 settembre al Castello di Santa Severa, vicino ieri il leader di Iv Matteo Renzi nella sua Enews settimanale. Penserete: Nordio non si lascia scappare un evento, non sembra essere questa una notizia. Invece potrebbe essere l’ennesimo segnale che il magistrato in pensione, incassata la blindatura sull’abolizione dell’abuso di ufficio - che dovrebbe arrivare a dama come confermato anche a questo giornale in una intervista a Sergio Rastrelli, senatore di Fratelli d’Italia e segretario della commissione Giustizia di Palazzo Madama - vuole cercare solide alleanze anche nell’ex Terzo Polo e portare a casa quanto prima alcune delle riforme di stampo garantista. I calendiani e i renziani hanno sin da subito garantito il loro appoggio a Nordio pur stando all’opposizione ma negli ultimi giorni stavano mostrando un po’ di insofferenza. La rotta andava invertita. Fino ad ora il ministro ha parlato molto e incassato nulla: ora è tempo di concretizzare per non essere ricordato nel bilancio del primo anno solo per aver sottoscritto paradossalmente riforme contrarie al suo pensiero. Nordio è consapevole che sulla separazione delle carriere occorre tenere il freno a mano tirato. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che, da quanto appreso, le audizioni in Commissioni Affari Costituzionali alla Camera termineranno entro Natale, essendoci di mezzo anche la legge di bilancio, e non si riesce ad immaginare quando sarebbe pronto un testo base. Poi potrebbe arrivare addirittura un dl congegnato dai fuori ruolo di Via Arenula a rallentare il processo. Però due giorni fa Renzi ha dichiarato: “Noi non appoggeremo il governo e non voteremo la fiducia. Su due punti, le riforme istituzionali e la riforma della giustizia, se la Meloni non fa retromarcia anche su questo, noi è certo che siamo a favore dell’elezione diretta del premier e della separazione delle carriere”. Dunque Italia Viva non farà mancare il suo appoggio. E pure sulla prescrizione il percorso è stato stoppato per ora in Commissione Giustizia sempre di Montecitorio perché la Lega ha deciso di presentare proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuto votare un testo base una propria proposta di legge. E non senza malcontento: perché, da quanto appreso da nostri fonti parlamentari, l’idea sarebbe arrivata e il testo elaborato dalla senatrice Giulia Bongiorno, la quale vorrebbe intervenire per aumentare i termini di prescrizione per i reati relativi alla violenza di genere. Questa ingerenza della senatrice, seppur responsabile giustizia del Carroccio, avrebbe creato malumori tra i suoi colleghi della Camera, non solo della Lega. In tutto questo scenario Nordio vuole costruirsi una solida rete di alleanze a partire da Forza Italia, proseguendo con Fratelli d’Italia e adesso accertandosi della cooperazione dei divorziati Calenda e Renzi.
di Vincenzo Iurillo
Il Fatto Quotidiano, 10 settembre 2023
L’ex avvocato di Berlusconi e l’ex pm di Mani Pulite concordano: le scelte della maggioranza non risolvono i problemi dei tribunali. A richiesta di parere sull’operato del ministro di Giustizia, Franco Coppi risponde: “Conosco bene le norme sulla diffamazione”. Applausi e risate in platea. Stessa domanda a Piercamillo Davigo: “Mi associo”. Altri applausi. Carlo Nordio riesce a far toccare gli opposti. L’avvocato dei potenti, degli imputati eccellenti (Berlusconi e Andreotti, solo per citarne un paio), e il pm di Mani Pulite, il magistrato anticorruzione per antonomasia, uniti nel giudizio tranchant su Nordio, sollecitati dalle domande di Gianni Barbacetto e Valeria Pacelli.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 settembre 2023
Ça va sans dire che tutte le correnti sono contrarie al provvedimento ma è sui metodi di comunicazione che non hanno raggiunto l’accordo. Anm non compatta contro i disegni di legge riguardanti la separazione delle carriere e in discussione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera. Durante il Comitato direttivo centrale infatti Magistratura Democratica non ha votato il documento sottoscritto dagli altri gruppi - Magistratura Indipendente, Area, Unicost.
di Stefano Baudino
L’Indipendente, 10 settembre 2023
I giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo hanno ordinato al governo italiano di interrompere la detenzione di due persone recluse nella casa circondariale di San Vittore e di collocarli in un luogo di cura. I due, infatti, sono “non imputabili”, poiché afflitti da gravi disturbi psichici. Se le istituzioni italiane non procederanno, l’Italia rischierà una condanna per violazione dell’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, che proibisce il trattamento o pena disumano o degradante.
di Luca Muglia*
Avvenire, 10 settembre 2023
È abbastanza frequente che nei mesi estivi si parli di carcere. L’attenzione si focalizza sulle emergenze - aggressioni, suicidi, sovraffollamento, carenze sanitarie, mancanza di personale - piuttosto che sulle soluzioni possibili o praticabili, Per la restante parte dell’anno il tema rimane in penombra. Terminata la parentesi estiva cala il sipario e si ritorna alla disumana quotidianità che caratterizza la giornata di una persona reclusa.
di Sarah Crespi
La Prealpina, 10 settembre 2023
Un quarantenne marocchino, non nuovo alla detenzione e collocato in seconda sezione, si è svegliato all’improvviso con un senso di oppressione fortissimo. Non è neppure riuscito a scendere dalla branda, le sue condizioni si sono aggravate di minuto in minuto e neppure l’intervento dei sanitari del 118 è servito a salvarlo. L’uomo è morto per arresto cardiaco, quindi per cause naturali che comunque il pubblico ministero potrebbe decidere di approfondire con un’autopsia. Aveva un (recente) passato di tossicodipendenza e qualche disturbo al cuore e non è da escludere che gli inquirenti, dato il momento critico in termini di sovraffollamento, vogliano andare a fondo del decesso. La giornata si è aperta così, con uno di quegli eventi che lasciano l’amarezza.
- Busto Arsizio. Morto in cella a 29 anni, la madre: “Non è stato curato”
- Udine. Un giorno nel carcere, magazzino di corpi senza speranza
- Roma. Il carcere di Regina Coeli è inadeguato, mozione per la chiusura presentata in Comune
- L’Aquila. Matteo Messina Denaro trasferito in terapia intensiva: peggiorano le sue condizioni
- Avellino. Carcere e tutela dei diritti dei detenuti, visita al carcere di Ariano Irpino









