di Carmelo Musumeci
Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2015
"Oggi, durante il progetto Scuola-Carcere, ad una domanda di una studentessa ho risposto che in carcere è difficile crescere e migliorare da soli, è più facile quando si comunica e ci si confronta". (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com).
Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2015
Gentile Ministro, con la presente intendo sostenere l'appello della Redazione di Ristretti Orizzonti "sugli stati generali del carcere". Apprezzo da tempo il prezioso lavoro della redazione, in particolare quello di sensibilizzazione degli studenti, e ho avuto modo di apprezzare la qualità dei convegni organizzati nella casa di reclusione di Padova.
di Stefano Anastasia (Presidente onorario di Antigone)
www.osservatorioantigone.it, 11 febbraio 2015
Il Ministro Orlando ha giustamente risposto in senso affermativo alla richiesta che gli è venuta da più parti, e principalmente dalla redazione di Ristretti orizzonti, di fare degli annunciati Stati generali sulle pene e sul carcere un'occasione di confronto anche con i diretti interessati, i condannati e le condannate, i detenuti e le detenute che vivono direttamente tale condizione e che possono offrire un punto di vista non solo "diverso", ma essenziale, anzi - meglio - imprescindibile alla comprensione dei problemi e dei limiti del nostro sistema penitenziario. Ciò detto, vorrei spezzare una lancia anche a favore della interlocuzione diretta con una realtà come quella di Ristretti.
Vita, 11 febbraio 2015
Lo ha deciso il ministro Andrea Orlando. La redazione del giornale penitenziario Ristretti Orizzonti: "L'evento? Facciamolo qui a Padova, sarebbe un segnale importante". "Nel mese di aprile faremo una riflessione complessiva, a cui abbiamo dato il nome di Stati generali della pena, non solo con gli addetti ai lavori, ma anche con chi c'è dentro le carceri". Ad annunciarlo è stato il ministro della Giustizia Andrea Orlando in occasione del convegno organizzato dalle Camere penali a Palermo nello scorso fine settimana. Il responsabile di via Arenula ha così assecondato la richiesta che la redazione di Ristretti Orizzonti (la testata dei detenuti del carcere di Padova Due Palazzi) gli aveva recapito nei giorni scorsi attraverso una lettera aperta, proponendo fra l'altro proprio il penitenziario veneto come sede del meeting.
di Cinzia Brentari (Criminologa, Care Project Expert)
Il Manifesto, 11 febbraio 2015
I risultati dello studio Pride, una ricerca realizzata in 5 paesi europei, confermano la scarsa attenzione agli interventi fondamentali per assicurare la salute dei detenuti, soprattutto di categorie a rischio come i tossicodipendenti. Si tratta delle misure di riduzione del danno, una serie di interventi di salute pubblica destinati a ridurre i rischi correlati all'assunzione di sostanze. Lo studio Pride fa parte del più ampio progetto "Care - Quality and continuity of care for drug users in prisons", coordinato dalla Facoltà di Scienze Applicate dell'Università di Francoforte, in partnership con amministrazioni penitenziarie, istituti di ricerca e terzo settore, che ha coinvolto nove paesi europei.
di Maria Pirro
Il mattino, 11 febbraio 2015
La riforma a meta Conto alla rovescia scattato per l'ennesima volta Sei le strutture presenti in Italia, è già percorso a ostacoli pur di scongiurare la terza proroga È conto alla rovescia è scattato per l'ennesima volta: 31 marzo 2015, questa la data fissata per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, motivo di "orrore" già nel 2011 per il capo dello Stato.
Sei le strutture presenti in Italia; "Inconcepibili m qualsiasi Paese appena civile", il suo monito. Dismissione rinviata di anno in anno, si profila ora un percorso a ostacoli. Solo in Campania sono internati m 198:87 a Secondigliano, 111 ad Aversa.
Ecco i passi avanti fatti in questa lunga attesa e le numerose incognite rimaste a distanza di 47 giorni dalla scadenza indicata per legge. D piano dai tempi sballati Si parte con la legge 9/2012 stabilisce che gli Opg devono chiudere: dal31 marzo 2013, data originaria, le persone internate devono essere ricoverate esclusivamente all'interno di nuove strutture residenziali sanitarie, cosiddette Rems, che però non ancora attrezzate dalle Regioni. Impossibile rispettare tempi tanto strettì. Così scatta la prima proroga, e poi la seconda.
