di Pietro Pellegrini*
Il Manifesto, 5 novembre 2025
La Conferenza Stato Regioni ha approvato il 23 ottobre le “Linee di indirizzo per il superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura della salute mentale” in particolare i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc), le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza e i Reparti Ospedalieri di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza. Il documento non parte da un’analisi delle cause e del numero delle contenzioni, considerate come l’extrema ratio. Solo alcune Regioni hanno un sistema di rilevazione delle contenzioni e il documento ne ribadisce l’obbligo.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 5 novembre 2025
Il nodo che la Corte Costituzionale scioglierà nei prossimi giorni sul fine vita è talmente importante che il Parlamento, di fatto, ha messo in pausa i lavori sul ddl della maggioranza in attesa di conoscere la decisione dei giudici. Lo stallo sul testo firmato da Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia) dipende ufficialmente dai pareri della commissione Bilancio, che ancora mancano, e senza i quali non si può procedere all’esame degli emendamenti nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali di Palazzo Madama. Ma prima di tutto c’è un “dilemma” politico e tecnico, su cui senatori e governo aspettano una risposta: a chi spetta la competenza in materia di fine vita, allo Stato o alle Regioni?
di Angelo Rossano
Corriere della Sera, 5 novembre 2025
Serve un nuovo “whatever it takes”, ma per i nostri adolescenti: non solo pene e decreti, ma una presa di coscienza collettiva. Come sta succedendo (faticosamente) per i femminicidi. Il prof Scalia: “È una generazione marginalizzata”. Se una volta, almeno una volta, sentissimo richiamare il motto draghiano “whatever it takes” non per parlare di mercati, Bce o spread, ma per riferirsi agli adolescenti del nostro Paese, ai loro problemi e alle loro devianze. Fare tutto ciò che è necessario per arginare il dramma delle baby gang, del bullismo reale e virtuale, della brutale cattiveria senza senso, della violenza dei giovani sui giovani.
di Caterina Pozzi*
Il Manifesto, 5 novembre 2025
Con meno personale e molti più utenti, definanziati e frammentati, dislocati solo in alcune aree, perdono efficienza. E l’obiettivo di ridurre il danno è azzerato. Anna è una donna con una pregressa dipendenza da eroina che, grazie alla terapia metadonica (la “droga di Stato”, come l’ha definita la nostra Presidente del Consiglio) somministrata dal Serd territoriale, riesce ad avere una vita “normale”: lavora come operatrice sociosanitaria in un ospedale, ha una casa e una vita sociale. Anna va con regolarità al Serd per colloqui con la psicologa e frequenta un gruppo di auto mutuo aiuto.
di Stefano Vecchio*
L’Unità, 5 novembre 2025
Da domani a Roma la contro-conferenza parallela alla conferenza governativa (che ha escluso le voci critiche). Obiettivo: un cambio di passo radicale. Il Governo Meloni ha indetto per il 7 e 8 novembre una Conferenza Nazionale sulle Droghe che, come previsto dalla legge, dovrebbe valutare gli effetti delle politiche rispetto agli obiettivi posti. Non è un caso che sono state escluse le organizzazioni della società civile considerate scomode e non allineate. Per questo motivo la nostra Rete per un cambio radicale delle politiche sulle droghe ha organizzato una Contro-conferenza parallela a quella governativa nei giorni 6-7-8 novembre, a Roma alla Città dell’Altra Economia e in Campidoglio, dal titolo “Sulle droghe abbiamo un piano”.
di Pino Corrias
Vanity Fair, 5 novembre 2025
Ogni tanto i numeri sorprendono le opinioni. Anche se difficilmente sconfiggono le ideologie. Nell’Italia dei sacri confini, dove si sequestrano le navi che recuperano uomini, donne, bambini in mare, e si puniscono con le multe le organizzazioni non governative che provano a salvarli, siamo ancora il Paese in Europa dove arrivano più immigrati: 31 mila nei primi sei mesi di quest’anno. E calcolando i tre anni di “guerra ai mercanti di schiavi” del Governo Meloni, da novembre 2022 a oggi, la media degli sbarchi è di 8.600 arrivi al mese. Il secondo, per numero, tra gli ultimi sette governi. Decisamente meno dei 14 mila sbarchi durante il governo Renzi.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 5 novembre 2025
“Diritto alla difesa compromesso”. Da aprile 2025 sono transitati solo 140 persone nella struttura voluta dal Governo italiano. Secondo i Garanti di Roma e Lazio “non è giustificato il trasferimento in Albania di queste persone” dato che non ci sono condizioni di sovraffollamento nei Cpr italiani. “Il numero estremamente limitato delle persone presenti nel Cpr nel corso della visita, 28 il primo giorno 27 il secondo, insieme con la disponibilità di posti nei Centri collocati sul territorio nazionale rende, a parere di chi scrive, non giustificato il trasferimento in Albania di queste persone”.
di Valerio Cattano
Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2025
Il sopralluogo si è svolto alla fine di luglio nel centro di Gjadër, che è sotto la responsabilità della prefettura di Roma. Gli “ospiti” erano 28: alcuni di loro hanno testimoniato sulle difficoltà di ricevere cure mediche adeguate e di presentare la domanda di protezione internazionale. “Il numero estremamente limitato delle persone presenti nel Cpr nel corso della visita, 28 il primo giorno 27 il secondo, insieme con la disponibilità di posti nei Centri collocati sul territorio nazionale rende, a parere di chi scrive, non giustificato il trasferimento in Albania di queste persone”. Così si esprime il Garante dei diritti dei detenuti, nella sua relazione che segue alla visita nel centro di Gjadër - che è sotto la responsabilità della prefettura di Roma - voluto dal governo Meloni. Ma vediamo nel dettaglio.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 5 novembre 2025
I lavoratori non italiani sono due milioni e mezzo e sono aumentati nell’ultimo anno di 140mila unità. Ma secondo i dati del report di Idos: le retribuzioni dei cittadini stranieri sono più basse del 30 per cento di quelle degli italiani. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, l’occupazione in Italia nel 2024 è cresciuta dell’1,5 per cento, mentre quattro volte di più è aumentata la percentuale degli occupati tra i cittadini stranieri. Oggi i lavoratori non italiani sono 2 milioni e mezzo, il 10 per cento sul totale della popolazione occupata, e sono aumentati nell’ultimo anno di 140mila unità. Ma se le cifre dell’istituto di ricerca riflettono un andamento positivo, i dati contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione redatto ogni anno dal Centro Studi Idos in collaborazione con la rivista Confronti e l’Università Pio V, raccontano un’altra storia.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 5 novembre 2025
Un prigioniero palestinese, militante di Hamas, viene torturato e umiliato da alcuni carcerieri israeliani, militari riservisti, mentre loro colleghi coprono parzialmente la vista con gli scudi antisommossa. L’accusa ricostruisce così il fatto: l’uomo è stato picchiato, trascinato sul pavimento, colpito dal taser. Uno dei custodi lo accoltella ai glutei e gli provoca una lesione al retto. Il prigioniero riporta la frattura di alcune costole, la perforazione di un polmone e del colon. Viene ricoverato in gravi condizioni in un ospedale. L’episodio è stato ripreso da un astante. Bisogna essere molto, molto ingenui per pensare che questo ripugnante avvenimento sia un’eccezione. Somiglia piuttosto alla regola, e se non altro a una notevole frequenza statistica.
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