di Francesca Mannocchi
La Stampa, 8 ottobre 2025
L’inferno nella prigione di Ramon: “Mi hanno bastonato e fracassato la testa”. Nella prigione di Ofer c’è un’ala chiamata sezione 23, la sezione per i prigionieri di Gaza. Ammar Jawabra era nella sezione accanto, la 24. Di notte Ammar poteva sentire le urla dei detenuti; poi quando le urla cessavano, le guardie carcerarie cominciavano a bussare a ogni porta. Avevano dato un nome a tutte le stanze. Gridavano: la stanza dei cani deve abbaiare, e i detenuti abbaiavano; poi era la volta della stanza degli asini, e i detenuti ragliavano. Di quelle notti Ammar ricorda il rumore del ferro che sbatte sulle porte, indice che stavano per iniziare gli abusi, ricorda l’umiliazione, ricorda l’impotenza. E, di quella prigione, ricorda la nudità. Le notti in cui le guardie carcerarie entravano, chiedevano ai detenuti di togliersi maglietta e pantaloni, e iniziavano le perquisizioni fisiche e le percosse ripetute sulla schiena, di fronte a tutti, nudi.
di Maria Cristina Ornano
giustiziainsieme.it, 7 ottobre 2025
Con la maratona oratoria “Al centesimo catenaccio” Area Dg., in occasione del suo 5° Congresso nazionale, ha voluto portare ancora una volta l’attenzione sulla questione del sovraffollamento carcerario, punta dell’iceberg di un sistema, quale quello penitenziario, che versa in una crisi drammatica e ingravescente. Le statistiche ministeriali al 31.1.2025 restituiscono numeri sconvolgenti: 63.167 sono le persone recluse, oltre 11.800 in più oltre la capienza regolamentare, questa stessa stimata in eccesso, perché è noto che, al di là del dato ufficiale, la capienza effettiva è pari 46.706 posti disponibili, di talché in questo momento sono recluse nelle nostre carceri 16.000 persone in più rispetto al limite massimo regolamentare. L’indice medio di sovraffollamento è pari al 134,29%, l’83 % degli istituti sono sovraffollati e il 33% ha un indice di affollamento pari o superiore al 150%, con punte che hanno superato quest’anno in alcuni casi il 200%.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 7 ottobre 2025
Sono circa 70 le persone Lgbtqia+ presenti negli istituti di pena italiani e sei le sezioni riservate a donne trans. Valentina Calderone, garante dei detenuti di Roma: “Queste persone possono trovarsi in situazioni particolarmente vulnerabili, esposte a discriminazioni, violenze e mancanza di adeguate misure di protezione”. E sottolinea che “l’esiguità dei numeri fa sì che vivano una condizione di maggiore separazione, spesso non ci sono molte attività, è difficile organizzarle per un numero di persone così ristretto: si ritrovano spesso a vivere una condizione di isolamento dentro l’isolamento”.
di Stefano Consiglio*
Corriere del Mezzogiorno, 7 ottobre 2025
Otto nuovi progetti sostenuti da Fondazione Con il Sud con 3 milioni di euro per dare una seconda possibilità alle persone detenute con formazione, qualifiche e lavoro. Sempre più spesso ci troviamo davanti a notizie di persone che nelle carceri compiono gesti con cui esprimono un profondo malessere: da inizio 2025 sono già più di 60 i suicidi negli istituti penitenziari italiani. Alcune cause, come il sovraffollamento e le condizioni di vita interne, richiedono certamente interventi istituzionali rispetto ai quali i cittadini da fuori possono fare poco.
di Elisabetta Moro
cosmopolitan.com, 7 ottobre 2025
A settembre la scuola è ricominciata anche in carcere per gli oltre 500 ragazzi detenuti negli IPM e non solo. Il mese dove tutto lentamente ricomincia è appena finito. Settembre è passato, la scuola è iniziata, si è di nuovo faccia a faccia con i doveri e gli impegni. Ad ottobre si ha già ripreso il ritmo, l’abbronzatura è sbiadita e ci sono le prime interrogazioni. Il rientro a scuola è un ricordo come le giornate al mare di agosto. C’è, però, un gruppo di alunni che ogni anno vive il back to school in modo diverso, inverso, rallentato e a singhiozzo. Non come un ritorno né come la fine di un periodo di svago. Si tratta dei 597 minori, di cui 26 ragazze, (i dati sono della fine di marzo 2025) detenuti negli Istituti Penali per i Minorenni (IPM).