Per scongiurarne una terza, sono inseriti correttivi normativi (con la legge 81/2014) ed è istituito un organismo di coordinamento presieduto dal sottosegretario Vito De Filippo, deciso a rispettare il cronoprogramma. A Roma le riunioni con i referenti regionali proseguono ogni giovedì. Nuovi ingressi in Opg: il numero complessivo di internati diminuisce nel corso degli anni, ma gli ingressi non sono bloccati.
Anzi, continuano. Un esempio? Cento campani sono entrati in Opg soltanto nel 2014: più di quanti, 99 in totale, risultano presenti oggi. Il paradosso è certificato dal database regionale, un "cervellone" chiamato Smop, unico in Italia, che consente di monitorare la situazione in tempo reale. Ma il problema riguarda tutta Italia.
Il piano di dismissione degli Opg passa anche attraverso il ritorno in carcere degli internati già condannati o "giudicabili", afflitti da disturbi mentali dopo aver commesso un reato. I trasferimenti, però, non sono ancora cominciati, nonostante riguardino solo 15 campani in base alle pratiche già presentate a luglio scorso.
"La Regione è avanti rispetto ad altre nella realizzazione delle strutture di psichiatria: una, con 20 posti, è nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, un'altra, con 4 posti, a Pozzuoli. Funzionano per la prevenzione" spiega Giuseppe Nese, coordinatore del gruppo per il superamento degli Opg. Altre 4 strutture sono in fase di realizzazione a Secondigliano, Salerno, Sant'Angelo dei Lombardi e Benevento: "Operative entro il 31 marzo" assicuralo psichiatra.
Cambio di passo per le Rems. In Campania avrebbero dovuto esserne realizzate 8, con 160 posti letto, ma il piano originario è stato modificato perché sovradimensionato. Il numero delle strutture è sceso a due, con 40 posti: entrambi gli edifici individuati sono da ristrutturare. Una a San Nicola Baronia, in Irpinia; l'altro a Calvi Risorta, in provincia di Caserta.
Definiti i progetti: dal via, i lavori potrebbero essere completati ³ïÇÎ giorni. Alle Asila Regione ha chiesto di monitorare il procedimento e valutare possibili alternative provvisorie. Sulla fattibilità di soluzioni-ponte sono stati, però, avanzati "dubbi in Toscana - secondo la segnalazione di Psichiatria democratica, ma anche il Veneto sembra essere in ritardo e in Emilia Romagna l'attivazione delle Rems provvisorie sembra incontrare difficoltà, specie con i familiari dei pazienti che dovrebbero lasciare il posto agli ex internati".
Contestata, invece, quale ritorno al passato, "la decisione della Sicilia di attivare la Rems nell'area del vecchio Opg di Barcellona Pozzo di Gotto. Come pure non è accettabile la soluzione in Lombardia che prevede più moduli accorpati, anche qui, nell'Opg di Castiglione delle Stiviere". Politiche di inclusione da rafforzare Psichiatria democratica, con il segretario nazionale Emilio Lupo, chiede che "vengano commissariate le Regioni che non rispetteranno le normative previste dalla legge sulla chiusura degli Opg".
E ribadisce l'importanza di puntare su "progetti personalizzati" con risorse e tempi certi, potenziando i servizi territoriali e promuovendo occasioni di lavoro. Contro i ritardi, la richiesta di commissariare le Regioni inadempienti è stata avanzata anche dal comitato Stop Opg nell'incontro con De Filippo, il 5 febbraio. Un'altra riunione è annunciata per fine mese e, dal primo al 31 marzo, "La staffetta del digiuno": mobilitazione per arrivare al traguardo "senza proroghe e senza trucchi".
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2015
Un'illegalità con effetti devastanti sulla crescita, interventi legislativi con alcune criticità e il problema delle spese regionali. La relazione della Corte dei Conti, all'apertura dell'anno giudiziario 2015, fornisce un quadro dell'Italia poco rassicurante, tanto più che l'organico dei giudici contabili è diminuito del 30 per cento. In prima fila il presidente della Repubblica Sergio Matterella, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e quello per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Molti avvocati, magistrati, giornalisti, tutti a recepire quello l'ennesimo monito dei magistrati contabili: "Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l'una è causa ed effetto dell'altra", ha detto ieri nel suo discorso inaugurale il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri.
Una corruzione che in Italia è dovuta al "perdurare a lungo di condizioni di bassa crescita" che "predispone un terreno favorevole a fenomeni di mala gestione e di corruzione". "Il pericolo più serio per la collettività - continua Squitieri - è una rassegnata assuefazione al malaffare". Così rivolgendosi anche al presidente della Repubblica, Squitieri aggiunge: "Non possiamo permettere che questo accada".
