di Ugo Adamo
lacnews24.it, 15 dicembre 2025
Nel 2024 i Tribunali di sorveglianza hanno accolto più di 5.800 ricorsi per trattamenti inumani e degradanti. Finora inutili gli appelli di Papa Francesco che chiese in vista dell’anno giubilare provvedimenti di clemenza per restituire speranza. Il titolo attribuito a questo nostro intervento, che può apparire provocatorio, è stato scelto per richiamare l’attenzione del lettore su una situazione drammatica, quale quella che si vive nelle carceri italiane da ormai troppo tempo. La condizione degli istituti penitenziari ha raggiunto livelli allarmanti: a fronte di 46.500 posti realmente disponibili, essi ospitano circa 63.500 persone, in condizioni di sovraffollamento estremo.
di Lino Fresca
calabria7.news, 15 dicembre 2025
Suicidi, violenze e sovraffollamento. È il dramma che si vive nelle carceri italiane. Cinque detenuti si sono suicidati negli ultimi giorni negli istituti di pena italiani. Il Giubileo dei detenuti inizia nel peggiore dei modi, con notizie di morte e disperazione. Pochi giorni fa è morta nel carcere di Rebibbia una donna cinquantanovenne, probabilmente per overdose. Precedentemente ci sono stati un caso di suicidio nel carcere di Viterbo e il decesso di un detenuto a lungo in coma e in terapia intensiva per una violenza tra detenuti all’interno di Rebibbia. Una brutta successione di morte che segna queste giornate dedicate ai detenuti. Ancora un altro suicidio è stato segnalato nel carcere di Lecce.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 15 dicembre 2025
“Senza rieducazione, si preparano solo nuovi delinquenti”. Intervista a don Roberto Musa, cappellano della casa circondariale di Cremona: “Chi lavora in carcere è continuamente preoccupato di non svolgere appieno la sua missione”. “Non si può andare avanti a dare la tachipirina ha chi ha il tumore. Entro in carcere dal 2010. Da allora sono passati governi di ogni colore politico ma non so quanto, ci sia in Parlamento, la volontà trasversale di agire su quanto avviene dietro le sbarre. Questa non è un’emergenza ma un problema strutturale: le celle scoppiano, i funzionari sono oppressi dalla burocrazia, non siamo attrezzati ad affrontare le persone detenute a causa delle dipendenze da nuove sostanze, spesso manca un accompagnamento per il post detenzione”.
di Bruno Giordano*
italreport.it, 15 dicembre 2025
Il Giubileo dei detenuti si celebra con numeri inequivoci: dall’inizio dell’anno in carcere sono morti 223 detenuti, di cui 76 suicidi, 4 morti in un solo giorno, a cui bisognerebbe aggiungere tutti i tentativi di suicidio e i gesti autolesionistici. E senza dimenticare chi in carcere ci lavora. Persone, più che numeri, spesso ristrette per pene non di lungo periodo, che dimostrano come il nostro sistema penitenziario sia fuori dalla Costituzione: l’art. 2 tutela i diritti umani in qualsiasi formazione sociale in cui operi, quindi anche in carcere; e l’art. 27 vieta la pena di morte. Eppure, di carcere si muore. Nella Costituzione tutte le pene, non solo quelle detentive, non devono andare contro il senso di umanità, hanno come unico fondamento la rieducazione di chi ha commesso un reato, non la sofferenza. Non fargli mancare l’aria.
agenparl.eu, 15 dicembre 2025
Enrico Costa (Forza Italia), vicepresidente della Commissione Giustizia: La libertà personale violata per giorni e giorni per il Csm è un fatto di “scarsa rilevanza”. Quali gli altri elementi sui quali è fondata la “scarsa rilevanza”? Che il detenuto non abbia presentato reclamo o richiesta di scarcerazione. “Un Pm si dimentica in carcere un detenuto in custodia cautelare e lo scarcera con 43 giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini. Il Ministro della Giustizia avvia un’azione disciplinare nei confronti del magistrato. Esito: il CSM lo assolve per “scarsa rilevanza” del fatto. 43 giorni in carcere sono di “scarsa rilevanza” per la sentenza numero 8 del 2025.
