di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 19 novembre 2025
È appena iniziata una polemica aspra e incomprensibile sulla legge costituzionale che prevede la divisione delle carriere dei magistrati sottoposta al referendum della prossima primavera perché non spiega ai cittadini di che si tratta. Si è dato inizio anzi tempo a una campagna elettorale che usa argomenti strumentali che non hanno a che vedere con la legge. Il merito pur essendo complesso è facilmente comprensibile se viene spiegato nel suo vero significato, e dunque proviamo a precisare e a fare un’”operazione verità”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 novembre 2025
Alla Sala Avvocati della Cassazione confronto serrato tra favorevoli e contrari alla riforma Nordio, nel pieno dell’avvio della campagna referendaria. Cassazione, Sala Avvocati: 4 a favore e 4 contrari visivamente contrapposti nell’emiciclo dei relatori. “Separazione delle carriere: Sì o No?” è il titolo del match, uno dei primi grandi dibattiti sulla riforma costituzionale dall’inizio ufficiale della campagna referendaria. L’evento organizzato dal Coa di Roma ha preso il via con i saluti del vertice Alessandro Graziani, che ha auspicato un “confronto serrato, aperto, leale”.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 19 novembre 2025
Due proposte di FI e Lega chiedono di imporre ai giornali la stessa evidenza data alle indagini: per l’azzurro “serve correttezza”, per la Fnsi è “una resa dei conti”. Serve una legge per dire ai giornali come comportarsi davanti ad una assoluzione? Sì. E ne sono profondamente conviti i deputati Enrico Costa (FI) e Simonetta Matone (Lega) che hanno presentato due proposte di legge in materia di pubblicità delle sentenze di proscioglimento ed assoluzione. Il testo, incardinato presso la Commissione giustizia di Montecitorio, si prefigge lo scopo di “riequilibrare” una prassi informativa che, mentre amplifica la notizia dell’indagine, spesso relega - quando va bene - l’innocenza in poche righe. “Dobbiamo ristabilire la corretta informazione”, ha dichiarato ieri Costa durante le audizioni in Commissione.
di Katia Del Savio
mitomorrow.it, 19 novembre 2025
“Nessuno conosce veramente una nazione finché non è stato nelle sue prigioni. Una nazione non dovrebbe essere giudicata dal modo in cui tratta i suoi cittadini più in alto ma da come tratta quelli più in basso”. Sono le parole dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela, che passò 27 anni della sua vita in carcere. Partiamo da questa visione per fare il punto sul complesso tema del sistema delle carceri a Milano, una città che detiene alcuni primati come quello del più sovraffollato d’Italia, il San Vittore (il 225% rispetto alla capienza regolare), il più grande della Lombardia, l’istituto di Bollate, e il minorile più popoloso d’Italia, il Beccaria, nell’occhio del ciclone di un’indagine su violenze che sarebbero state commesse dal 2021 al 2024.
di Gioia Locati
Il Giornale, 19 novembre 2025
Compie dieci anni il progetto Carcere dell’Università Statale. Il Polo penitenziario universitario più grande d’Italia e, tra i più importanti in Europa, conta al momento 175 iscritti (9 studentesse e 166 studenti) fra le persone con libertà vigilata (i cosiddetti “ristretti”), che provengono da 8 carceri e frequentano 34 corsi di laurea. I tutor coinvolti sono 170, quest’anno gli iscritti hanno già sostenuto 250 esami. In un decennio il progetto ha permesso a 24 persone in esecuzione penale di laurearsi, ha coinvolto 600 tutor, 35 docenti titolari di corsi, oltre a moltissimi altri insegnanti che hanno contribuito con singole lezioni.
