di Marina Lomunno
vocetempo.it, 10 febbraio 2023
“Quando la marchesa iniziò nel 1814 a visitare le carceri torinesi dove erano detenute le donne ai margini in condizioni di immane degrado provò un senso di colpa. ‘Perché loro sono dentro e io fuori?’”.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 10 febbraio 2023
Il Festival è stato, nella storia nazionale del secondo Dopoguerra, una categoria dello spirito e del corpo destinata a contenere e a manifestare tutti i segni e i segnali di una società in rapido mutamento. È questo che sfugge alla destra.
di Stefano Benfenati
agi.it, 10 febbraio 2023
Intervista alla coordinatrice nazionale dell’Associazione Antigone, Susanna Marietti, dopo il monologo della giornalista Francesca Fagnani che ha portato sul palco dell’Ariston la voce dei detenuti minorenni nella struttura del Napoletano. La mappa degli istituti per minori in Italia.
di Lara Crinò
La Repubblica, 10 febbraio 2023
Il 10 febbraio 2023 si commemora il Giorno del Ricordo, la giornata istituita per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 10 febbraio 2023
L’idea, fino a pochi mesi fa evocata solo dal gruppo di Visegrad, raccoglie ora consensi più trasversali con la saldatura del fronte dei Paesi del Mediterraneo, quelli dell’area baltica e quelli del Nord Europa concordi nella necessità di una stretta incentrata sulla protezione dei confini. Uniti sull’idea di fare dell’Europa una fortezza, chiudendo le porte ai migranti, meno su come farlo e su come e a chi dare solidarietà per il maggior onere nella gestione dei flussi migratori. Ognuno deciso comunque a far valere la priorità delle proprie richieste sulla spinta di nazionalismi che prevalgono sullo spirito comunitario. “Sosterrò le richieste degli altri Paesi e spero che loro sosterranno le mie”. Con questo auspicio era cominciata la giornata di Giorgia Meloni al Consiglio europeo, con l’Italia pronta a dare il suo assenso alla costruzione di barriere fisiche sui confini di terra e la premier convinta di “aver fatto passi avanti enormi anche sul tema della specificità del confine marittimo”.
di Tania Groppi
La Stampa, 10 febbraio 2023
In molti Paesi siamo di fronte a una regressione senza precedenti con l’avanzata dei populismi. Gli studiosi hanno un ruolo centrale ma non bastano: servono radici profonde nella società.
di Mao Valpiana
Il Manifesto, 10 febbraio 2023
Il Nyt: “Tanti, in età militare, in fuga dall’Ucraina per non partecipare alla guerra”. Un decreto presidenziale ha prolungato la Legge marziale e la conseguente mobilitazione generale in Ucraina per altri 90 giorni, fino al 20 maggio 2023. A questo si aggiunge l’entrata in vigore e l’applicazione della Legge n. 8271 approvata il 13 dicembre 2022 dal Parlamento monocamerale, la Verkhovna Rada, che rafforza le pene per i soldati che disobbediscono o disertano la guerra, inasprendo gli articoli del codice penale militare.
di Luigi Ippolito
Corriere della Sera, 10 febbraio 2023
Lui è già entrato nella storia perché è il primo nero diventato ministro degli Esteri della Gran Bretagna: James Cleverly ha trascorso gli ultimi due giorni a Roma, assieme al collega della Difesa Ben Wallace, per incontrare in occasione del Forum Pontignano gli omologhi italiani Tajani e Crosetto e coordinare la linea di Londra e Roma sull’Ucraina e altri quadranti internazionali. Un vertice a quattro senza precedenti che testimonia l’attenzione britannica verso il nostro Paese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 febbraio 2023
Attualmente ci sono oltre settecento reclusi al 41 bis, dove la maggior parte di essi non sono capi mafia, ma pura manovalanza. Senza dimenticare il caso di Alfredo Cospito, un anarchico individualista che - come si evince dalle motivazioni della sentenza di assoluzione del processo Bialystok - non è capo di nessuna organizzazione. Sì, perché la federazione anarchica informale non è una associazione dove ci sarebbero dei sottoposti, ma un “metodo”.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 9 febbraio 2023
L’ingiustizia del regime carcerario subordinato all’imperio del 41bis va persino oltre l’inciviltà intrinseca della norma e riguarda il fatto che essa, oltretutto, non funziona in modo da garantire il minuscolo residuo di diritti che pur dovrebbe sopravvivere in quello stillicidio di restrizioni. Siccome attribuisce all’amministrazione deputata ad applicarlo un potere discrezionale pressoché smisurato, infatti, quell’articoletto dell’ordinamento penitenziario si concede a forzature e a misure di concreta attuazione del tutto arbitrarie, ed è tenuto insieme da una giurisprudenza costretta a rimaneggiarlo, ritagliarlo, interpretarlo ogni volta per risolverne i palesi difetti e giustificarne gli indifendibili eccessi.
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