di Tino Palestra
Corriere della Sera, 15 dicembre 2025
Quello slogan che promette miracoli mentre i temi veri restano nel cassetto. Il dibattito sul referendum costituzionale promosso dal governo Meloni. Mi ero ripromesso di non intervenire sul referendum sulla giustizia (definizione già forzata, trattandosi di questioni riferite semmai all’assetto della magistratura) e da mesi mi lascio stoicamente scorrere sopra la testa le straparlate dei mille opinionisti che, con la riforma Nordio, vendono al pubblico giustizie più giuste, giudici che pagano i loro errori e persino giustizie più efficienti: ma quando, con slogan non molto dissimili, scendono in campo anche i “colleghi” della Camera penale (di molti dei quali ho stima personale e professionale sincera), non riesco a trattenermi.
di Leandro De Gaudio
Il Mattino, 15 dicembre 2025
Ormai non è solo un argomento per addetti ai lavori, non è solo materia per giuristi. La riforma della giustizia, che prevede tra l’altro anche la separazione delle carriere tra pm e giudici, infiamma il dibattito politico e culturale della città. Una questione che ha dato vita a comitati per il sì e per il no, in vista del referendum fissato in primavera che chiama i cittadini italiani ad esprimersi sul progetto di legge voluto dal ministro guardasigilli Nordio. Al di là di magistrati e avvocati, sono pronti a fornire il proprio contributo attori e intellettuali, artisti e uomini di cultura, esponenti di associazioni e imprenditori. Tutti decisi a raccontare (e a motivare) l’opportunità di sostenere o contrastare la separazione tra giudicanti e requirenti. Iniziamo da questo pomeriggio.
umbriadomani.it, 15 dicembre 2025
Nelle carceri dell’Umbria c’è “una quantità rilevante di persone con certificazione medica che dichiara inesorabilmente la loro incompatibilità col sistema ma rimangono seppelliti nelle strutture perché non ci sono soluzioni”. A sottolinearlo, con l’Ansa, è Giuseppe Caforio, Garante in Umbria dei detenuti ai quali è stato dedicato il Giubileo. Cominciato il 12 dicembre, il Giubileo dei detenuti è terminato oggi. Fu Papa Francesco a volerlo e che aprì la Porta Santa anche a Rebibbia. “Sono molti a non comprendere ancora che da ogni caduta ci si deve poter rialzare. Il Signore continua a ripeterci che una sola è la cosa importante: che nessuno vada perduto” ha detto Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro.
Ristretti Orizzonti, 15 dicembre 2025
Uno strumento di quotidianità e allo stesso tempo un veicolo di cultura costituzionale e promozione dei diritti. Questo è il progetto ‘Calendari’ presentato oggi, martedì 16 dicembre, in conferenza stampa dal Garante dei detenuti della Toscana Giuseppe Fanfani. Nato da un’idea della Società della Ragione, con il sostegno della Fondazione CR Firenze e Fondazione Michelucci, sarà distribuito mercoledì 17 dicembre nelle carceri di Sollicciano e Gozzini di Firenze e nella Casa circondariale di Arezzo.
di Miriam Romano
La Repubblica, 15 dicembre 2025
A novembre le presenze sono arrivate a quasi 1.200. E ciclicamente torna l’ipotesi di un trasloco altrove. Due raggi del carcere di San Vittore sono chiusi da anni, in attesa dei lavori di ristrutturazione. Mentre il sovraffollamento ha raggiunto da tempo picchi oltre il 200 per cento. Secondo il rapporto di Antigone il tasso a novembre 2025 è arrivato addirittura al 231%: la struttura ospita, con quasi 1.200 detenuti, più del doppio delle persone rispetto alla sua capienza. Ciclicamente torna la proposta di spostare il carcere milanese. Solo poche settimane fa il sindaco Beppe Sala era tornato sulla questione proponendo di trasferire la casa circondariale fuori dal centro città. “So che ci sono delle resistenze, ma secondo me San Vittore non è un carcere dignitoso per Milano. Fino a due anni fa - aveva ribadito il sindaco - c’erano camere femminili con le turche”.
- Milano. Emergenza infinita a San Vittore: 250 detenuti evacuati dopo incendi e blackout
- Enna. Ponte tra “Kore” e detenuti di Caltanissetta: ci sono già 12 iscritti ai corsi dell’Università
- Milano. Un corso di medicina penitenziaria, per migliorare le cure in carcere
- Cremona. Dietro le sbarre un Giubileo che parla di riscatto e futuro
- Fermo. La chiesa accanto ai detenuti: “Questo è un giubileo di speranza”










