di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 4 giugno 2023
C’è un limite oltre il quale non si può andare (per pudore, per decenza, per uno scampolo residuo di umanità). Se così non fosse, vedremmo, leggeremmo e ascolteremmo di peggio, credetemi. Propongo un esame di coscienza, iniziando da me stesso. La vicenda di Giulia, incinta al settimo mese, uccisa dal fidanzato a Senago. Quanto leggiamo per informarci, per capire, per evitare che queste cose accadano ancora? E quando scatta la morbosità?
di Tiziana Maiolo
L’Unità, 4 giugno 2023
No, la gogna non si fa. Non c’è bisogno di ricordare Enzo Tortora, perché il paragone sarebbe offensivo nei confronti di chi è diventato suo malgrado il simbolo dell’ingiustizia italiana. Ma quello che è stato inflitto l’altra sera a Alessandro Impagnatiello, assassino e reo confesso, ricorda troppo l’arresto di Massimo Bossetti, che si è sempre dichiarato innocente, e che fu braccato come un animaletto impaurito ed esibito come trofeo di caccia dalle forze dell’ordine.
di Donatella Stasio
Il Secolo XIX, 4 giugno 2023
Il procuratore antimafia Giovanni Melillo: “Su fondi Ue e sull’abuso di ufficio servono strumenti non paralizzanti ma efficaci. Se si indeboliscono le verifiche preventive si drammatizza l’impatto successivo della giustizia penale”.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 4 giugno 2023
Un detenuto gelese si proclamava innocente, un russo condannato all’ergastolo chiedeva di tornare nel suo paese. I pm di Siracusa stanno ricostruendo cosa è avvenuto in carcere e quali notizie non sono state fornite in tempo ai vertici del Dap. A Trapani, un giovane tenta di impiccarsi, salvato dagli agenti penitenziari.
di Francesco Patanè
La Repubblica, 4 giugno 2023
L’ex capo del Dap stigmatizza l’assenza di comunicazioni. “Già dopo quindici giorni tutti vanno informati se un detenuto rifiuta di alimentarsi, a cominciare dal provveditore della Sicilia”. “Il diritto alla salute dei detenuti nelle carceri siciliane è molto limitato. Le patologie psichiatriche e i disturbi psicologici non vengono curati come la costituzione impone”. Ad un mese dal suo insediamento il garante siciliano per la tutela dei diritti dei detenuti Santi Consolo ha già messo in fila le priorità del suo mandato. A cominciare da Augusta.
varesenews.it, 4 giugno 2023
Il contribuente ha la residenza nel penitenziario di Bollate, per questo motivo il Comune ha dovuto applicare l’aliquota sulla seconda casa. Il sindaco: “Questa legge è blindata, non avevamo altre soluzioni”. “Dura lex sed lex” recita una massima latina medievale.
di Riccardo Celli
ledicoladelsud.it, 4 giugno 2023
Quando si immagina il carcere ed i suoi detenuti si immaginano persone dure e scontrose, il cui unico interesse è delinquere. Eppure da qualche anno a questa parte, a Brindisi, parlando di detenuti si parla anche di abili danzatori, che cercano attraverso l’arte il riscatto, prima personale e poi sociale.
di Maria Concetta Tringali
Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2023
Si intitola “Magistrate, finalmente” l’ultimo libro di Eliana Di Caro edito da Il Mulino. Il volume della giornalista del Sole 24 Ore, autrice meno di due anni fa di “Le madri della Costituzione”, ha il pregio di risultare - ancora una volta - un luogo dove trattenere memoria.
Il Fatto Quotidiano, 4 giugno 2023
Pubblichiamo un estratto del libro “Tutte le cose che ho perso. Storie di donne dietro le sbarre”, di Katya Maugeri edito da Villaggio Maori Edizioni.
di Lucio Luca
La Repubblica, 4 giugno 2023
La vedova di Vito Schifani, l’agente di scorta morto nella strage di Capaci, racconta la sua storia e le sue speranze in un libro edito da Rizzoli. Vito Schifani e Rosaria Costa erano due “ragazzini” nel 1992. Lui, poliziotto delle scorte, appassionato di atletica leggera, aveva 27 anni. Lei, che di anni ne aveva appena 22, si divideva tra il bambino piccolo Antonino Emanuele e l’ansia di aspettare a casa un marito che faceva un lavoro pericoloso. Estremamente pericoloso da quando, soprattutto, era stato assegnato alla salvaguardia di un giudice importante come Giovanni Falcone. Si erano sposati soltanto un anno prima, “era tutto perfetto” scrive in un libro che è un viaggio nel passato ma con una speranza riposta sui giovani. Quelli a cui dice La mafia non deve fermarvi, il titolo del volume appena uscito per Rizzoli con il sottotitolo Una vita dedicata alla lotta per la legalità attraverso il racconto della vedova Schifani.
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