Abbreviato senza appello, l’ulteriore taglio di 1/6 di pena non si estende ai reati in continuazione
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 settembre 2025
La Cassazione, sentenza n. 31887 depositata oggi, ha chiarito che la misura deflattiva introdotta dalla riforma Cartabia riguarda solo la sentenza di primo grado non impugnata divenuta irrevocabile dopo l’entrata in vigore della norma. Nel rito abbreviato, la riduzione di un sesto della pena introdotta dalla riforma Cartabia si applica solo alla pena inflitta con la sentenza di primo grado non impugnata e divenuta irrevocabile dopo l’entrata in vigore della norma e senza estensione alla pena complessiva risultante dalla continuazione con condanne già definitive. Lo ha affermato la Corte di cassazione, con la sentenza n. 31887 depositata oggi, respingendo il ricorso dell’imputato.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 26 settembre 2025
Tra le sbarre si è tolto la vita un 24enne: era in una cella controllata. Ha compiuto il gesto estremo in bagno. Sovraffollamento di 200 detenuti. È successo ancora e ancora una volta è successo a Modena: un detenuto si è tolto la vita, impiccandosi nel bagno. Era ritenuto a rischio suicidio ‘lieve’, ed è proprio per questo che poche ore prima del gesto estremo è stato trasferito in una sezione speciale, in ‘accoglienza’. Nonostante la misura adottata, che prevede una maggior vigilanza, il giovane carcerato, un marocchino di 24 anni, si è tolto la vita. Era da poco in cella per il reato di maltrattamenti.
di Vito Totire*
labottegadelbarbieri.org, 26 settembre 2025
Ancora morte a Modena; carcere, casa circondariale, istituto penitenziario: lo si chiami come si vuole ma la realtà è che le carceri sono ormai camere mortuarie e “fabbrica di suicidi”. Dopo la cosiddetta rivolta delle carceri di Modena un altro drammatico evento evidenzia e conferma che è la istituzione totale in quanto tale ad essere mortifera e non i “detenuti cattivi”. Le cronache ricordano che quello di ieri a Modena è il quinto suicidio dell’anno nello stesso carcere e il 62° in Italia nel corso del 2025; il numero di morti, poi, per incuria e incapacità di presa in carico, è molto più alto; la speranza di vita e di salute delle persone recluse è gravemente compromesso dallo stato di cose presenti;
di Claudio Desideri
Il Resto del Carlino, 26 settembre 2025
“Il carcere oggi è un luogo dove la pena corporale diviene anche pena dell’anima, non riconosce la dignità della persona. In questo la Società di San Vincenzo De Paoli cerca di insinuarsi con la finalità proprio di riconoscere e mettere al centro la persona”. Parole queste di Antonella Caldart, Responsabile del Settore carcere e devianza della San Vincenzo De Paoli in occasione della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo del Popolo per presentare il corso di formazione: “Essere presenza nel mondo del carcere”. Otto incontri che si terranno di sabato mattina, dal prossimo 11 ottobre al 6 dicembre, ad Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro e potranno essere seguiti in presenza e on line.
cronacadiverona.com, 26 settembre 2025
L’evento inserito nel percorso avviato a sostegno delle persone private della libertà personale. La Notte europea della ricerca è entrata nella Casa circondariale di Montorio, portando il linguaggio e i risultati della ricerca scientifica e umanistica dell’Università scaligera tra le mura del carcere. L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, ha visto il coinvolgimento di molti atenei aderenti alla Conferenza nazionale universitaria dei Poli penitenziari (Cnupp). Diciotto le università coinvolte e ventuno i poli universitari penitenziari (Pup) collegati da tutta Italia: un evento corale, di rilievo nazionale, che ha coinvolto ricercatrici e ricercatori, docenti e insegnanti, studentesse e studenti, tutor, persone recluse, dirigenti e personale dell’amministrazione penitenziaria, garanti dei detenuti e rappresentanti delle amministrazioni locali. Tra questi l’ateneo di Verona che, nella mattinata di giovedì 25 settembre, all’interno della biblioteca de carcere, ha proposto l’incontro dal titolo “Transizioni sociali, ambientali e digitali”, in linea con il tema scelto quest’anno dalla Cnupp, dedicato alle trasformazioni del nostro tempo: dai mutamenti culturali e tecnologici alle sfide ambientali ed educative.
