di Marcelo Pesarini
anconarivistaacolori.it, 2 gennaio 2026
Marco Bondavalli è uscito dal carcere di Montacuto il 30 dicembre 2025. Una piccola grande battaglia di resistenza che ha visto lui con la sorella e la madre, e tutti noi di “Morire di carcere” ottenere un risultato ormai insperato. È uscito con la pressione a livelli abnormi, dumping dello stomaco, sepsi, il catetere cambiato ogni 12 ore dai dottori dell’ospedale di Torrette, perché era troppo scomodo per il carcere, l’ospedale e le 4 residenze adatte alla sua patologia. Ieri il magistrato di sorveglianza ha deciso in suo favore. Al suo fianco c’è stata la parte sana del mondo politico, nominiamo Ilaria Cucchi anche per gli altri, la sua avvocata, medici esterni che avevano lavorato gratuitamente per rappresentare la giustizia.
Corriere del Veneto, 2 gennaio 2026
Dopo il caso del giovane detenuto di 24 anni che sarebbe stato pestato a Santa Maria Maggiore nel febbraio 2024 con rottura della milza il giorno prima del trasferimento al carcere di Montorio di Verona, dove morì suicida qualche tempo dopo, l’amministrazione penitenziaria ha cambiato i moduli con cui si attestano le condizioni di idoneità al trasferimento da una struttura all’altra. Prima, c’era una casella da spuntare (idoneo al trasferimento); dopo è stato creato un altro “form” che invita ad attestare “la capacità di affrontare il viaggio”.
Corriere di Bologna, 2 gennaio 2026
“Constatiamo, con sempre maggiore preoccupazione, che la situazione nel carcere di Bologna è sempre più critica ed allarmante”. Il direttivo e l’osservatorio carcere della camera penale di Bologna commenta così l’ultima rivolta scoppiata tra i detenuti della Dozza. Nel pomeriggio di martedì 30 dicembre, nel reparto 2B del penitenziario, era partita una violenta protesta che aveva coinvolto decine di detenuti, quasi tutti di origine straniera, generata dal rifiuto del medico di turno di ricoverare in ospedale un prigioniero che aveva ingoiato uno stuzzicadenti. I detenuti avevano dato fuoco a materassi e coperte e sfondato il cancello di di sbarramento della sezione, per poi scontrarsi con le guardie di sicurezza. “Nessuna delle misure messe in campo in questi ultimi anni - commentano i penalisti - è evidentemente riuscita a fronteggiare l’emergenza umanitaria che ormai coinvolge il sistema penitenziario italiano nel suo complesso, se è vero che l’introduzione di nuovi reati e di pene più severe non hanno fatto altro che aggravare il già critico sovraffollamento, senza peraltro sortire alcuna efficacia deterrente”.
di Roberto Lodigiani
La Stampa, 2 gennaio 2026
Nei giorni scorsi la visita della delegazione di Radicali e Giovani democratici: la sezione ordinaria accoglie 93 detenuti, altri 68 in quella del regime duro 41 bis. Esclusi i 68 detenuti in regime di “41 bis”, il carcere duro, i 93 ospiti della sezione ordinaria della casa circondariale di via Sforzesca il 29 dicembre hanno avuto modo di incontrare la delegazione di Europa radicale, associazione radicale Adelaide Aglietta, Giovani Democratici.
cagliaripad.it, 2 gennaio 2026
La Camera Penale di Cagliari e Nessuno tocchi Caino denunciano gravi criticità durante l’incontro con i detenuti nel periodo delle festività. Una visita per portare un segno concreto di vicinanza alle persone detenute, ma anche per accendere i riflettori su una situazione sempre più critica. Una delegazione della Camera Penale di Cagliari, insieme all’associazione Nessuno tocchi Caino, ha fatto ingresso nella Casa circondariale di Uta nei giorni delle festività, incontrando detenuti e operatori in un momento definito “particolarmente difficile” per l’istituto.
