di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 27 novembre 2025
Che il diavolo sia nei dettagli è cosa nota. I dettagli, nella battaglia per una legge che metta nero su bianco che un rapporto sessuale diventa violenza, se imposto, sono nelle parole di commento. Il vicepremier parla di eccesso di spazio interpretativo, vendette personali, di una legge che finirà per intasare i tribunali, esacerbare i conflitti, un far west. Non è il solo, ne abbiamo lette tante e in fondo non c’è ragione di stupirsi se ci voltiamo indietro: tutte le leggi che hanno restituito alle donne una libertà che il quadro normativo non ammetteva hanno visto compatte levate di scusi. Compattissime.
di Marco Nigro*
Il Dubbio, 27 novembre 2025
La riforma dell’art. 609-bis c.p., approvata alla Camera 19 novembre, introduce nel sistema penale italiano il paradigma del consenso affermativo, determinando una metamorfosi che non si esaurisce nel mero aggiornamento della tecnica legislativa, ma incide profondamente sul patrimonio concettuale e sulle garanzie strutturali del processo penale. L’intento dichiarato è quello di armonizzare la disciplina interna ai modelli internazionali più recenti, rafforzando la protezione dell’autodeterminazione sessuale. Intento nobile, per carità, ma non per questo immune da problematiche applicative. L’innovazione normativa, infatti, si proietta su un terreno scivoloso, nel quale la tutela della vittima e la salvaguardia delle garanzie non possono essere considerate grandezze antagoniste, ma devono convivere entro un equilibrio che non sia puramente retorico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 novembre 2025
L’omicidio di Lida Taffi Pamio, avvenuto il 20 dicembre del 2012 nella sua abitazione di Mestre, e per il quale sono state condannate due donne (Susanna Lazzarini e Monica Busetto), ma paradossalmente non in concorso tra di loro, arriva all’attenzione del Parlamento. Sono state infatti presentate quattro interrogazioni parlamentari: una del senatore Pd Andrea Martella, una della deputata del M5S Stefania Ascari, una del senatore pentastellato Roberto Cataldi, una del deputato di Avs Devis Dori. Tutte chiedono di far luce su una vicenda giudiziaria che ha dell’incredibile, e di rivalutare soprattutto la posizione di una delle due condannate, Monica Busetto, in carcere da 12 anni ma sempre professatasi innocente. Ieri Nordio ha risposto proprio all’atto di sindacato ispettivo promosso da Dori. Ma riassumiamo la vicenda. Tutto inizia con la morte dell’anziana Taffi Pamio.
di Sara Nocentini
Corriere Fiorentino, 27 novembre 2025
La separazione delle politiche regionali per le questioni carcerarie da sanità e sociale, da lavoro e formazione, rischia di indebolire i rapporti con la giustizia e l’amministrazione penitenziaria. La definitiva composizione della giunta regionale toscana e l’assegnazione delle deleghe invita a sviluppare una riflessione su un tema apparentemente ai margini delle nostre comunità, ma in realtà pienamente parte di un più ampio ragionamento sui sistemi di welfare e sulla loro efficacia. Il tema è il carcere o, se preferiamo, i percorsi di esecuzione penale (che possono essere interni al carcere o esterni attraverso varie misure), o ancora più in generale, il legame tanto profondo quanto poco esplicitato tra il governo delle nostre istituzioni territoriali, Regione e Comuni, e l’amministrazione della giustizia.
di Valentina Farina*
brindisireport.it, 27 novembre 2025
Ancora vite spezzate. Ieri mattina un detenuto della Casa circondariale di Brindisi si è tolto la vita. Dietro questo tragico gesto c’è un volto, una storia, una sofferenza umana, da Potenza a Brindisi, lontano dagli affetti. Nel disporre i trasferimenti deve essere favorito il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza delle famiglie. Si registrano, invece, continui e frequenti trasferimenti da carcere a carcere, e da regione a regione, i quali non sono motivati da interessi di avvicinamento all’ambiente di provenienza, ma dagli interessi interni al sistema penitenziario.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 27 novembre 2025
In 70 si sono rifiutati di tornare in cella fino all’arrivo della direttrice. Sventato un tentativo di evasione. Dai rubinetti non veniva l’acqua calda, come accade spesso. E quindi una settantina di detenuti, martedì sera intorno alle 21, ha inscenato una protesta rifiutandosi di rientrare nelle proprie celle. “Vogliamo che la direzione si renda conto dello stato in cui viviamo. Non possiamo neanche farci una doccia”. La protesta è andata avanti fino a che la direttrice e il comandante non si sono recati nelle sezioni del subbuglio, verificando di persona la mancanza di acqua calda con la promessa di tentare di risolvere la situazione. Una situazione ormai atavica, nel penitenziario fiorentino, dove si prolungano da anni le criticità all’impianto di riscaldamento e di raffreddamento, con conseguenze di inverni molto freddi ed estati molto calde.
