di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 5 novembre 2025
È partita la campagna referendaria sulla giustizia. Com’è noto, la modifica costituzionale su cui si basa il referendum confermativo ha poco a che fare con la separazione delle carriere tra l’attività requirente e quella giudicante, mentre si tratta di un esplicito tentativo di mettere sotto il controllo del governo i pubblici ministeri. Del resto, essendosi già realizzato di fatto l’obiettivo della separazione con il decreto dell’ex ministra Cartabia, l’unico sbocco di qualche logicità dell’odierna forzatura è proprio la cavalcata nera (anche) sulla magistratura.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 5 novembre 2025
Nel dibattito sulla separazione delle carriere sono intervenuti ieri due autorevoli esponenti della sinistra, Augusto Barbera e Luciano Violante, il primo favorevole e il secondo contrario. Il pluralismo di idee all’interno della sinistra è la miglior riprova di quanto sosteniamo da tempo e cioè che questa non è una riforma che può essere incasellata nelle categorie dell’appartenenza partitica, ma che va valutata semplicemente sul piano delle garanzie. Dunque, anche nella sinistra, come del resto in ogni altro schieramento politico, vi sono diverse sensibilità per il garantismo e questo è un dato certamente positivo che va sottolineato.
di Giorgio Gori*
Corriere della Sera, 5 novembre 2025
Nell’editoriale che ha dedicato al “dilemma dei riformisti del Pd” di fronte al referendum sulla separazione delle carriere, Angelo Panebianco li immagina tra l’incudine e il martello, schiacciati tra un “sì” che riaffermerebbe la loro identità ma che li esporrebbe a passare da traditori della “causa” - il tentativo di usare il referendum per dare una spallata al governo Meloni - e un “no” che li vedrebbe tradire le proprie idee, piegati al diktat della segreteria Pd. Non prende con ciò in considerazione che tra loro - oltre a molti riformisti che sosterranno la riforma senza alcun timore di passare da amici del giaguaro - vi sia chi intende votare “no” proprio in nome del garantismo, per ragioni quindi diverse da quelle imbracciate dalla magistratura e da buona parte della politica; che è invece precisamente la posizione che qui vorrei sostenere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 novembre 2025
Un’intervista inesistente, una frase mai detta, un pensiero stravolto: come viene manipolato per difendere uno status quo che lui stesso criticava. Dopo un recente articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano, sui social è tornata a circolare un’immagine di Giovanni Falcone con una citazione in cui gli si attribuisce un monito contro la separazione delle carriere: “Una separazione delle carriere può andar bene se resta garantita l’autonomia e l’indipendenza del pubblico ministero. Ma temo che si voglia, attraverso questa separazione, subordinare la magistratura inquirente all’esecutivo. Questo è inaccettabile”.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 5 novembre 2025
Per il Viminale i reati sono in aumento: la maggioranza è impantanata nei suoi stessi allarmi. Anche la Lega chiede nuove misure su minori, “islamizzazione” e cittadinanza. Fratelli d’Italia ci riprova: dopo le incertezze del ministro della giustizia Carlo Nordio e soprattutto i dubbi del Colle, che avevano impedito che nel decreto sicurezza dello scorso aprile comparisse la norma che avrebbe attenuato la possibilità per gli agenti di polizia di essere iscritti nel registro degli indagati, questa mattina alla camera il capogruppo Galeazzo Bignami insieme al vice Fabio Rampelli e, tra gli altri, al sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro presentano la proposta di legge per rivedere l’articolo 335 del Codice di procedura penale.
