di Fabio Gianfilippi
sistemapenale.it, 5 dicembre 2025
È stata resa pubblica la nota firmata dal Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento, che interviene ulteriormente sulla materia delle competenze autorizzative relative ad eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli Istituti penitenziari che ospitino anche detenuti appartenenti ai circuiti di diretta gestione dipartimentale (Alta Sicurezza, collaboratori, 41-bis). Si tratta di un documento che fa seguito alla nota del 21 ottobre 2025, già pubblicata su questa Rivista, con cui si era previsto che, a differenza di quanto accadeva sulla base di previgenti circolari, quando eventi educativi, culturali o ricreativi erano “autorizzati” dai Provveditorati Regionali, se coinvolgenti persone detenute appartenenti al solo circuito della Media Sicurezza, la competenza fosse assunta a livello centrale dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 5 dicembre 2025
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha emesso una nuova circolare che aggiusta la discussa direttiva emanata lo scorso 21 ottobre da Ernesto Napolillo. Il documento firmato il 1 dicembre dal direttore generale dei detenuti e del trattamento ridisegna le regole per l’ingresso della comunità esterna nelle carceri: il Dap avrà massimo 48 ore di tempo per concedere il nulla-osta alle attività, sia rivolte a detenuti dell’alta sicurezza sia a ristretti della media sicurezza, se nell’istituto di pena è presente la sezione di alta sicurezza. Luciano Pantarotto (Confcooperative Federsolidarietà): “Questo documento precisa un aspetto molto importante: i tempi erano precedentemente vaghi e ciò avrebbe messo in difficoltà la realizzazione di qualsiasi evento”
di Fiorenza E. Aini
gnewsonline.it, 5 dicembre 2025
“Da sempre mi batto sulla necessità di coniugare la sanzione della pena con l’intento rieducativo, scritto nella Costituzione e scolpito nella nostra coscienza, laica o cristiana che sia”. Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che assieme a quello dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato il progetto ‘Folsom Freedom’, iniziativa che, grazie anche alla partecipazione di Gruppo FS Italiane, introduce nelle carceri italiane la formazione tecnica in realtà virtuale, con l’obiettivo di fornire competenze utili al reinserimento e immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, contribuendo a ridurre la recidiva e a rafforzare la sicurezza sociale.
di Giuseppina Bonadies
orizzontescuola.it, 5 dicembre 2025
Il programma “Folsom freedom” è stato sperimentato con successo negli istituti penitenziari di Genova, Taranto e Civitavecchia. Al via in tre istituti il progetto “Folsom Freedom” che utilizza la realtà virtuale per la formazione professionale dei detenuti e l’abbattimento della recidiva; Valditara annuncia un incremento record dei fondi per i laboratori scolastici in carcere, promuovendo un modello educativo orientato al riscatto sociale e lavorativo. L’istruzione e la tecnologia entrano negli istituti di pena come strumenti essenziali per ricostruire l’identità sociale di chi ha sbagliato. Prende il via da tre carceri italiane (Taranto, Civitavecchia e Genova Marassi) il progetto pilota “Folsom Freedom”, realizzato anche grazie alla partecipazione del Gruppo FS Italiane. L’iniziativa porta i visori e la formazione tecnica in realtà virtuale dietro le sbarre per fornire ai detenuti competenze utili al reinserimento nel mondo del lavoro una volta tornati in libertà. Al centro del progetto vi è la consapevolezza che la sicurezza sociale passa inevitabilmente attraverso la tutela della dignità umana.
di Marco Vesperini
corriereuniv.it, 5 dicembre 2025
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato a Palazzo Chigi l’iniziativa “Folsom Freedom”, sviluppata in collaborazione con il Ministero della Giustizia e Ferrovie dello Stato, che introduce percorsi di formazione tecnica in realtà virtuale per le persone detenute negli istituti penitenziari italiani. Il Ministro ha collocato il progetto dentro quella che definisce “idea di scuola costituzionale”, richiamando il principio per cui “la pena deve tendere sempre alla rieducazione del condannato” sancito dall’articolo 27 della Costituzione, e una visione dell’ordinamento che pone le istituzioni “al servizio della persona”.
