di Monica Musso
Il Dubbio, 7 aprile 2023
Il Consiglio d’Europa “bacchetta” tutti i Paesi del Vecchio Continente: “Il rispetto delle sentenze è essenziale per lo Stato di diritto”. In Italia 49 vicende “attenzionate”. “Il rispetto delle sentenze dei tribunali è essenziale per lo Stato di diritto. Nel corso degli anni, i nostri Stati membri hanno compiuto progressi costanti nell’attuazione pratica delle sentenze della Corte europea, ma ora la Corte si occupa di un numero sempre maggiore di casi di crescente complessità. In tutta Europa, la convenzione sui diritti umani ha progressivamente cambiato in meglio la vita delle persone. Affinché questo impatto positivo continui, i nostri Stati membri devono dimostrare la volontà politica di attuare le sentenze in modo completo e coerente”. A dirlo è il segretario generale del Consiglio d’Europa Marija Pejcinovic Buric, che ha esortato gli Stati membri a mostrare una maggiore volontà politica di attuare le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e a migliorare la loro capacità di farlo. Secondo l’ultimo rapporto annuale del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa sull’esecuzione delle sentenze della Cedu, nel 2022 sono stati trasferiti 1.459 nuovi casi dalla Corte europea al Comitato dei ministri, che ne supervisiona l’attuazione da parte degli Stati membri.
di Federica Farina
Left, 7 aprile 2023
“Tenere una persona in prigione per tutta la vita è inumano e contrasta con l’articolo 27 della Costituzione”. Dagli aspetti inumani del carcere duro al principio di uguaglianza non rispettato, l’ex magistrato Gherardo Colombo nel nuovo saggio “Anti Costituzione” passa in rassegna i tradimenti dei principi della Carta, “la nostra prima legge”.
di Michela Allegri
Il Messaggero, 7 aprile 2023
Il 55enne, condannato al 41bis, da settimane è ricoverato nel reparto di medicina penitenziaria del San Paolo di Milano per via delle sue condizioni di salute precarie. Dopo quasi 6 mesi di sciopero della fame Alfredo Cospito ha ripreso ad alimentarsi. L’ideologo della Federazione anarchica informale, condannato al 41bis, è tornato a nutrirsi mangiando delle bustine di parmigiano e assumendo degli integratori. Lo si apprende da fonti ospedaliere e giudiziarie.
di Serena Sartini
Il Giornale, 7 aprile 2023
La cerimonia della lavanda dei piedi. E ai sacerdoti dice: “Non sporcate la Chiesa con le cordate”. Si china e bacia i piedi a dodici giovani detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo, alla periferia di Roma. Sono dieci ragazzi e due ragazze. Il Papa dà avvio al Triduo Pasquale celebrando il Giovedì Santo e la messa in Coena Domini tornando nel luogo dove era stato il primo anno di pontificato.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 aprile 2023
Via Arenula prepara un testo che circoscrive i due reati, da presentare subito alla Camera. Non più di due settimane. È il tempo che serve a Carlo Nordio per definire la propria proposta su abuso d’ufficio e traffico d’influenze. Delle riforme messe in cantiere e annunciate negli ultimi giorni dal ministro - prima con un’intervista al Foglio e poi nell’incontro della scorsa settimana col presidente dell’Unione Camere penali Gian Domenico Caiazza - la revisione dei due reati che paralizzano sindaci e amministratori è la più vicina alla rampa di lancio. Scelta necessaria anche considerato che sulle due “famigerate” fattispecie penali è già in corso un iter in commissione Giustizia alla Camera. Ma, spiegano da via Arenula, l’articolato del guardasigilli non sarà coincidente con i testi già incardinati da Forza Italia e Azione a Montecitorio, altrimenti non sarebbe neppure necessaria l’iniziativa del ministero.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 aprile 2023
Esce di scena la trattativa Stato-mafia, sfatata anche la presenza dei “man in black” sul luogo della strage. Per i giudici di Caltanissetta il depistaggio c’è stato, e viene ribadita la pista mafia-appalti. Dopo anni, scompare definitivamente di scena la tesi della trattativa Stato-mafia come causale dell’accelerazione della strage di Via D’Amelio. Non solo. Decostruita totalmente la testimonianza di un ex poliziotto che dice di aver visto un gruppo di uomini in giacca e cravatta rovistare nel luogo della strage di Via D’Amelio, mentre ancora c’erano addirittura le fiamme. In più viene evidenziato che le testimonianze, in seguito totalmente smentite, su Bruno Contrada presente sul luogo del vile attentato, rientrano nel depistaggio.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 7 aprile 2023
Borsellino, i giudici del processo sul depistaggio. Depositate le motivazioni della sentenza, il tribunale stigmatizza i troppi non ricordo di chi era chiamato a fare le indagini. Ma per i giudici l’ex questore La Barbera non era diretto dalla mafia, piuttosto costruì il falso pentito Scarantino per fare carriera.
di Miguel Gotor*
La Repubblica, 7 aprile 2023
Quarantatré anni dopo la strage di Bologna del 2 agosto 1980 le motivazioni della sentenza dei giudici della Corte d’Assise consentono di mettere meglio a fuoco quel tragico evento che ha segnato di sangue il corso della storia repubblicana.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 7 aprile 2023
La trama ipotetica che lega l’attentato alla stazione di Bologna, Piersanti Mattarella e il rapimento di Aldo Moro. Emanuela Orlandi non c’è. Una mancanza persino notevole, visto che nelle 1.472 pagine delle motivazioni per il “processo Bellini” relativo alla strage di Bologna, i giudici della Corte d’assise di Bologna non si sono fatti mancare nulla dello storytelling del “doppio stato”: da Moro all’omicidio di Piersanti Mattarella, da Ustica a Pecorelli, da Sindona a Pinelli.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 aprile 2023
L’incredibile storia dell’imprenditore calabrese Antonio Rodà, arrestato nel 2019 con accuse di mafia. Lo scorso 24 marzo il tribunale di Locri lo ha assolto, disponendo la sua scarcerazione. “Chi mi ridarà gli anni persi?”, dice al Foglio.
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