ilgerme.it, 27 novembre 2025
Resta in carcere, nonostante sia stato dichiarato incompatibile con il sistema penitenziario, il 58enne di Sulmona indagato per maltrattamenti nei confronti della madre di 91 anni. La sua detenzione si sta infatti protraendo a causa dell’impossibilità di trovare una struttura sanitaria specializzata in grado di accogliere pazienti con doppia diagnosi, come richiesto dal giudice. Il caso ha registrato un importante sviluppo lo scorso 6 novembre, quando il gip Marta Sarnelli ha disposto la sostituzione della misura cautelare, ordinando il trasferimento dell’uomo in un luogo di cura. La decisione era stata sollecitata dal difensore, l’avvocato Alberto Paolini, e supportata dalla perizia del dottor Mario Di Napoli, che aveva certificato le condizioni cliniche dell’indagato.
di Massimo Solani
rainews.it, 27 novembre 2025
Verrà discusso questa mattina al Tribunale di Sorveglianza di Perugia il ricorso del ministero della Giustizia, il primo depositato in Italia, contro l’ordinanza con la quale il magistrato di sorveglianza di Spoleto aveva dato il via libera alle richieste di due detenuti del carcere di Sabbione di poter accedere ai colloqui intimi con il proprio partner all’interno della struttura carceraria. L’appuntamento, fissato dal presidente del tribunale di sorveglianza Antonio Minchella, è per le 9 e in quella sede verrà discusso il ricorso presentato dalla direzione generale dei detenuti e del trattamento del Ministero della Giustizia secondo il quale con l’ordinanza dello scorso gennaio il magistrato di sorveglianza Fabio Gianfilippi avrebbe applicato e interpretato in maniera non corretta la sentenza con cui la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittime le norme sull’ordinamento penitenziario che vietano colloqui privati fra il detenuto e il partner da svolgersi in strutture adatte e senza il controllo della polizia penitenziaria.
di Francesco Esposito
fanpage.it, 27 novembre 2025
Freddo e sovraffollamento a Rebibbia. Il Garante per i detenuti Stefano Anastasìa: “Le caldaie saranno riparate, ma nuove carceri saranno pronte fra molti anni”. I riscaldamenti del carcere di Rebibbia a Roma non funzionano. I detenuti soffrono il freddo e l’unica fonte di calore sono gli altri carcerati, con cui vivono sempre più attaccati a causa della situazione di terribile sovraffollamento che affligge tutte le ‘patrie galere’ d’Italia. “Un problema che non si risolve in tempi brevi - commenta a Fanpage.it il garante dei diritti dei detenuti per il Lazio Stefano Anastasìa. O meglio, si potrebbe fare se non ci fosse un tabù sulla soluzione dell’indulto”.
di Margherita De Bac
Corriere del Mezzogiorno, 27 novembre 2025
“Senza sbarre” è il progetto di reinserimento ideato da don Riccardo Agresti nella chiesa di San Luigi Castel del Monte. Tra i clienti anche il cantante Claudio Baglioni e l’attore Sebastiano Somma. Il valore del tarallo non si esaurisce nel gusto prelibato. Qui, è simbolo di riscatto, riconciliazione, restituzione. Così lo identifica don Riccardo Agresti, 64 anni, parroco della chiesa di San Luigi Castel del Monte di Andria, dotato di energia inesauribile e carisma, che ha saputo trasformare in realtà sociale ed economica un progetto da sognatore. Il tipico biscotto salato da forno è al centro di questa bella storia di gente dimenticata ed esclusa.
- Belluno. “Detenuti per il sociale”, rinnovato fino al 31 dicembre 2026 il progetto di reinserimento
- Potenza. “Stra.d.e.”, percorsi di reinserimento sociale e lavorativo di persone in esecuzione penale
- Forlì. Cinque studentesse del liceo e 15 detenuti uniti dal teatro tra le mura del carcere
- Roma. L’abbraccio di Papa Leone ai detenuti trevigiani in pellegrinaggio con il Vescovo
- Alessandro Bonaccorsi e il “Disegno brutto” in carcere










