di Ilaria Solaini
Avvenire, 24 settembre 2025
Per la terza volta la Global Sumud Flotilla - il gruppo di imbarcazioni che naviga nel Mediterraneo verso Gaza - ha denunciato attacchi con “bombe sonore, droni e sostanze chimiche sospette”. È avvenuto nelle prime ore di oggi, mercoledì 24 settembre, al largo dell’isola di Creta “a 600 miglia nautiche (1.100 chilometri) da Gaza”. L’attivista tedesca Yasemin Acar ha riferito su Instagram che cinque imbarcazioni sono state attaccate: “Non abbiamo armi. Non siamo una minaccia per nessuno”, ha ribadito, la flottiglia trasporta solo “aiuti umanitari”. Secondo quanto riportato sui social dagli attivisti della Global Sumud Flotilla, nelle ultime 24 ore, più di 15 droni hanno sorvolato ogni dieci minuti a bassa quota la nave Alma. I partecipanti alla missione hanno riferito di oggetti lanciati da droni o aerei su almeno 10 imbarcazioni. Non ci sono stati feriti, ma “i danni saranno valutati pienamente alla luce del giorno”.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 24 settembre 2025
A riconoscere lo Stato palestinese dovrebbe essere proprio un governo (quello guidato da Giorgia Meloni) al quale i suoi oppositori rimproverano ogni giorno le remote ascendenze con quel regime che varò le leggi razziali. Come fa presto a svanire la memoria storica. Come fa presto a svanire la memoria storica di un Paese, dei suoi rappresentanti politici e dei suoi cittadini, dei suoi intellettuali e dei suoi talk show televisivi. Per anni ed anni la promulgazione nel 1938 delle leggi razziali decretate dal fascismo, complice la monarchia sabauda e testimone silenziosa la Chiesa cattolica, è stata ricordata in tutti i modi e in tutte le occasioni dalla democrazia italiana. Naturalmente con la dovuta enfasi di deprecazione, di colpa e di vergogna per il silenzio pressoché unanime con cui quelle leggi furono allora accolte dalla nostra opinione pubblica.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 settembre 2025
Il sistema penitenziario italiano si trova di fronte a una delle sue sfide più complesse e urgenti: la gestione della salute mentale di una popolazione carceraria sempre più eterogenea, in particolare quella composta da detenuti stranieri. In questo contesto, l’etnopsichiatria emerge come un campo di studio e di pratica fondamentale, sebbene ancora di nicchia, la cui mancata integrazione sistematica nel circuito detentivo si traduce in un fallimento sia sul piano rieducativo sia su quello umanitario. Dentro le carceri non c’è solo la pena formale. Ci sono storie che vengono da lontano: fughe, violenze, riti che non trovano equivalenti nel mondo occidentale. È in questo spazio che l’etnopsichiatria - la disciplina che intreccia psichiatria e antropologia - propone qualcosa di semplice e scomodo: per curare bisogna capire il senso della sofferenza, non solo il sintomo.
di Irene Perfetti
onehealthfocus.it, 23 settembre 2025
Con circa 63mila detenuti e un tasso reale di sovraffollamento del 134,3%, che in otto istituti raggiunge il 200%, le carceri italiane sono una bomba sanitaria e sociale. Ne parla Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio dell’Associazione Antigone. Il carcere è da sempre una comunità fragile, ma oggi la crisi ha raggiunto livelli mai visti. Secondo le Statistiche penali annuali del Consiglio d’Europa (Space I), un terzo delle amministrazioni penitenziarie del continente affronta ancora il problema del sovraffollamento: Slovenia, Cipro, Francia, Italia, Romania e Belgio sono maglia nera per tassi di riempimento.
garantedetenutilazio.it, 23 settembre 2025
Incontro alla manifestazione “Itaca”. Il viceministro Sisto: “Questo è un governo che sul pianeta carcere ha investito e continua a investire”. “Io continuo a essere dell’opinione già espressa in questa sede, esattamente un anno fa, che bisognerebbe avere il coraggio che ebbero Silvio Berlusconi e Romano Prodi, quando nel 2006 decisero entrambi un provvedimento d’indulto”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, nella parte conclusiva dell’incontro con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che si è svolto sabato 20 settembre a Formello, nell’ambito della manifestazione Itaca.
