di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 ottobre 2025
Due vite spezzate nel giro di dodici ore avvenuti nel carcere milanese di San Vittore. Altri tre detenuti hanno avvertito un malore. E un’indagine che ora cerca di capire se dietro questa doppia tragedia ci sia un filo comune o solo un tragico caso. La sequenza degli eventi ha dell’inquietante per la sua rapidità. Giovedì sera, verso le 20, un cittadino peruviano di 36 anni muore al Policlinico di Milano dopo essere stato trasportato d’urgenza dall’infermeria del carcere. Non aveva problemi di salute noti. Si era sentito male in cella e la sua condizione era precipitata in poche ore. Ieri mattina, giovedì, alle 7, un cittadino marocchino classe 1977, ospitato in un altro reparto del carcere, viene trovato senza vita nella sua cella. Aveva disturbi di salute pregressi. Anche per lui, arresto cardiaco. Due reparti diversi - il 5 e il 3 - due uomini che non si conoscevano, due morti sospette che hanno fatto scattare immediatamente l’allarme.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 11 ottobre 2025
Il giovane avrebbe compiuto 36 anni. Mohamed si è spento 12 ore dopo. Altri tre hanno accusato malori. Perquisite le celle, al momento non è stata trovata droga. Disposta l’autopsia. I sindacati: “È allarme”. Sarà l’autopsia ad accertare le cause della morte di due detenuti di San Vittore. Vite spezzate a distanza di 12 ore. La prima è quella di Raul Alfonso Oruna Vasquez, peruviano, che si è spento giovedì sera alla vigilia del suo 36esimo compleanno. Ha avuto una crisi respiratoria, l’allarme è stato immediato ed è stato rianimato. Il suo cuore batteva quando è stato trasportato d’urgenza al Policlinico, ma non ce l’ha fatta.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 11 ottobre 2025
“È il segreto di Pulcinella”. Così Pietro Farneti, responsabile dello Smi, il Servizio per le dipendenze che collabora stabilmente con la casa circondariale, definisce quello che tutti sanno ma nessuno scrive: la droga gira anche dentro. “È rarissimo che una morte in carcere sia ricondotta alle sostanze, ma che le sostanze circolino è un dato di fatto. Così come è un fatto che i ragazzi riescano ad accumulare farmaci per poi assumerli insieme o rivenderli all’interno”. Ogni settimana, nello storico penitenziario di piazza Filangieri, vengono eseguiti una cinquantina di esami del capello su 1.100 detenuti.
di Silvia Bergamin
Il Mattino di Padova, 11 ottobre 2025
In quattro anni i detenuti nel circondariale sono più che raddoppiati. Bincoletto: “Celle umide, otto persone per stanza. È necessario un intervento urgente per evitare proteste o situazioni gravi”. “Il carcere Due Palazzi è vicino a un punto di rottura”. L’allarme, chiaro e diretto, arriva da Antonio Bincoletto, garante dei detenuti del Comune di Padova. Un richiamo che fa rumore in una città dove la tradizione penitenziaria è sempre stata un modello di equilibrio e progettualità, ma che oggi si trova ad affrontare una pressione senza precedenti. Il fenomeno, spiega Bincoletto, non riguarda solo Padova ma l’intero Paese. “Oggi nelle carceri italiane ci sono oltre 63 mila persone ristrette, e dall’inizio del 2025 66 si sono tolte la vita. È un dato che non può essere considerato una fatalità: segnala un sistema in difficoltà profonda”.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 11 ottobre 2025
Un piano del carcere di Ivrea è stato completamente ristrutturato: pareti bianche, stanze adibite a laboratori, scrivanie e mobili nuovi. E a sistemarlo e a decorarlo sono stati proprio i detenuti. Il lavoro è stato realizzato nell’ambito del corso di stucco e decoro organizzato da Casa di Carità Arte e Mestieri, un percorso professionalizzante che coinvolge dieci detenuti. L’obiettivo è insegnare competenze artigianali e fornire strumenti concreti per il reinserimento sociale. All’interno di questo piano, prende forma anche una bellissima biblioteca.
