di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Un contributo del giurista e filosofo del diritto che sarà domani protagonista delle Salvatore Veca Lectures organizzate dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli con un intervento dal titolo “Dalla crisi alla cura. Una democrazia planetaria per il nostro mondo comune”.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Si è tenuto dal 12 al 14 settembre il seminario nazionale "Gli spazi del dissenso. Leggi criminogene e restringimento della dialettica democratica". Organizzato dalla Società della Ragione presso la Sala del Consiglio comunale di Paluzza (Ud), è il primo che si è svolto in assenza di Grazia Zuffa, scomparsa il 9 febbraio scorso, che dell’associazione impegnata per la difesa delle libertà e dei diritti dei cittadini e delle cittadine era stata, con Franco Corleone, anima e fondatrice. Il suo ricordo e il suo pensiero critico hanno però traversato gli interi lavori e sono stati richiamati in diversi dei tanti interventi, di cui è qui impossibile dare conto rimandando all’ascolto sul sito della SdR.
di Mons. Matteo Zuppi*
L’Unità, 17 settembre 2025
Non è facile vivere questo tempo contrassegnato da fragilità, individualismo, paure e indifferenza. Ciascuno si affanna per salvarsi da solo, credendo - e dimenticando - le dolorose lezioni contrarie a perché questo sia possibile. Non ci si salva da soli e, anche, non c’è futuro senza accoglienza. Nella polarizzazione colpevole e ignorante, alimentata nei dibattiti pubblici e in particolare sul tema dell’emigrazione, si creano luoghi comuni distorcenti, pericolosi perché non permettono di comprendere i veri rischi, fanno perdere l’umanità e il rispetto per qualsiasi vita, fondamento del cristianesimo, ma anche dell’umanesimo che da questo è scaturito.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Vogliamo scrivere la storia del Mediterraneo. Quella di vittime e testimoni. A Gaza si uccidono i giornalisti, in mare si mandano via soccorritori che mostrano cosa accade. Luca Casarini, capomissione di Mediterranea: come parteciperete all’incontro dei movimenti popolari interno al Giubileo? Già dai tempi di Papa Francesco Mediterranea ha sostenuto questa Assemblea permanente dei movimenti popolari delle tre T: terra, tetto e trabajo (lavoro, ndr). Nella prima fase di criminalizzazione di Mediterranea Bergoglio ha voluto che la nostra organizzazione entrasse nel coordinamento di questa rete. Dentro ho ritrovato tanti, come i Sem terra brasiliani, che avevo conosciuto ai tempi del Forum di Porto Alegre. Così, soprattutto insieme a Don Mattia, abbiamo lavorato su questo percorso.
di Claudio Dionesalvi
Il Manifesto, 17 settembre 2025
L’odissea di un giovane camerunense accolto nella comunità arbëreshë di Acquaformosa, scampato a tutto tranne che alle difficoltà per ottenere la protezione internazionale. È una drammatica simulazione d’esame quella che si svolge in una stanzetta dell’associazione “Don Vincenzo Matrangolo” a Acquaformosa, in provincia di Cosenza. Due giovani donne di origini arbëreshë preparano un ragazzone camerunense che tra pochi giorni sarà chiamato a ricostruire la propria esistenza davanti alla Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale. Di prassi il colloquio propedeutico tra l’operatrice e interprete Lucia Anna Grillo, l’avvocata Lidia Vicchio e il 28enne Justin dovrebbe durare al massimo un’oretta. Invece il tempo si ferma e per un’abbondante mezza giornata gli sguardi a volte cercano riparo verso il soffitto; lacrime sgorgano, labbra si contraggono in espressioni di sconforto.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 17 settembre 2025
Da almeno una quindicina d’anni, ma con accelerazione estrema a partire dal Covid, si è sempre più diffusa una modalità di confronto, anzi in realtà di conflitto sempre meno latente, che non ammette il riconoscimento reciproco delle parti in causa. Forse, più che di esagerazione calcolata a freddo, si tratta di riflesso condizionato: quando si parla di violenza politica, in Italia, è obbligatorio evocare gli anni 70. Così il ministro Ciriani se ne esce come se nulla fosse con le Brigate rosse, riferendosi peraltro alle parole di un parlamentare neppure di sinistra ma di Italia Viva, moderato e centrista. Così il collega Tajani chiama in causa la campagna martellante contro il commissario Calabresi, poi ucciso in uno dei primi attentati non indiscriminati degli anni di piombo.
di Domenico Quirico
La Stampa, 17 settembre 2025
La non belligeranza italiana e le bugie che portano al fronte. Quelle similitudini con il 1939. Siamo diventati da poco orfani di una bugia. Purtroppo. Perché era una bugia utile, che ci ha miracolato da un abisso, bugia condivisa tra nemici e quando le bugie sono così diventano quasi pseudoverità che si possono far bere ai sudditi facendole gestire da manichini parlanti sugli schermi. Se l’interesse reciproco lo richiede il bianco può persino diventare nero. Lo rimpiangeremo questo “adminiculum” un po’ losco che permetteva di socchiudere gli occhi sulle cose sconvenienti. Hanno strappato il velo alla guerra europea: è ufficiale, dichiarato, garantito: siamo, noi, in guerra con la Russia.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 17 settembre 2025
Due grandi democrazie stanno tradendo in queste ore alcuni dei valori che ce le hanno rese così care: Israele e gli Stati Uniti. La prima è Israele. Con l’invasione di Gaza City, ciò che era cominciata come una guerra ad Hamas si trasforma definitivamente in un’operazione di espulsione (presumibilmente per sempre) dei suoi abitanti palestinesi e di ripulitura del luogo. La distruzione non basta più, siamo ora entrati nella fase Caterpillar: la rimozione dei laterizi con i giganteschi bulldozer D9 che spianano il terreno, un efficiente lavoro di movimento-terra.
di Micaela Frulli e Triestino Mariniello
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Palestina Dal Ruanda al Darfur, i precedenti ci dicono che i rapporti delle Commissioni delle Nazioni unite hanno conseguenze e riverbano nei tribunali internazionali. Nel caso israeliano, la Corte penale potrebbe allargare il suo raggio d’azione. Con il rapporto rilasciato il 16 settembre 2025, la Commissione d’inchiesta indipendente nominata dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu conclude che le autorità israeliane stiano commettendo un genocidio a Gaza. Secondo la Commissione, le violazioni in atto integrano quattro delle cinque condotte previste dalla definizione di genocidio data dalla Convenzione Onu del 1948, commesse con l’intento di distruggere in tutto o in parte un determinato gruppo nazionale, etnico, razziale, o religioso in quanto tale: (i) l’uccisione di membri del gruppo, (ii) la lesione grave della loro integrità fisica o mentale, (iii) il sottoporre il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, e (iv) il prendere misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo.
di Francesco Grignetti e Ilario Lombardo
La Stampa, 17 settembre 2025
La prospettiva è di avere il potente gruppo islamista a poche miglia di mare dalla Sicilia. C’è una ipotesi “tunisina” per evacuare da Gaza quel che resta della dirigenza di Hamas. Ed è molto concreta. È un vero e proprio piano su cui si stanno confrontando diversi governi, tra Europa, mondo arabo, Stati Uniti e Israele. L’idea è di trasferire a Tunisi i vertici sopravvissuti di Hamas, garantendo la loro sicurezza nel trasferimento, pur di costringerli a mollare la presa su Gaza e così di fatto eliminando la causa scatenante dell’invasione israeliana.
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