di Marco Fabri*
Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2025
Con la delibera del 3 settembre scorso il Consiglio superiore della magistratura ha dato seguito a quanto previsto dal decreto legge 117/2025, con il quale il Governo ha individuato alcune misure emergenziali per raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr per la giustizia civile. In particolare, la riduzione del 40%, rispetto al 2019, del disposition time entro giugno 2026, che dovrebbe passare da 2.512 giorni a 1.507 a livello nazionale, considerando i tre gradi di giudizio. Il Csm ha quindi individuato le sedi e il numero di magistrati che potranno essere applicati straordinariamente negli uffici giudiziari di primo e di secondo grado.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 15 settembre 2025
Tornano a scioperare i dipendenti precari della giustizia assunti con i fondi del Pnrr. Domani anche la settantina di lavoratori in servizio al Tribunale di Monza incroceranno le braccia per lo sciopero nazionale indetto dalla Fp-Cgil. In Lombardia la mobilitazione si tradurrà in una serie di presìdi davanti ai Palazzi di Giustizia. A Monza l’appuntamento è in via Vittorio Emanuele dalle 9 alle 12. “Si tratta di circa 12mila persone a livello nazionale”, ricorda Dino Pusceddu, segretario della Funzione pubblica della Lombardia, ma “solo 3mila hanno garanzia di stabilizzazione, altri 3mila attendono risorse promesse, mentre 6mila rischiano di restare senza lavoro dal 30 giugno 2026”.
di Lorenzo Guadagnucci
volerelaluna.it, 15 settembre 2025
C’è una regola non scritta - un principio di buon senso e di garanzia - che consiglia di sospendere dal servizio e di tenere lontano dalla “prima linea” funzionari e operatori delle forze di polizia o degli apparati di sicurezza sottoposti a indagini e processi, specie se per fattispecie particolarmente gravi. È una “regola” che ai vertici delle polizie italiane, e ai responsabili politici pro tempore, non piace granché, e infatti viene poco e male applicata, con evidente danno per l’immagine delle istituzioni e per la qualità delle relazioni fra queste e la cittadinanza.
di Sergio Giordani*
La Repubblica, 15 settembre 2025
È con grande piacere che Padova ospita nuovamente il Festival di Salute, un appuntamento decisamente significativo nella divulgazione medica e scientifica. La salute è uno dei diritti fondamentali per tutte le persone, siano esse nate nel benestante occidente, siano esse abitanti delle zone meno sviluppate del pianeta. È un tema fondamentale che riguarda la dignità umana e non si limita ad una semplice assenza di malattie o a una cura adeguata quando esse si manifestino, ma include numerosi altri fattori come ha evidenziato molto bene l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Parlare di salute oggi vuol dire quindi anche parlare di diritti umani, di giustizia sociale, di distribuzione della ricchezza nel mondo e nei singoli Stati, insomma di un futuro, che mai come in questi ultimi anni sembra oscuro e minaccioso come non accadeva da tempo.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 15 settembre 2025
Servono investimenti che prevedano strumenti e occasioni di ascolto adeguati. Perennemente sotto giudizio di un qualche tribunale pubblico e spietato: così sembrano sentirsi molti adolescenti e giovani alle soglie dell’età adulta. Non stiamo parlando solo delle aspettative dei genitori o degli insegnanti, ma del tribunale dei coetanei che, nelle relazioni faccia a faccia e ancor più via social, li giudica in base al loro corpo e al loro aspetto estetico, per lo più in base a stereotipi di genere rigidi e modelli di bellezza basati su quelli proposti dai social e dai/dalle varie influencer popolari al momento.
di Vito Mancuso
La Stampa, 15 settembre 2025
Il risentimento non è una condizione naturale, si tratta piuttosto di una patologia da cui si può guarire con l’apertura di mente e cuore. Odio: sembra proprio questa la condizione del cuore e della mente della politica mondiale e nazionale, e siccome la politica è nel bene e nel male la cartina di tornasole della condizione della società, la sconsolata conclusione da trarre è che siamo destinati a sprofondare sempre più in un mare di odio, di risentimento, di aggressività, di violenza. L’odio, infatti, purtroppo genera odio. L’assassinio del giovane politico americano Charlie Kirk da parte del giovanissimo studente Tyler Robinson sembra proprio che abbia avverato quanto afferma la Bibbia: “E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta” (Osea 8, 7).
di Enzo Risso
Il Domani, 15 settembre 2025
Secondo l’Equalities index 2025 di Ipsos, l’Italia è, insieme alla Spagna (e dopo l’Ungheria), il paese europeo in cui il tema delle disparità è maggiormente avvertito. E per il 38 per cento della popolazione il nostro paese non si sta sforzando abbastanza per affrontarle. La crescita delle disuguaglianze economiche, sociali e di riconoscimento che si è avuta nel corso degli ultimi 40 anni sta schiacciando il diritto all’uguale dignità delle persone, sta frantumando l’equilibrio tra possesso di mezzi e bisogni e sta anche infragilendo le possibilità dei singoli sbriciolando l’uguaglianza di opportunità e comprimendo la libertà sostanziale di un gran numero di persone. L’Equalities index 2025 di Ipsos fotografa lo stato delle disuguaglianze in 31 paesi del mondo, compresa l’Italia. Per la metà degli italiani (50 per cento) il tema delle disuguaglianze è uno dei principali problemi che il nostro paese deve affrontare (solo il 7 per cento lo giudica poco importante).
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 15 settembre 2025
Il monito di Mattarella e il rischio di scivolare verso un nuovo 1914. L’Italia unita deve farsi sentire e deve urlare il suo “no” al peggio. Già adesso è il Capo di Stato più longevo della nostra Repubblica, eletto la prima volta nel 2015, confermato nel 2022, fine mandato nel 2029. Una personalità politica che ha conquistato credibilità internazionale anche in ragione della coerenza rispetto ai valori cardine dell’Occidente e del modo fermo ma pacato in cui si è sempre speso per difenderli. Non parla tanto, il Presidente Mattarella, specie in questo 2025 così cupo e minaccioso, e comunque senza mai rinunciare alla cautela che è un suo tratto distintivo.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 15 settembre 2025
Dobbiamo vivere con l’imperfezione dell’epoca che ci viene regalata. È il tempo del ritorno degli Imperatori, della paura, dell’arretramento delle libertà e dell’odio a piede libero. Solo due esseri umani su dieci, in questa terra, hanno il privilegio di farsi guidare da governi pienamente democratici. Noi, per esempio. Un orizzonte di pace tutt’altro che acquisito e immutabile. Lo dicono le statistiche di V-dem. In questo mondo polveriera, l’Europa non è mai stata tanto debole quanto necessaria. Peccato che, al momento, si limiti ad emettere flebili e scomposti guaiti, come un cagnetto che sogna.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 15 settembre 2025
Ascoltare o cancellare? Cronaca di un convegno a Napoli “secretato”: una fotografia utile per smascherare alcuni tic illiberali del pensiero progressista in Italia. Le parole dell’ex premier israeliano Olmert e dell’ex ministro degli Esteri dell’Anp Al-Kidwa. Si può essere dalla parte dei palestinesi innocenti trucidati a Gaza senza alimentare l’antisemitismo? Si può essere dalla parte dei pro Pal con la testa sulle spalle senza dover assecondare la descrizione di Israele come la culla del nuovo nazismo?
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