di Mario Di Vito
Il Manifesto, 25 maggio 2023
Gli anni 70 non finiscono mai. Almeno in Italia, l’unico paese del mondo in cui ancora, a mezzo secolo di distanza, appare impossibile affrontare la stagione del terrorismo fuori dalle aule dei tribunali. Ieri mattina, con la sola astensione del gruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra, la Camera ha approvato una mozione presentata da Tommaso Foti (FdI) che impegna il governo “ad adottare ogni iniziativa di competenza volta a fornire tutta la necessaria e dovuta assistenza ai parenti delle vittime dei reati commessi dai dieci terroristi italiani rifugiati in Francia, nella loro già annunciata intenzione di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo contro la decisione della Corte di cassazione francese”.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 25 maggio 2023
Il rapporto di EgyptWide: dal 2013 al 2021 armi piccole e leggere dall’Italia presenti nelle piazze dei massacri e negli abusi in Sinai. Autorizzati all’esportazione 62 milioni di euro, 18 sono già arrivati a destinazione. Dura una manciata di minuti ma è chiarissimo: è il video che ieri ha aperto la conferenza stampa alla Camera dei Deputati con cui EgyptWide for Human Rights ha presentato il rapporto Made in Italy per reprimere in Egitto, con la partecipazione di Archivio Disarmo, Rete italiana Pace e Disarmo e Amnesty International.
Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2023
La denuncia di Medici Senza Frontiere. Aggressioni al personale, saccheggi e occupazioni armate delle sue strutture mediche o di quelle supportate in Sudan, dove da un mese è scoppiata la guerra civile. Lo staff e i pazienti dell’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere subiscono ripetutamente l’azione violenta dei gruppi armati che sottraggono ormai quotidianamente medicinali, forniture mediche e veicoli. Il disprezzo dei principi umanitari e del diritto internazionale umanitario ostacola la capacità di MSF di fornire assistenza sanitaria alla popolazione, in un momento in cui c’è un disperato bisogno di aiuto.
Ristretti Orizzonti, 24 maggio 2023
Lunedì 5 giugno, ore 10-12.30, in videoconferenza. Giornata conclusiva del progetto “A scuola di libertà. Carcere e scuole: Educazione alla legalità” (organizzato dalla redazione di Ristretti Orizzonti in collaborazione con la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, la Casa di reclusione di Padova, il Comune di Padova).
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 24 maggio 2023
I penitenziari scoppiano. Per il numero dei detenuti e la sorveglianza insufficiente. Così le condizioni di vita sono diventate insopportabili e sfociano in ribellioni, violenze, suicidi. Cosa succede nel sistema penitenziario del nostro Paese? E quali sono le emergenze a cui la politica, le istituzioni e la società civile devono farsi carico? Ecco cinque domande, e altrettante riposte, per capire meglio questo “pianeta dimenticato”.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 24 maggio 2023
Sono passati oltre sessant’anni da quando il sociologo Erving Goffman pubblicò il libro “Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza”. E l’analisi condotta in quei quattro saggi che componevano il volume risulta tuttora assai valida. Goffman prende in esame i luoghi della società dove risiedono e convivono gruppi di persone per un significativo periodo di tempo. Gruppi costituiti da individui incapaci e non pericolosi o da individui che rappresentano un pericolo, sia pure non intenzionale, o da individui che rappresentano un pericolo intenzionale o da individui che svolgono un’attività funzionale continua o, infine, da individui che perseguono volontariamente il distacco dal mondo.
di Michela Di Biase*
huffingtonpost.it, 24 maggio 2023
Vi racconto le mie visite a Regina Coeli. Là dentro l’aspetto rieducativo non esiste e la pesantezza del vivere riguarda tutti, anche i non detenuti. Ieri sono tornata al carcere di Regina Coeli, un carcere che sorge nel pieno centro della città di Roma, nel quartiere di Trastevere. Nulla della storica facciata, né le mura altissime che lo cingono, lasciano trapelare cosa il carcere sia.
di Nina Verdelli
Vanity Fair, 24 maggio 2023
Accantonata la proposta del Pd di togliere dalle carceri tutti i figli piccoli che vivono con le madri detenute, siamo andati in un distaccamento Icam di San Vittore, a Milano, a vedere cosa significa un’infanzia senza libertà.
di Claudio Castelli*
Il Messaggero, 24 maggio 2023
Da qualche settimana dichiarazioni e interviste dei vertici del ministero della Giustizia presentano come imminente la riforma, penale più volte annunciata dal guardasigilli Carlo Nordio. Rispondendo ad una interrogazione parlamentare, il vice ministro della giustizia Paolo Sisto ha parlato di “iniziative normative atte a garantire il principio di non colpevolezza di cui all’articolo 27 della Costituzione, rafforzando il controllo giurisdizionale” e anche il consigliere giuridico del ministro, Bartolomeo Romano, ha anticipato che il rafforzamento del controllo sulle misure cautelari avverrà con la previsione di un interrogatorio di garanzia che precede l’adozione della misura cautelare, ma soprattutto le misure cautelari non siano più adottate dal Gip, ma dal tribunale del riesame, in modo che la richiesta del pubblico ministero venga presa da un giudice collegiale. La proposta appare ancora indefinita e richiede un approfondimento per verificare la sua fattibilità che vada oltre le nobili ragioni di garanzia che sono state spese.
di Astolfo Di Amato
L’Unità, 24 maggio 2023
Un intervento deflattivo diretto alla riduzione del carico giudiziario. Questa è la prospettiva che ha spinto il legislatore ad ampliare il novero dei reati perseguibili a querela di parte. È, così, avvenuto che la Riforma Cartabia abbia escluso la perseguibilità di ufficio per alcuni reati: il furto, il sequestro di persona, la violenza privata. Nella stessa prospettiva, poi, ha richiesto la punibilità a querela anche per alcune fattispecie, che, in presenza di talune aggravanti erano prima perseguibili di ufficio: la minaccia, la truffa, la frode informatica, la violazione di domicilio. La considerazione di fondo degli autori della riforma è che si sarebbe in presenza di reati che toccano beni attinenti all’individuo o al suo patrimonio, che non coinvolgono l’interesse collettivo e la cui punibilità, quindi, può essere affidata alla scelta discrezionale del cittadino che ha subito l’offesa.
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