di Giovanni Palisto
Cremona Oggi, 5 novembre 2025
Istituzioni impegnate per il recupero e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti e di chi deve scontare pene alternative. Se ne è parlato su CR1 nell’ultima puntata di “Punto e a capo”. Tra gli ospiti, la direttrice del carcere di Cremona Giualia Antonicelli, che ha confermato l’arrivo di 40 nuovi agenti di polizia penitenziaria, anche se a breve potrebbero andarsene altrettanti per aver maturato il diritto al trasferimento. Con il progetto “Restart” viene rilanciato il tavolo di lavoro permanente sull’esecuzione penale. Oltre ai detenuti, sono coinvolti anche i condannati alle misure alternative. Il tavolo è coordinato dall’assessore alle politiche sociali Marina Della Giovanna, ospite di “Punto e a capo”. L’obiettivo è quello di far incontrare domande e offerta, ma non solo.
csvbltv.it, 5 novembre 2025
90 studenti della provincia di Treviso coinvolti per la ventitreesima edizione del progetto “Voci di dentro, voci di fuori”, percorso di educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità promosso dal Csv Belluno Treviso, in partnership con l’Ufficio scolastico territoriale - ambito di Treviso, l’Istituto penale per i minorenni di Treviso e il Cpia di Treviso. Per un nuovo anno scolastico il progetto riesce a offrire a studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Treviso l’opportunità di confrontarsi con i ragazzi detenuti dell’Istituto penale minorile, in un percorso che si fonda sull’incontro faccia a faccia tra mondi di vita differenti.
Ristretti Orizzonti, 5 novembre 2025
Il Movimento No Prison organizza, presso la Cittadella di Assisi (Pg), la convention “L’ipocrisia del carcere” che si terrà giovedì 13 novembre dalle 15,00 alle 19,00 e l’assemblea degli aderenti venerdì 14 novembre dalle 10,00 alle 13,00. “L’ipocrisia del carcere” sarà il tema della lectio magistralis che terrà Luciano Eusebi, ordinario di Diritto Penale all’Università Cattolica di Milano, preceduta dai saluti di don Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, il tutto coordinato da Livio Ferrari, giornalista, scrittore, cantautore e portavoce del Movimento No Prison. “In queste ultime settimane - afferma il portavoce Livio Ferrari - sono state prodotte delle circolari che rendono ancora di più le carceri dei luoghi isolati e violenti, attraverso poi dei dispositivi che violano sistematicamente quanto disposto dall’art. 17 della legge n. 354/1975, dando poteri smisurati ai direttori. La prima centralizza e mette i bastoni tra le ruote a chiunque intenda organizzare negli istituti delle iniziative di carattere culturale, educativo, ricreativo e sportivo. La seconda calpesta il diritto alla salute delle persone ristrette prendendo a pretesto i “pendolarismi ospedalieri”.
di Jessica Castagliuolo
Il Giorno, 5 novembre 2025
Una cultura aperta e capillare che trasforma, rende più umani e può persino farsi salvezza, antidoto potente contro le tante facce della violenza. Questo il tema al centro dell’evento che inaugura il Forum Cultura 2025 a Milano, che si è tenuto ieri sera al Teatro Puntozero Beccaria. A condurre l’appuntamento la direttrice de Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Quotidiano Nazionale, Agnese Pini, che ha tenuto le fila di un dibattito fatto di parole e intervalli di teatro offerti dai ragazzi della compagnia residente, composta anche da giovani detenuti.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 5 novembre 2025
“Meno del 3,5% della spesa sanitaria totale in Italia è dedicato alla salute mentale e la maggior parte viene usata per le comunità residenziali dove però finisce solo il 3% di quanti avrebbero bisogno di essere seguiti: la prevenzione va fatta fuori”. Così Davide Motto, referente del Coordinamento nazionale Comunità di accoglienza (Cnca). Pochi soldi ma soprattutto usati male, che è anche peggio dell’esser pochi. E poco personale. Con una rete di comunità a cui si chiederebbero i miracoli, salvo scordarsi che “nessuno può esservi rinchiuso se non vuole, al netto di casi estremi regolati dai Tso”, e che “la vera risposta al tema dilagante dei disturbi psichiatrici sta nella prevenzione, cioè in una rete di operatori che si occupi delle persone a casa loro: vale a dire prima, non quando arrivano in comunità”.
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