di Marco Bertoncini
Italia Oggi, 5 febbraio 2023
C’è chi tende a escluderlo totalmente, chi afferma che un’intesa sarebbe difficile, che la necessità sussiste ma il malessere esploso in questi giorni lo sconsiglia. Invece sarebbe ora di riformare la giustizia. Bisogna ammettere, va da sé, che non si tratta di una riforma organica e globale. Se si guardasse oltre un secolo e mezzo di unità nazionale, potremmo ricordare due soli, concreti ed esaustivi esempi: la Costituzione, è ovvio, e la riforma della scuola legata al nome di Giovanni Gentile. La questione, semmai, è di avviare una parziale riforma della giustizia, almeno in qualche suo istituto. Carlo Nordio ne ha parlato sovente, in plurime sedi, sia in passato sia dopo l’assunzione al governo.
di Giovanni Tizian
Il Domani, 5 febbraio 2023
Roma non è stata messa a ferro e fuoco dagli anarchici, nonostante ai negozianti fosse stato consigliato di abbassare le serrande. Ma Fratelli d’Italia continua nella strategia di far salire la tensione sulla giustizia.
di Paolo Becchi
Il Riformista, 5 febbraio 2023
A ciascun governo, la sua emergenza. Sembra essere questa, ormai, la regola della politica italiana, da qualche tempo. Alluvioni, crollo di un ponte, per governi un po’ incolori, migranti, epidemie, guerre, per quelli a cui piace il gioco duro. Cosa c’era allora di meglio, per un governo “dio-patria-famiglia”, della vecchia emergenza “rossa”, anarchico-insurrezionalista?
di Mattia Feltri
huffingtonpost.it, 5 febbraio 2023
Ci chiedevamo quanto il garantista Nordio avrebbe contaminato un governo giustizialista, ma per il momento il governo giustizialista si è ingoiato il garantista Nordio. Così non abbiamo più il Nordio pensatore e non abbiamo ancora il Nordio ministro.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 5 febbraio 2023
Antonio Sangermano era nel direttivo dell’Anm per la corrente di destra. Il ministro lo ha chiamato a dirigere la giustizia minorile. L’accusa delle altre correnti: “Lo statuto vieta i passaggi diretti. Così rischiamo il collateralismo”.
La Stampa, 5 febbraio 2023
La lettera dei carcerati di San Vittore: “Qui dentro si rischia di perdere la dignità. I nostri diritti sembrano solo retorica, ma ci aiutano a capire davvero gli errori”.
I detenuti di “Costituzione Viva” - Con questo articolo, inizia una collaborazione tra La Stampa e “Costituzione Viva”, un gruppo di detenuti del carcere milanese di San Vittore, uno dei più grandi d’Italia. La loro voce sarà una testimonianza della vita “dentro” e del lavoro portato avanti in questi anni sulla legalità e la Costituzione, dopo l’incontro con la Corte costituzionale. Ascolteremo i disagi e le aspettative di chi ha commesso reati, anche gravi, che sa di aver sbagliato e di dover saldare i conti con la giustizia, ma che non si rassegna all’idea di essere considerato uno scarto della società. Daremo voce a chi, attraverso un percorso di revisione critica, l’impegno e il confronto con il mondo “fuori”, spera di poter tornare, in quella società, come cittadino. Lo facciamo perché, proprio nel momento in cui riesplodono le polemiche sul carcere, sul 41 bis, sull’ergastolo ostativo, e torna a soffiare il vento oscurantista di chi vuole “chiudere le gabbie e buttare via le chiavi”, noi crediamo che la forza dello Stato non si misuri sulla sua voglia di vendetta, ma sulla sua capacità di garantire i diritti fondamentali di tutti, anche degli ultimi. Lo facciamo perché siamo ancorati ai valori della Costituzione, che all’articolo 27 sancisce il principio della funzione rieducativa della pena. Lo facciamo perché siamo convinti che un carcere è giusto se rispetta la dignità delle persone e offre concrete occasioni di cambiamento. Lo facciamo perché abbiamo fiducia nell’umanità. E perché questa per noi si chiama civiltà.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 5 febbraio 2023
Non è stato il mondo di Alfredo Cospito a scendere in strada ieri a Roma. Del resto sarebbe stato difficile: lui, individualista convinto, ha sempre avuto una certa allergia per i cortei, le assemblee e chi fa cose del genere. Non è un mistero: le famose lettere dal carcere - rintracciabili nei blog di area anarchica e in alcune pubblicazioni dalla ridottissima circolazione ma certo non clandestine - erano tutte un’esortazione a non unirsi in collettivo e a non discutere delle azioni fatte. Casomai l’invito era a prendere spunto. Perché funziona così: non si danno lezioni, né si spiega cosa bisogna fare. E allora in mancanza di buoni consigli resta solo il cattivo esempio.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 5 febbraio 2023
Alla destra che tifava incidenti per alimentare l’allarme anarchici è andata male, i due giorni di mobilitazione milanese per Alfredo Cospito si sono conclusi senza tensioni.
palermotoday.it, 5 febbraio 2023
Anche a Palermo ieri, in piazza Verdi, si è svolta una manifestazione di solidarietà in centro per Alfredo Cospito, l’anarchico da più di cento giorni in sciopero della fame, per protesta contro il regime del 41 bis, con il quale è detenuto. In Sicilia si sono tenuti diversi presidi di protesta contro il regime del 41 bis, per l’abolizione dell’ergastolo ostativo e in solidarietà a Cospito. Le manifestazioni sono state promosse da una rete di associazioni territoriali.
L’Unione Sarda, 5 febbraio 2023
Anche a Cagliari gente in piazza per manifestare solidarietà ad Alfredo Cospito. Un centinaio di persone ha partecipato questa sera al sit in piazza Garibaldi “contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo, contro la repressione dello Stato italiano e l’uso della Sardegna come colonia carceraria”, hanno spiegato gli organizzatori.
- Volterra (Pi). Detenuti lavorano sottopagati: lo Stato dovrà risarcirli
- Lucca. “Il carcere è vivo” e si apre alla società civile
- Napoli. “Gli anelli di Saturno”, spettacolo nel carcere di Secondigliano
- Brescia. Progetto carcere, con l’Uisp lo sport è inclusione
- Anna Politkovskaja, un’eredità scomoda









