di Angela Stella
L’Unità, 3 dicembre 2025
L’associazione presenta i risultati del progetto “Trattenuti” con dati inediti sulle spese per il fallimentare accordo con Tirana: tanto caro a Meloni, carissimo per gli italiani. Oltre alla denuncia per danno erariale, segnalate all’Anac presunte irregolarità negli affidamenti per la gestione dei centri. ActionAid ha depositato alla Corte dei Conti un esposto di 60 pagine per denunciare lo spreco di risorse “dell’operazione Albania”, il famoso protocollo nato dall’accordo tra Giorgia Meloni e Edi Rama per spedire oltre l’Adriatico i migranti irregolari e quelli trasferiti all’esito di procedure di soccorso in mare. Secondo quanto riportato in una nota di ActionAid “la procura regionale del Lazio dovrà valutare se esercitare l’azione erariale alla luce delle violazioni contestate”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 2 dicembre 2025
Dal 31 dicembre 2024 l’ex ministro ed ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è detenuto nel carcere di Rebibbia. Tiene un “diario di cella”, che viene pubblicato periodicamente sulla sua pagina Facebook, insieme a Fabio Falbo. Abbiamo raccolto alcuni passaggi di questi diari, che da quasi un anno raccontano quel che succede davvero dietro le sbarre. Il “diario di cella” di Gianni Alemanno non è un esercizio di memoria personale: apre uno squarcio dove spesso la luce non entra. Dal 31 dicembre 2024 l’ex ministro ed ex sindaco di Roma è detenuto nel carcere di Rebibbia.
di Laura Cesaris*
Corriere della Sera, 2 dicembre 2025
Negli istituti penitenziari sono presenti ad oggi (secondo i dati di ottobre del Ministero della giustizia) 63.493 persone a fronte di una capienza di 45.651 posti. Questa situazione comporta che quotidianamente siano a rischio di violazione i più elementari diritti riconosciuti dalla Costituzione (basterebbe pensare al diritto alla dignità, alla salute, all’istruzione, al lavoro, alla affettività) e che hanno rappresentato la primaria fonte di ispirazione della legge di ordinamento penitenziario (l. n. 354 del 1975), approvata 5o anni fa, che ha inteso riconoscere il detenuto come persona e porlo al centro della esecuzione delle misure restrittive della libertà personale. Una legge che, accogliendo l’idea del trattamento rieducativo, continua a rivestire il significato di “spinta antitetica rispetto alle ricorrenti tentazioni di imbarbarimento dei sistemi penitenziari”.
Il Dubbio, 2 dicembre 2025
Il presidente del Senato invia un messaggio al convegno Agci-Cnel e ribadisce il suo sostegno ai progetti di lavoro. La centralità del lavoro nel percorso di recupero delle persone detenute torna al centro del dibattito istituzionale grazie all’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha inviato un messaggio al convegno “Il lavoro che ricostruisce vite”, iniziativa promossa dall’Associazione generale delle Cooperative italiane (Agci) e ospitata questa mattina al Cnel. Un appuntamento voluto per approfondire i nodi della giustizia penitenziaria, analizzare l’applicazione della legge Smuraglia e rilanciare le forme di collaborazione tra pubblico e privato nel campo del reinserimento lavorativo.
di Alberto Cisterna
Il Dubbio, 2 dicembre 2025
Sulla separazione delle carriere è in corso uno scontro a colpi di slogan che banalizzano un tema decisivo. Avviso ai naviganti, si diceva un tempo. Allo sforzo delle Camere penali di recuperare una centralità mediatica nel dibattito sul referendum del marzo prossimo venturo, corrisponde il progressivo ammutolirsi dei rappresentanti politici del fronte del “si” che hanno, finalmente direbbe qualcuno, percepito che intestarsi l’approvazione della legge costituzionale sulla separazione delle carriere è cosa rischiosa assai. Lo si è segnalato - non da soli ovviamente, ma neppure per ultimi - che se il referendum assume connotazioni squisitamente o prevalentemente politiche, la partita potrebbe volgere al peggio per i disegni riformatori e nel fronte del “no” potrebbero tranquillamente trovare spazio intenzioni punitive verso il governo in carica di cui sarebbe sciocco non misurare o ponderare la rilevanza negli umori del paese.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 dicembre 2025
Assolta l’avvocata Pontenani, insieme al suo consulente e tre psicologhe di San Vittore: era accusata di aver tentato di far passare la sua cliente per pazza e ottenere una pena lieve nel processo per la morte della figlia. Difendere non è reato. Dice questo la sentenza che blinda il diritto di difesa e smantella il caso Pifferi bis, l’inchiesta parallela che vedeva sul banco degli imputati l’avvocata Alessia Pontenani, il suo consulente, lo psichiatra Marco Garbarini, e le psicologhe di San Vittore. Il Gup di Milano, Roberto Crepaldi, ha assolto tutti gli imputati dall’accusa di falso e favoreggiamento, stabilendo che la strategia difensiva - compresi i contestati test sul QI di Alessia Pifferi - non era una manipolazione criminale, ma l’esercizio di una funzione.