newsrimini.it, 2 gennaio 2026
Nella Casa Circondariale di Rimini il sovraffollamento resta un problema grave e in rapido peggioramento. L’istituto è idoneo a ospitare 118 persone, ma il Ministero si riserva di applicare la sentenza pilota Torregiani della Corte di Giustizia Europea che indica 3 i metri quadri a detenuto per non considerare la detenzione “trattamento inumano e degradante”, e questo porta per Rimini una capienza massima tollerabile di 165 persone. Il 31 dicembre erano 169. Come da tradizione, l’ultimo giorno dell’anno una delegazione dei Radicali ha fatto una visita in carcere. Erano presenti Ivan Innocenti, Fausto Battistel e Giovanni Benini. “Già nell’Istituto il Magistrato riconosce da anni ai detenuti ristretti nella prima sezione i Trattamenti Inumani e Degradanti per lo stato dei luoghi di detenzione. Però ormai è l’intero Istituto luogo di Trattamenti Inumani e Degradanti” sottolineano i tre che hanno visitato tutte le 6 sezioni e l’infermeria.
Corriere di Verona, 2 gennaio 2026
Ha il plauso anche della Camera Penale Veronese l’iniziativa del tribunale civile che ha avviato un protocollo per l’inserimento lavorativo di detenuti al palazzo di giustizia. Iniziativa che, dicono i penalisti è “un forte segnale di apertura alla popolazione carceraria e rispetto della dignità umana. Allo stesso tempo dimostra che le misure alternative alla detenzione ed i benefici previsti dall’ordinamento penitenziario sono finalizzati a garantire l’effettivo recupero del reo”, ricordando i dati che dimostrano come il rischio che un detenuto con un’occupazione torni a delinquere sia pari al 2%.
veronasera.it, 2 gennaio 2026
Avrà sede in piazza Madonna di Campagna il polo che riunisce servizi e realtà impegnate nel reinserimento sociale e nella tutela dei diritti. A Verona prende forma la Cittadella della giustizia, un nuovo polo dedicato alla giustizia riparativa che si inserisce nel quadro delle riforme introdotte dalla cosiddetta legge Cartabia. La giunta comunale ha deliberato l’istituzione del Centro per la giustizia riparativa nella seduta di martedì 30 dicembre, su proposta dell’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi, segnando un passaggio considerato di rilevante valore civile e sociale.
di Elena Mancini
salto.bz, 2 gennaio 2026
Passa in Parlamento la riformulazione della legge di bilancio che consente di avviare il progetto della nuova casa circondariale di Bolzano. Ora sarà il Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria a decidere i prossimi passaggi. La legge sul nuovo carcere di Bolzano passa in Parlamento. Con l’approvazione da parte delle Camere della legge di bilancio del 2026 è passata anche la riformulazione che prevede come “il commissario straordinario compie, altresì, d’intesa con la Provincia autonoma di Bolzano e nel limite delle risorse previste dal Programma anche attraverso la modifica degli interventi dello stesso, gli atti necessari per la realizzazione della nuova casa circondariale di Bolzano, in ragione delle rinnovate esigenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. Si tratta, spiega il senatore della SVP Meinhard Durnwalder, della base giuridica grazie alla quale si potrà realizzare la nuova casa circondariale di Bolzano, in sostituzione all’attuale edificio di via Dante.
Il Resto del Carlino, 2 gennaio 2026
Tre interventi per accompagnare i padri reclusi nel loro ruolo educativo in ottica reinserimento. L’assessore Coletti: “Favorire le relazioni familiari offrendo spazi di incontro adeguati”. Tre azioni progettuali per sostenere la genitorialità in carcere, nell’ottica di promuovere azioni sempre più attente di reinserimento sociale delle persone detenute. Questo è il fulcro della convenzione che unisce l’amministrazione comunale e la casa circondariale, sottoscritta con l’intendimento di sostenere concretamente, attraverso tre percorsi, i genitori sottoposti a misure detentive.
- Ravenna. Bilanci di fine anno. Il grazie e l’augurio del cappellano della Casa circondariale
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- Il gran discorso del Quirinale che scuote la meglio gioventù










