di Frank Cimini
Il Riformista, 1 febbraio 2023
I termini delle indagini sono ormai scaduti. Il reato non c’è perché così aveva messo nero su bianco il giudice delle indagini preliminari peraltro aggiungendo: “E chissà se mai ci sarà”. Ma il pm non ha ancora deciso di archiviare o di inventarsi l’ennesimo reato poi cassato. Tiene a bagnomaria l’unico indagato (di cosa? Ah saperlo!). Si chiama Paolo Persichetti ricercatore storico indipendente, si occupa di terrorismo e del caso Moro, le due paroline magiche che in questa democratura impediscono rispetto delle regole e dei diritti.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 1 febbraio 2023
Per la Cassazione, ordinanza 2893 depositata oggi, su richiesta della parte interessata, va inserita una scheda a margine che dia conto dell’esito del procedimento.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 1 febbraio 2023
Quando i reati sono diversi estendere de plano i risultati ottenuti tramite trojan equivarrebbe a dare una delega in bianco ai giudici. L’utilizzo delle intercettazioni ottenute dal posizionamento di un captatore informatico è consentito anche in altro diverso procedimento se si tratta di reati connessi. Perciò il giudice che adotta una misura cautelare sulla base delle intercettazioni emerse in altro e precedente procedimento a carico dello stesso imputato deve sufficientemente motivare sulla connessione tra i due iter processuali. E prima della modifica dell’articolo 270 del Codice di procedura penale - applicabile al caso concreto - era richiesto per la riutilizzabilità in un diverso procedimento dei risultati intercettativi che si trattasse di reato per cui era previsto l’obbligo dell’arresto in caso di flagranza.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 1 febbraio 2023
Ancora un suicidio nelle carceri toscane. È il quinto dall’inizio del 2022. Stavolta nel penitenziario di San Gimignano. Il detenuto, 44 anni di Napoli, è stato trovato ieri senza vita dagli agenti nella palestra della sezione isolamento. Secondo i sindacati Uil Pa, si trovava in isolamento per essere stato trovato in possesso di un micro cellulare, sanzione che sarebbe terminata tra pochi giorni. L’uomo arrivava da un altro carcere, stava scontando una pena che sarebbe terminata nel 2039 ed era in regime di alta sicurezza.
di Sandro De Riccardis
La Repubblica, 1 febbraio 2023
Lo scorso giugno gli avvocati avevano chiesto il differimento della pena per la gravità delle sue condizioni di salute. Richiesta accolta solo venerdì scorso. Trentaquattro anni in carcere, ventidue al 41 bis, dietro le sbarre ininterrottamente dal 1990. Fino a un aggravamento delle sue condizioni di salute che hanno portato i suoi legali a chiedere un differimento pena nel giugno dello scorso anno, concesso solo venerdì scorso.
di Irene Famà
La Stampa, 1 febbraio 2023
Il pm: un anno e due mesi per l’ex comandante della polizia penitenziaria Alberotanza e quattro anni per l’agente Apostolico. Un anno di carcere per l’ex direttore del carcere Lorusso e Cutugno Domenico Minervini, un anno e due mesi per l’ex comandante della polizia penitenziaria Giovanni Battista Alberotanza e quattro anni per l’agente Alessandro Apostolico.
di Alessandra Ventimiglia
La Discussione, 1 febbraio 2023
È l’articolo 27 della Costituzione a ricordarci il fine rieducativo della pena detentiva. I dati del ministero di Giustizia attestano che il lavoro aiuta il detenuto a recuperare l’autostima e la fiducia in sé stesso, incoraggiandolo a intraprendere un percorso virtuoso di reinserimento sociale, che evita le recidive, cioè di ricadere in comportamenti devianti. Infatti, il 95% dei detenuti che transitano attraverso percorsi formativi e professionalizzanti, di orientamento al lavoro e di accompagnamento al lavoro già nelle carceri, non tornano a delinquere.
comunicareilsociale.com, 1 febbraio 2023
Il carcere è al centro del dibattito nel Rione Sanità per il primo convegno organizzato a Napoli dalla rete nazionale di “Sbarre di Zucchero. Quando il carcere è donna in un mondo di uomini”. Titolo del convegno è “Mai più una di Meno”, attraverso le storie di chi ha vissuto e vive il carcere ma anche familiari, volontari, operatori, verranno raccontate luci e ombre del sistema carcere, per riportare al centro del dibattito un tema troppo spesso relegato ai margini. L’appuntamento è alle ore 17.30 nella sede dell’Associazione Liberi di Volare Odv in via Buonomo Giuseppe 39, Napoli.
di Bruna Alasia
pressenza.com, 1 febbraio 2023
Il terzo comma dell’articolo 27 della nostra Costituzione stabilisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. “I nostri ieri”, film diretto da Andrea Papini, dimostra che uno dei mezzi per ottenere una vera riabilitazione dei detenuti è il cinema, il teatro, se vogliamo le espressioni artistiche in generale. Citando Erich Fromm, bisogna convenire che è certificata la considerazione “l’uomo che non può creare vuole distruggere” e che per contrastarla è necessario coltivare l’istinto creativo, soprattutto nei penitenziari, perché veicola catarsi nei reclusi e nuovi rapporti umani tra loro e “coloro che stanno fuori” stabilendo un’osmosi reciproca.
di Francesco Bei
La Repubblica, 31 gennaio 2023
Far dipendere la sorte del detenuto dall’atteggiamento dei suoi “compagni” fuori dal carcere non lega le mani a loro, bensì allo Stato. E gli impedisce di fare la cosa giusta, quale che essa sia. Il trasferimento del detenuto Alfredo Cospito, in regime perdurante di 41 bis, dal carcere di Sassari a quello di Opera, è una buona notizia ma non rappresenta una svolta. Tiene ferma la situazione di stallo, allontanando per un po’ la possibilità di un esito tragico, eppure resta al di sotto di quanto sarebbe necessario.
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