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 ottobre 2025
Il sondaggio commissionato dai magistrati di “AreaDg” dà in testa i voti favorevoli alla riforma voluta da Nordio. Che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sia in una “relazione complicata” con la magistratura è ormai noto a tutti. I lettori sicuramente ricorderanno le polemiche scaturite dopo che alcuni giudici, in diversi tribunali d’Italia, avevano smontato di fatto il protocollo Italia Albania, ricevendo poi il placet anche dalla Corte di Giustizia Ue.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 ottobre 2025
Li si potrebbe definire dettagli. Ma non lo sono. La legge attuativa sulla separazione delle carriere è in fase di elaborazione. Non c’è ancora un testo che possa definirsi almeno prossimo alla firma del guardasigilli Carlo Nordio. Ma l’Ufficio legislativo di via Arenula è già impegnato a realizzare una prima bozza. Soprattutto per mettere a fuoco tutte le variabili di alcuni aspetti delicati e inediti, a cominciare dalle modalità del sorteggio. Com’è noto, la riforma costituzionale della magistratura ormai vicina all’ultimo sì del Parlamento prevede l’estrazione casuale per i laici e soprattutto per i togati sia nei due eventuali futuri Csm (uno per i giudicanti, l’altro per i pm) sia nell’altra assemblea che la riforma istituirebbe, vale a dire l’Alta Corte disciplinare.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 7 ottobre 2025
Al Senato la presentazione del libro di Simona Musco sul caso Bibbiano con la senatrice dem Valeria Valente, il sociologo Luigi Manconi e l’avvocato Luca Bauccio. Nel circo mediatico-giudiziario tutto si tiene: politica, informazione e giustizia sono tre ingranaggi che si incastrano perfettamente allo scopo di offrire una certa narrazione su un fatto di cronaca. Ma che succede, se uno di questi tre “bracci” si stacca? Il teorema si sgretola, o quantomeno si apre al dubbio, perché c’è qualcuno disposto a guardarlo senza la lente dei pregiudizi e delle condanne già emesse.
di Jessica Castagliuolo
Il Giorno, 7 ottobre 2025
Il primo anno della Fondazione che porta il nome della figlia Giulia uccisa dall’ex “Ma nel caso specifico il percorso di reinserimento è un orizzonte a lungo termine”. Il primo anno della Fondazione che porta il nome della figlia Giulia uccisa dall’ex “Ma nel caso specifico il percorso di reinserimento è un orizzonte a lungo termine”. Il tempo del lutto si imbroglia nei giorni. “Allora sembra di non potersi più permettere la felicità”. Finché, “il silenzio crea uno spazio di pace, un rifugio. Il posto giusto per chi non c’è più”. Poi, la cicatrice cerca luce: “Se il dolore si trasforma in amore, si può essere liberi”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 ottobre 2025
Si tratta di misure restrittive incidenti sulla libertà personale che impongono cautela nella loro adozione e che perciò non possono essere decise omettendo qualsiasi forma di contraddittorio. Il Daspo è nullo se il giudice lo convalida senza che siano decorse 48 ore e prima del deposito delle memorie difensive effettuato comunque entro il medesimo termine di legge. In tal caso non va provata la lesione del diritto di difesa perché sussiste in re ipsa data la totale pretermissione delle ragioni della persona cui viene imposto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l’obbligo di presentarsi in questura in loro concomitanza, misure restrittive incidenti sulla libertà personale che impongono cautela nella loro adozione e che perciò non possono essere decise omettendo qualsiasi forma di contraddittorio con la parte cui sono imposte e il suo difensore.
- Verona. Carcere di Montorio, detenuto s’impicca in cella
- Padova. “Camere dell’amore, una conquista. Chi è in carcere è comunque una persona”
- Reggio Emilia. Viaggio nel carcere, tra morti in cella, maranza e detenute trans
- Avellino. “Nella sezione protetta una tragedia: celle piccole e senza doccia”
- Genova. Il detenuto di 260 chili trasferito da Cuneo, ma non c’è una cella che possa ospitarlo