padovaoggi.it, 26 settembre 2025
Al Teatro La Perla sabato 27 settembre alle 17:45 va in scena “Da Babele alla Città Celeste”: un progetto di teatro sociale che diventa spazio di dialogo e riconciliazione. Il teatro diventa strumento di incontro tra mondi lontani. Sabato 27 settembre, alle 17.45, il Teatro La Perla di Torreglia ospiterà “Da Babele alla Città Celeste”, spettacolo corale realizzato dalla Compagnia Teatrocarcere Due Palazzi e dal Collegio Universitario Gregorianum di Padova. Sul palco saliranno insieme persone detenute della Casa di Reclusione Due Palazzi e studenti universitari, protagonisti di un percorso teatrale condiviso che supera confini, differenze e pregiudizi.
di Franco Corleone
L’Espresso, 26 settembre 2025
Finite le cerimonie per il centenario della nascita di Franco Basaglia, comincia un’operazione di rivincita. Il ministro della Salute Schillaci ha prontamente risposto alla contestazione del mondo della scienza sulla composizione della Commissione sui vaccini, affrontando il malumore della Lega e di Fratelli d’Italia e la freddezza della presidente del Consiglio Meloni. Invece non ha (ancora?) risposto alla Lettera aperta di decine di associazioni e centinaia di operatori, esperti e militanti contro la Bozza del Piano di azione nazionale per la salute mentale (2025-2030).
di Michele Ainis
La Repubblica, 26 settembre 2025
Da un lato, la manifestazione; dall’altro, la legge manifesto. La prima, il 22 settembre, ha riempito 80 città italiane con mezzo milione di persone, indignate per i crimini di Gaza; la seconda è stata timbrata dal Parlamento in giugno, ratificando il decreto sicurezza. E cosa dispone quel decreto, tanto urgente da strangolare l’esame delle assemblee legislative, che da 16 mesi discutevano un disegno di legge d’identico tenore? No, non l’arresto per chi compia violenze, come quel centinaio di scalmanati alla stazione di Milano. La violenza era punita pure prima, nessuno Stato di diritto può mai tollerarla. Specie se si esercita contro i poliziotti che rappresentano lo Stato. Sennonché quel decreto trasforma in delitto un pacifico sit-in di studenti, che ferma il traffico dinanzi alla propria scuola. Oppure il picchetto di operai di fronte ai cancelli d’una fabbrica. Senza l’uso della forza, né cassonetti rovesciati, né transenne messe di traverso. Una resistenza non violenta, come quella che in India praticava Gandhi, o in Italia Marco Pannella.
di Carmelo Caruso
Il Foglio, 26 settembre 2025
Le paure del ministro degli Interni per gli “ingegneri della collera” (imbucati nei cortei) e per la radicalizzazione dei docenti su Gaza. Mattarella contrario alla scelta di diluire le elezioni regionali che esaspera il clima. Possibile incontro con Meloni. La parola è Intifada. Il governo teme “l’intifada italiana”, gli “ingegneri della collera”. La Palestina è adesso ordine pubblico, sicurezza Italia. Sentite cosa dice al Foglio, Luca Ciriani, il ministro per i Rapporti con il Parlamento: “E se poi ci scappa il morto? Chiedo a Elly Schlein di presentarsi in Aula. Fino a quando potrà spingersi a difendere la Flotilla, un eventuale suo sconfinamento? Fino a quando? Il Pd appartiene alla grande famiglia socialista. Sia responsabile”. È preoccupato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che usa l’adagio “l’ordine si mantiene e non si impone”, è angosciato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ed è allarmato anche Sergio Mattarella. Non si può escludere, questo fine settimana, un colloquio fra Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica. Piantedosi ha già spiegato che il clima è peggiorato, che operano professionisti del disordine. Nuove norme sulla sicurezza vengono escluse.
di Francesco Riccardi
Avvenire, 26 settembre 2025
Le posizioni di chi ha tentato di bloccare la Stazione Centrale e chi si appella al confronto non violento. Con una amara consapevolezza: sulla guerra la politica lascia spazio al radicalismo.
Alla fine avete “tradito” e in qualche modo “rovinato” una bella manifestazione pacifica, partecipata da giovani e adulti, perfino da intere famiglie con i bambini, che chiedevano la fine della guerra a Gaza e la coesistenza di due Stati in Terra Santa. Usare la guerriglia contro la guerra è non solo inaccettabile perché sono rimasti feriti decine di agenti di polizia e alcuni giovani, ma è pure contraddittorio e controproducente per le ragioni stesse della protesta.










