di Francesco Strazzari
Il Manifesto, 14 maggio 2023
Mentre la Cina dispiega il proprio inviato a Mosca e Kyiv, c’è da registrare per la prima volta il cauto ottimismo del Segretario di Stato USA Blinken circa il ruolo che Pechino potrà avere nel portare la Russia a sedere a un tavolo negoziale. I combattimenti di queste ore preparano il campo della massiccia controffensiva. La visita a Roma del comandante in capo Volodymyr Zelensky è parte di un lungo tour interamente volto a rinsaldare il supporto alleato, compattandolo nella fase decisiva. Non si tratta di una missione per parlare di pace, come hanno titolato alcuni media italiani, ma di una missione di guerra, nella quale si è riaffacciata con enfasi la retorica della vittoria.
di Stefania Limiti*
Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2023
L’indifferenza del sistema politico-informativo per il caso Assange è una deliberata scelta di affossare un giornalista al quale non si perdona di aver svelato i crimini di guerra di Stati Uniti e Gran Bretagna in Iraq e Afghanistan. Cioè di aver colpito il cuore militare dell’impero.
La Repubblica, 14 maggio 2023
I dati di Nessuno Tocchi Caino. Mai prima d’ora si era raggiunto un livello così alto di esecuzioni dopo il Ramadan. E l’Arabia Saudita non è da meno. Sono almeno 118 le persone impiccate in Iran dal 29 aprile all’8 maggio scorso. Tra loro ci sono anche due donne.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 13 maggio 2023
Dopo il caso Cospito è tornato il silenzio. “Sembra quasi ci sia una volontà di tenere nascosti alcuni fatti”, dice Mauro Palma, sulla scarsa trasparenza all’interno dei penitenziari italiani. E poi ci sono i suicidi. Da inizio anno già 21. Dopo i sei mesi di digiuno dell’anarchico al 41bis Alfredo Cospito, di detenuti in sciopero della fame non si è più parlato. Come se quel tema - e quello delle condizioni di detenzione - non fosse più un problema. D’altra parte, “l’opinione pubblica tende a concentrarsi sui casi eclatanti. Quelli per i quali gli intellettuali firmano appelli e si mobilitano”, dice al Foglio il Garante delle persone private della libertà, Mauro Palma. Che puntualizza: “Tutte cose giuste, però poi resta la disperazione per la situazione nelle carceri”. Che è quotidiana, va oltre la notizia o le prima pagine dei giornali, e invece “resta confinata negli stessi piccoli ambienti che di questo si occupano”.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 13 maggio 2023
Il caso dei due detenuti morti nell’istituto di Augusta. A seguito di un lungo sciopero della fame durato 40 e 60 giorni. Il carcere è sofferenza, solitudine, disperazione. È un grande rimosso sociale. Quando se ne parla ci si affida a stereotipi e banalizzazioni. Non possiamo comprendere cosa sia il carcere per chi lo subisce e per chi lo vive solo attraverso le categorie della politica criminale. Il carcere è afflizione. A volte il carcere è morte. Così è stato nel caso dei due detenuti morti nell’istituto di Augusta. A seguito di un lungo sciopero della fame durato 40 e 60 giorni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 maggio 2023
Lo sport diventa un’opportunità di cambiamento e crescita anche per i detenuti. In corso c’è una importante iniziativa che sta portando il potere salvifico dello sport all’interno dei penitenziari italiani, offrendo una speranza di rieducazione e una nuova prospettiva per le persone ristrette.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 13 maggio 2023
Presentato il progetto che interesserà 60 istituti penitenziari per adulti, 13 istituti minorili e 25 comunità di accoglienza per minori. Sport è sinonimo di salute, ma potrebbe diventarlo anche di rieducazione alla vita. Parte un grande progetto per portare lo sport nelle carceri. Sono 3 milioni di euro stanziati dal governo attraverso un bando della “Sport e salute spa”, per gestire attività in 60 istituti penitenziari per adulti, 13 istituti minorili e 25 comunità di accoglienza per minori. Saranno coinvolti quasi diecimila detenuti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 13 maggio 2023
Separazione delle carriere “stralciate” dal “pacchetto costituzionale”. Inappellabilità delle assoluzioni e, soprattutto, riforma del Csm già nel mirino delle toghe. Sul progetto del ministro pesa il rischio di un conflitto che Meloni non intende in alcun modo intraprendere.
di Guido Stampanoni Bassi*
Il Foglio, 13 maggio 2023
Illustri giuristi - su tutti il prof. Sgubbi e il prof. Fiandaca - hanno più volte ricordato quanto sia diffusa, tanto nell’opinione pubblica quanto nella politica, la convinzione che il diritto penale sia lo strumento per rimediare a ogni ingiustizia. Facendo apparire queste parole quanto mai attuali, non c’è stata settimana dell’agenda politica degli ultimi mesi - se non degli ultimi anni, essendo l’ossessione repressiva un problema comune a forze politiche di diverso colore (si pensi al ddl Zan) - in cui il diritto penale non sia stato tirato in ballo.
di Liana Milella
La Repubblica, 13 maggio 2023
Un emendamento alla Camera scatena la protesta di Costa di Azione che definisce “indecente” la richiesta. Da Meloni stop alla separazione delle carriere perché due referendum sarebbero “un rischio”. “Indecente” twitta Enrico Costa. Che da fan di Nordio si è trasformato in un fustigatore quotidiano. Un giorno tocca al sogno, ormai destinato a rimanere tale (e vedremo perché), della separazione delle carriere; il giorno dopo alla sorpresa - che si è materializzata ieri alla Camera - di via Arenula che tenta un blitz parlamentare per aumentare il numero dei magistrati fuori ruolo, per giunta con la scusa del Pnrr. Che, com’è noto, chiede di ridurre il numero dei processi del 25% nel penale e del 40% nel civile. E va da sé che se “rubi” altri dieci magistrati - da 65 a 75 - all’organico dei palazzi di giustizia, e li utilizzi al ministero, è come se portassi via le braccia all’agricoltura.
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