di Bruno Temil*
lavitacattolica.it, 11 ottobre 2025
“Dio ci ha creati liberi. Ogni giorno possiamo scegliere tra verità e menzogna, tra bene e male. E chi sceglie la verità sperimenta la libertà del cuore, anche dentro le mura di un carcere”. Sono parole dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, che giovedì 9 ottobre ha incontrato un nutrito gruppo di persone detenute nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo in occasione del terzo appuntamento con le catechesi “giubilari” proposte dal pastore della Chiesa friulana nell’anno della Speranza. All’incontro - svoltosi in un clima di profonda attenzione e partecipazione - era presente anche il cappellano padre Claudio Santangelo, che da circa tre anni accompagna con discrezione e dedizione la vita spirituale della comunità carceraria (l’appuntamento sarà ripetuto giovedì 16 nel carcere di Udine e anche qui l’Arcivescovo sarà accompagnato dal cappellano, padre Lorenzo Durandetto).
consiglio.marche.it, 11 ottobre 2025
Terza edizione del progetto del Garante regionale dei diritti, realizzato in collaborazione con il Comune di Ancona ed attuato dall’associazione culturale “Aenigma”. Terminata la prima fase dell’iniziativa, in attesa dell’evento pubblico conclusivo del 17 ottobre al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona. Va in scena il “Terzo festival regionale di teatro in carcere nelle Marche” realizzato dal Garante regionale dei diritti della persona delle Marche, Giancarlo Giulianelli, in collaborazione con il Comune di Ancona ed attuato concretamente dall’Associazione culturale cittadina universitaria “Aenigma APS”, capofila del coordinamento regionale Teatro in Carcere Marche.
adnkronos.com
Giornata mondiale per la Salute mentale: ci sono 87 comunità, piazze, scuole, carceri e luoghi di cura collegati dalle 12 di oggi e per tutto il pomeriggio con Piazza Santa Maria Della Pietà a Roma, dove si è riunito in occasione della Giornata Mondiale sulla Salute mentale il Collegio nazionale dei dipartimenti di Salute mentale (Dsm), presieduto da Fabrizio Starace, psichiatra direttore del dipartimento di Torino 5 e presidente uscente del Collegio e Giuseppe Ducci, direttore del Dipartimento della Asl Roma 1 e presidente eletto del Collegio nazionale. Il congresso è organizzato da Motore Sanità.
di Widad Tamimi
Il Manifesto, 11 ottobre 2025
Lettera. Gentile ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, questa non è solo una lettera. È un grido. Perché ciò che sta accadendo nelle ultime settimane a giovani genitori palestinesi ammessi in Italia con borse di studio non è un malinteso burocratico: è un ricatto disumano. A queste persone, già fuggite dalla guerra, viene chiesto di scegliere tra la possibilità di studiare e il diritto di tenere accanto i propri figli. Una voce al telefono, dal Consolato generale d’Italia a Gerusalemme, li mette di fronte a un bivio che nessun essere umano dovrebbe conoscere: “È pronta la prossima evacuazione. Lei sarà su questa lista. Ma suo figlio non può venire con lei”. “Come sarebbe?” chiede la giovane madre, incredula. “Mi dica cosa ha deciso: parte senza suo figlio o rinuncia?”. Tre volte la stessa domanda, fredda, urgente: “Senza suo figlio o rinuncia?”. E poi il silenzio. Aisha trema, risponde: “Senza mio figlio non posso”. E dall’altra parte - click - si chiude la comunicazione.
di Nathalie Tocci
La Stampa, 11 ottobre 2025
Israele e Hamas hanno accettato il piano del presidente statunitense Donald Trump, e le parti si preparano al rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi, dopo il cessate il fuoco nella martoriata Striscia di Gaza iniziato ieri mattina. Significa che la guerra genocidaria di Israele sta volgendo al termine e che israeliani e palestinesi si avviano alla soluzione dei due Stati? Sarebbe bello crederci, ma per ora è improbabile.
- Medio Oriente. Due attiviste israeliane in cella: “Per noi è diverso…”
- Medio Oriente. La nuova trincea c’è già e si chiama Cisgiordania
- Repubblica Democratica del Congo. Condannato a morte il presidente che salvò i condannati a morte
- Contro la nostalgia dei manicomi. La salute mentale in carcere dopo gli Opg
- Così è la vita nelle carceri minorili. Con le voci di chi accompagna i giovani