di Simona Ballatore
Il Giorno, 19 novembre 2025
Numeri e voci del “polo penitenziario” della Statale. Raffaele entra nell’aula magna dell’università Statale: è “in permesso”, a febbraio si laureerà qui in Scienze dei beni culturali con una tesi sulla preistoria, ha una storia pesante alle spalle. “Ho 67 anni - racconta - sono chiuso da 40. Praticamente ho svolto tutti gli studi in “cattività”. Ma, in fondo, credo di essere più libero adesso che mai: io sono “dentro” da quando ero nel grembo di mia mamma, ho perso solo del tempo, non sono mai stato bambino, a 6-7 anni dovevamo già portare il “pane” in casa. Quanti sbagli abbiamo fatto in quegli anni, altro che i ragazzi d’oggi. L’università mi ha dato la libertà”. Raffaele è tra i 175 studenti-detenuti della Statale di Milano che, da dieci anni, porta avanti il “Progetto Carcere”: il suo Polo Penitenziario Universitario è il più grande in Italia e tra i più grandi a livello europeo. Si sono già laureati in 24, gli attuali 175 iscritti, detenuti in otto istituti penitenziari, sono seguiti da 170 tutor, giovani che li accompagnano negli studi e non solo. “Tramite la mia tutor, Isabella, sto scoprendo per la prima volta il mondo - conferma Raffaele -: viaggia, mi manda foto, mi spiega cosa c’è lì fuori”.
immediato.net, 19 novembre 2025
Un modello educativo innovativo nato in Capitanata punta a garantire diritti, inclusione e sostegno ai minori con genitori reclusi, rafforzando la rete tra istituzioni, docenti e servizi del territorio. Scuola, comunità e carcere possono costruire insieme una responsabilità condivisa per garantire i diritti dei figli di detenuti. È emerso a gran voce durante il seminario “La scuola come presidio dei diritti e della relazione” che ha segnato la chiusura del progetto “Bambini oltre le sbarre”, promosso dall’associazione Lavori in Corso e sostenuto dall’Ufficio del Garante regionale delle persone private della libertà personale.
parmatoday.it, 19 novembre 2025
La serata organizzata da “Potere al popolo” Fidenza per venerdì 21 novembre presso il circolo Ex Macello, in via Mazzini 3 (Fidenza) cercherà di spalancare una finestra sulla condizione della popolazione carceraria in Italia. Oggi migliaia di persone detenute restano senza voce, in apnea. La crisi del sistema penitenziario è solo una delle criticità che le riforme dell’attuale Governo hanno aggravato. A fine agosto 2025 il sistema penitenziario è tornato a contare oltre 63.000 persone detenute per meno di 47.000 posti realmente disponibili - un tasso di sovraffollamento che ha superato il 135%.
di Amalia Apicella
Il Resto del Carlino, 19 novembre 2025
L’iniziativa nasce da un’idea condivisa tra Alessandro Bergonzoni e la Camera penale di Bologna. “Uscire non sia solo un premio, ma un diritto per accedere a ballo e canto”. Biglietti per il teatro gratuiti, messi a disposizione dei detenuti che dispongano di permessi premio o siano stati ammessi a misure alternative. Sarà poi la Rocco D’Amato, assieme all’ufficio esecuzione penale esterna, a individuare chi potrà assistere alle recite, anche in compagnia di amici o famigliari. Si intitola Uscire per motivi spettacolari il progetto nato da un’idea dell’attore Alessandro Bergonzoni e promosso dalla Camera penale Franco Bricola con l’Osservatorio diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà. I principali teatri cittadini ci sono tutti: Comunale, Arena del Sole e Moline, Duse, Celebrazioni, Dehon e Oratorio San Filippo Neri.
Corriere del Mezzogiorno, 19 novembre 2025
Le persone detenute e i loro diritti al centro di una riflessione a più voci al Circolo dell’Unione, in via San Carlo 99 a Napoli. La serata di venerdì prossimo sarà dedicata a un tema delicato: “Carcere e detenuti: dalla funzione rieducativa a quella riabilitativa della pena”. Appuntamento alle 19.15 per un dialogo fra addetti ai lavori che affrontano il tema da diversi punti di vista, nella prospettiva di una giustizia che tenda soprattutto a reinserire pienamente, una volta scontata la pena, le persone detenute nella comunità degli uomini liberi.