Differimento pena e 41 bis: la necessità “di considerare anche la relazione dei consulenti di parte”
terzultimafermata.blog, 2 dicembre 2025
La Cassazione penale sezione 1 con la sentenza numero 38799 depositata il 1 dicembre 2025, segnalataci dal collega Antonino Napoli, che ringraziamo, ha ricordato che, anche per i detenuti al 41 bis la detenzione è incompatibile quando il ristretto non risponde più alle cure disponibili. La Suprema Corte premette che l’art. 146, comma 3, cod. pen. obbliga il giudice al differimento dell’esecuzione della pena in presenza di una “malattia particolarmente grave per effetto della quale le sue condizioni di salute risultano incompatibili con lo stato di detenzione, quando la persona si trova in una fase della malattia così avanzata da non rispondere più, secondo le certificazioni del servizio sanitario penitenziario o esterno, ai trattamenti disponibili e alle terapie curative”.
Il Giorno, 2 dicembre 2025
“Dovremo assolutamente portare il tema al centro del consiglio regionale e lo faremo, come consiglieri del Pd, con un atto che possa essere discusso e approfondito in Aula”. Lo ha spiegato Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd e componente della Commissione speciale sulle carceri, dopo che in quest’ultima si è tenuta l’audizione in merito alla circolare inviata lo scorso 21 ottobre dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) a tutti i provveditorati generali e direttori penitenziari, sulla “Integrazione disposizioni relative ai provvedimenti autorizzativi degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli istituti penitenziari”. Una circolare che centralizza l’iter autorizzativo delle attività educative, culturali e ludiche nelle quali siano coinvolti i detenuti che abbiano intrapreso un percorso finalizzato al reinserimento sociale e ne irrigidisce le norme al punto, come denunciato dal garante regionale Gianalberico De Vecchi, da renderne quasi impossibile l’osservanza.
di Andrea Sechi
L’Unione Sarda, 2 dicembre 2025
La governatrice a margine della riunione a Uta sul trasferimento nell’Isola di altri reclusi in regime di massima sicurezza: “Pronti a fare la nostra parte, ma anche a difendere la nostra sicurezza”. “La nostra posizione è cristallina: siamo una regione responsabile e pronta a fare il proprio dovere, ma non siamo disponibili a subire scelte unilaterali a detrimento dei sardi”. Lo ha affermato la governatrice Alessandra Todde a margine dell’assemblea organizzata a Uta per discutere dell’impatto dell’annunciato, imminente arrivo di 92 detenuti al 41 Bis - regime di massima sicurezza - nel carcere Ettore Scalas. “Già ospitiamo detenuti al 41 bis, ma non possiamo accoglierne altri, in un numero che non è sostenibile né dalla nostra economia né dalla nostra sicurezza”, ha spiegato Todde, visto che quando avvengono questi trasferimenti, “non si spostano solo singoli detenuti, ma interi contesti”.
certastampa.it, 2 dicembre 2025
I medici di medicina penitenziaria convenzionati della Regione Abruzzo denunciano una situazione ormai insostenibile, aggravata dall’orientamento espresso dalle parti pubbliche durante la trattativa per l’Accordo Integrativo Regionale. Nonostante quanto previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale, si continua a rifiutare l’integrazione delle sezioni dedicate alla medicina penitenziaria, negando diritti, tutele e riconoscimenti indispensabili per garantire un servizio sanitario adeguato all’interno degli istituti di pena.
- Como. Dopo la rivolta al Bassone trasferiti 44 detenuti e cambio di direzione
- Brescia. Canton Mombello, sovraffollamento record al 213%
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- Verona. Riciclare la plastica diventa occasione di riscatto per i detenuti
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