La Repubblica, 5 dicembre 2025
Il nuovo provvedimento aggiorna le regole anagrafiche, introduce strumenti digitali e rafforza il ruolo dell’Istat nella raccolta dei dati sulla popolazione e sulle abitazioni. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo regolamento anagrafico che segna un cambiamento nella gestione dei dati sulla popolazione italiana. Il provvedimento, proposto dalla presidente Giorgia Meloni e dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, introduce una serie di modifiche necessarie per adeguare il sistema anagrafico al censimento permanente e alla digitalizzazione dei servizi pubblici.
di Antonio Nastasio*
L’Opinione, 5 dicembre 2025
Il timore del carcere si è sciolto come neve al sole, una deriva che alimenta un’insidiosa certezza d’impunità. A contribuire a questo, per anni la prigione è stata allontanata dallo sguardo pubblico, resa un’istituzione marginale, quasi rimossa. Una scelta mai condivisa da quegli autorevoli magistrati che difendevano la necessità di mantenere il carcere nei centri cittadini affinché restasse visibile e parte integrante del contesto sociale. Per loro, togliere il carcere dalla città significava togliere alla collettività la memoria concreta del limite, del “non si può fare” perché il fare delinquenziale sarà punito.
di Paolo Cirino Pomicino
Il Foglio, 5 dicembre 2025
“Si rafforzerà in maniera pesante proprio la parte che si voleva correggere: la parte inquirente della magistratura. Un sì al referendum farebbe cadere l’Italia in una deriva autoritaria”, dice l’ex ministro. La nuova legge costituzionale sulla cosiddetta riforma della giustizia con la netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti ha aperto un crescente dibattito in vista del referendum confermativo, visto che la legge non è stata approvata dai due terzi del Parlamento. Nel dibattito sono subito scesi gli “esperti”, dividendosi tra il sì e il no al prossimo referendum.
di Luca Sofri
ilpost.it, 5 dicembre 2025
Nel 2026 scadranno i contratti di 12mila persone assunte con il Pnrr, e per ora non ci sono soluzioni. All’inizio di novembre a Firenze si è insediata una nuova procuratrice, Rosa Volpe. Nel giorno del suo giuramento Volpe ha parlato tra le altre cose di una mancanza di personale eccezionale nella procura di Firenze, aggiungendo che “carenze di organico significative ci sono in tutti gli uffici giudiziari”. È una questione che in realtà riguarda moltissimi tribunali italiani, e che i giornali locali raccontano spesso. Le conseguenze negative sono molto pratiche: un numero insufficiente di professionisti che studiano i fascicoli e aiutano i magistrati, o che svolgono compiti amministrativi e tecnici, rallenta i tempi della giustizia, che in Italia sono già notoriamente molto lunghi.
di Errico Novi
Il Dubbio, 5 dicembre 2025
Dopo l’ok alla direttiva anticorruzione, Conte e i suoi dicono: “Italia umiliata”. Il ministro: “Solo fake news”. Il conflitto durava ormai da due anni e mezzo. Dalla prima iniziale proposta di direttiva anticorruzione elaborata tra Europarlamento e Consiglio Ue. Nella bozza dell’estate 2023 si ipotizzava di considerare obbligatoria l’adozione del reato di abuso d’ufficio in tutti gli Stati membri. Inizia lì un faticoso e paziente lavoro diplomatico condotto dal governo di Roma, e innanzitutto dal guardasigilli Carlo Nordio. Lavoro premiato martedì scorso con l’approvazione del testo finale a Bruxelles. Di fatto, la soluzione concordata lascia ai Paesi dell’Unione la facoltà di determinare le fattispecie di reato capaci di contrastare “alcune gravi violazioni relative all’esercizio illecito di funzioni pubbliche”. Non sarà obbligatorio dunque mantenere (o reintrodurre, nel caso dell’Italia) un reato di “abuso d’ufficio” come quello che il ddl penale di Nordio ha cancellato dal codice nel 2024. Ma sull’interpretazione della direttiva, deflagra una polemica a distanza fra il ministro della Giustizia e il Movimento 5 Stelle.
- Il braccio di ferro sull’abuso d’ufficio. Nordio: “Mai più”. Conte: “Segua l’Ue”
- Non solo penale, FI vuole rivedere la giustizia civile: via la “Cartabia”
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Volenze in carcere, il Gip archivia: scagionato anche agente suicida
- Varese. I risultati del Protocollo d’intesa “carcere e lavoro”
- Pistoia. No alla violenza di genere. Recuperare i maltrattanti. L’impegno del carcere










