di Livio Pepino
Il Manifesto, 28 febbraio 2023
È evidente il ritorno a un sistema penale con due distinti codici, uno per “briganti” (che segna corpi e vite) e uno per “galantuomini” (dove il tempo si sostituisce al giudice). In assenza di (imprevedibili) fatti nuovi Alfredo Cospito morirà. A questo esito portano le decisioni del ministro prima e della Cassazione poi. Eppure, confermare il regime del 41 bis non era una strada obbligata.
di Federico Ferrero
Corriere della Sera, 28 febbraio 2023
Il 9 maggio nel penitenziario scoppiò la rivolta. Per sedarla, decisa la linea interventista: morirono in tutto 7 persone. Sugli accadimenti di Alessandria del 9 maggio del 1974 le coordinate, almeno quelle, sono pacifiche. Nel gennaio più di duecento carcerati nella vetusta casa circondariale di piazza Don Soria si erano coalizzati in sciopero - per ciò che potevano - rinunciando ai momenti di socialità e dandosi a isolate resistenze passive.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 28 febbraio 2023
Ha 81 anni, ma il procuratore di Torino lo ha indagato per la sparatoria a Cascina Spiotta dove morì un appuntato e un brigatista riuscì a fuggire. Ora Curcio vuol sapere chi sparò alla fidanzata Mara Cagol.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 febbraio 2023
Non basta che il clan di appartenenza non esista più per concedere il permesso premio all’ergastolano non collaboratore con la giustizia. Così ha stabilito una recente sentenza della cassazione, la numero 6750.
Avvenire, 28 febbraio 2023
Per chi vive in carcere, la partita di calcetto è un’occasione per compattare lo spirito di squadra, rapportarsi con l’allenatore e rispettare le decisioni dell’arbitro. E l’allenamento di ginnastica può divenire uno spazio dove, oltre a stimolare i muscoli, si condivide il benessere con altre persone. Ma secondo l’ultimo rapporto Antigone, negli istituti detentivi italiani il 36,5% dei detenuti non ha accesso al campo sportivo e per il 30,2% le palestre sono precluse.
di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 28 febbraio 2023
Inaugurato nel 1969, divenne la Cajenna delle Brigate Rosse. È successo esattamente quarant’anni fa: 1983. Era il mese di dicembre. A Roma Papa Giovanni Paolo II entrava a Rebibbia per incontrare Mehmet Alì Agca, il fanatico terrorista turco che gli aveva sparato il 13 maggio di due anni prima. A Nuoro, invece, il cappellano don Salvatore Bussu usciva dal supercarcere di Badu e Carros sbattendo clamorosamente i cancelli.
di Monica Serra
La Stampa, 28 febbraio 2023
Bambini e genitori accampati per giorni, tensione e scontri con la polizia. Juan e Luis giocano con un ombrello nel fango. Hanno 12 anni a testa, i pantaloni della tuta inzuppati. Sono le 23, il termometro segna 3 gradi, piove dal mattino e l’umidità non dà tregua a chi è fermo ad aspettare da ore. O anche da giorni, accampato in una tenda di fortuna. La piccola Carmen, 2 anni, è crollata sulla spalla del papà, che la protegge con una coperta a pois. Già in testa alla fila c’è Ana, che di anni ne ha 5, e gli occhi esausti di chi è grande abbastanza per capire che - se va bene - dovrà stare in piedi al gelo, per tutta la notte. Nel parco, c’è chi si scalda con un falò di rami secchi. Una coppia si abbraccia sui cartoni distesi sulla terra bagnata. Un anziano fissa il vuoto e si aggrappa alle stampelle per cercare le forze su una panchina.
di Fabrizio Pomes
campusnews.it, 28 febbraio 2023
La situazione degli studi universitari in carcere: molte buone idee, ma anche molte criticità ancora da risolvere. L’ordinamento penitenziario italiano considera l’istruzione un mezzo fondamentale di rieducazione e dal 2000 prevede altresì che possano essere organizzati in carcere corsi di scuola secondaria superiore e che i detenuti possano frequentare corsi di studio universitari.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 28 febbraio 2023
La metafora di Erjugen: “Nasciamo informi ma con la cura possiamo portare gioia”. Dal carcere ai violini al lavoro in bottega. Quando va nelle scuole a raccontare la sua storia Erjugen Meta usa una metafora: “Noi nasciamo come pezzi di legno informi che attraverso il lavoro, la cura, la dedizione e la passione possono diventare uno strumento in grado di portare gioia agli altri”.
ansa.it, 28 febbraio 2023
Stefano Accorsi, attore, regista e produttore cinematografico e televisivo, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Bolzano per incontrare i partecipanti dei laboratori teatrali proposti dal Teatro Stabile bolzanino nell’ambito del progetto di innovazione sociale “Art of Freedom”, volto al reinserimento sociale e culturale di detenuti ed ex detenuti attraverso la partecipazione e il coinvolgimento in percorsi e iniziative culturali. “È stato un incontro molto coinvolgente”, ha commentato l’attore al termine della sua partecipazione ad “Art of Freedom” per il Teatro Stabile di Bolzano.
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