di Marco Cafiero*
progettouomo.net, 23 settembre 2025
A giorni entrerà in vigore il D.M. 24 luglio 2025, n. 128, attuativo della Legge 8 agosto 2024, n. 112, nota come “legge Nordio”. A tal proposito, ritengo opportuno fare alcune riflessioni, non tanto come giurista, ma in qualità di neo-Garante dei diritti delle Persone Private della Libertà Personale del Comune di Genova. La mia attenzione si concentra sulle future strutture di comunità che il Ministro ha prospettato e che ora dovrebbero divenire realtà. Il mio pensiero va a queste strutture perché, al di là dei buoni intenti, che desidero riconoscere fino a prova contraria, vi intravedo delle ingenuità.
di Maurizio Gazzoni
dolcevitaonline.it, 23 settembre 2025
La metafora della bicicletta viene utilizzata in carcere per indicare il processo di creazione e diffusione di una notizia falsa che una volta “montata” inizia a “pedalare”, con risvolti spesso disastrosi. Anche in carcere si “montano biciclette”, ma quelli a cui sono destinate ne farebbero volentieri a meno, già, perché le biciclette che si montano in carcere non hanno lo scopo di aiutare la mobilità (oltretutto mancano gli spazi), ma sono “mezze infamità” che servono a screditare la reputazione di un detenuto. Le “biciclette” si montano anche fuori, ma “dietro il cancello” corrono più forte.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 23 settembre 2025
La magistratura fiduciosa nella rimonta in vista del Referendum primaverile. E Parodi mobilita i suoi. “Il risultato non è affatto scontato e noi spiegheremo ai cittadini le ragioni del “no” a questa legge”, ha affermato Cesare Parodi a margine di un convegno sull’articolo 111 della Costituzione, organizzato lo scorso venerdì dall’Ordine degli avvocati di Vicenza nella sede di Palazzo Gualdi. Pare ostentare sicurezza, all’indomani del terzo voto in Parlamento sulla riforma che introduce la separazione delle carriere fra pm e giudici, creando così due distinti Csm, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, chiamato al compito di “ribaltare” tutte le previsioni della vigilia. Ed in effetti però, come già raccontato dal Dubbio l’altra settimana, gli ultimi sondaggi disponibili non darebbero così per scontato l’esito finale del referendum a favore del “si”. Pare esserci ancora molta incertezza, con il fronte del Sì e quello del No attestati entrambi sul 50 per cento, una perfetta parità che non mette tranquillità dalle parti di Palazzo Chigi.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 23 settembre 2025
La separazione delle carriere riapre il dibattito sul ruolo del pubblico ministero, stretto tra accuse opposte. La figura del pubblico ministero nella riforma Nordio, tirata da una parte e dall’altra nei timori di chi, dal mondo del “campo largo” della politica fino al sindacato delle toghe, un giorno lo vede troppo debole e l’altro troppo forte. Nella stessa giornata di sabato 20 settembre hanno parlato, su tre diversi quotidiani, il ministro guardasigilli, la responsabile giustizia del pd e un autorevole ex magistrato, già presidente della Camera dei deputati.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 settembre 2025
Il presidente dell’Unione nazionale delle camere civili Alberto Del Noce: “Difficile il raggiungimento dei target stabiliti dal Pnrr entro il 30 giugno 2026. Occorre superare la riforma Cartabia e una revisione organica del processo civile”. Non c’è solo il referendum sulla giustizia a turbare il calendario primaverile del governo. Entro il 30 giugno del prossimo anno, infatti, l’Italia è chiamata a raggiungere gli obiettivi fissati dal Pnrr sulla giustizia civile: riduzione del 90 per cento delle cause civili pendenti e riduzione del 40 per cento della durata media dei procedimenti. Se il primo obiettivo risulta fattibile, per il secondo appare necessario un miracolo, se si considera che al 30 giugno scorso il dato si attestava al -20,1 per cento rispetto al 2019, cioè la metà dell’obiettivo finale.
- Ilaria Salis e il vizietto del garantismo a targhe alterne
- Padova. “Il carcere che vorrei è fatto di umanità e di gioco di squadra”
- Bologna. Giovani adulti alla Dozza. La sezione chiude martedì
- Cuneo. Detenuto obeso, l’ospedale scrive al Dap: impropria la permanenza in pronto soccorso
- Perugia. Torna il progetto giustizia riparativa per l’inclusione lavorativa dei detenuti