Per cui è "prioritario riorganizzare le strutture dello Stato", soprattutto a livello regionale, dove impazzano le spese irregolari. Circa 2/3 delle spese finite sotto la lente dei magistrati contabili fanno infatti riferimento agli enti territoriali, e in particolari alle Regioni del Sud che da sole arrivano al 60,4% delle irregolarità rilevate. Nell'ambito dei Fondi strutturali, il Fesr è quello per il quale sono individuabili i più alti importi di spesa irregolare, pari a 17,8 milioni di euro. In questo ambito, il primato è detenuto dalla Calabria (7,7 milioni), seguita da Campania (3,3 milioni) Toscana (2,4 milioni).
L'intervento del procuratore Generale Salvatore Nottola punta invece il dito contro le assunzioni illegittime e i danni erariali che ne conseguono: "La mala gestione - afferma Nottola - arriva a manifestarsi anche con assunzioni illegittime, prive di requisiti ovvero della procedura concorsuale". Il riferimento è agli atti di citazione della Procura regionale per il Lazio nei confronti di Atac e Ama, le due municipalizzate romane.
Nel primo caso, è stato quantificato un danno erariale di 15milioni di euro; nel secondo di 8 circa per l'assunzione illegittima di 550 operatori ecologici. Le sentenze sono state emesse anche a livello territoriale: l'importo più consistente, di 41,1 milioni di euro, nei confronti dei responsabili della Casa di Cura San Raffaele di Cassino, quella della famiglia Angelucci. Non sono da meno le situazioni di altre Asl.
di Beatrice Migliorini
Italia Oggi, 11 febbraio 2015
Riforma della giustizia al giro di boa. E si riparte dal rafforzamento del Tribunale delle imprese, dall'istituzione del tribunale della famiglia e dei diritti delle persone e dalla tipizzazione dei motivi di ricorso in Appello e in Cassazione.
Ieri, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl delega per l'efficienza del processo civile, un testo che va a completare il quadro dei provvedimenti legislativi di riforma della giustizia presentati dal governo il 29 agosto scorso per un totale di sei ddl e un dl.
Il testo approvato integra il dl sull'arretrato civile, già approvato dal parlamento, arricchisce le norme contenute nella disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, al vaglio della camera per il voto finale e si inserisce nel quadro della riforma organica della magistratura onoraria (al senato).
Tribunale delle imprese. Valorizzazione dei risultati positivi raggiunti dalle sezioni specializzate in materia di impresa. Questo uno degli obiettivi che il governo punta a raggiungere con l'approvazione del ddl. "La delega, infatti", ha spiegato il guardasigilli Andrea Orlando, "mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in sezioni specializzate per l'impresa e il mercato e, soprattutto, amplia l'ambito di loro competenza alle controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non interferenti con l'esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale, a quelle in materia di pubblicità ingannevole, alle azioni di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo".
Saranno, inoltre, competenti anche relativamente alle controversie per accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all'accordo. Senza contare, poi, le controversie societarie relative a società di persone, a quelle in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario.
Tribunale della famiglia e dei diritti delle persone. Iniziano a delinearsi i confini entro cui si muoverà la sezione specializzata per la famiglia. "La sezione", ha sottolineato il Guardasigilli, "avrà competenza su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile". In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona.
Riforma processo civile. Riduzione dei tempi processuali in primo grado, in appello ed in Cassazione, in modo da fare della durata del processo e della sentenza esiti assolutamente naturali e prevedibili. "Per quanto riguarda i processi di primo grado, la riforma prevede una revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene, poi", ha chiarito Orlando, "fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi. In merito al processo d'appello, invece, sarà potenziato il carattere impugnatorio anche attraverso l'assestamento normativo e la stabilizzazione dei recenti orientamenti giurisprudenziali e tramite una maggiore chiusura per le nuove domande, le eccezioni e prove.
Previsti, inoltre, interventi sul rito davanti alla Corte di cassazione, nel segno di un uso più diffuso del rito camerale e nella prospettiva, possibile, di una riforma costituzionale che veda inseriti in un organo giudiziario supremo giudici oggi appartenenti ad altre magistrature, ovvero che veda attribuire ad una corte riformata controversie oggi regolate sulla base della doppia giurisdizione. In tale prospettiva, si potrebbe individuare un modello pressoché unico di processo civile supremo.
Con la delega vengono, infine, introdotti il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice e il criterio di adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico "con cui", ha concluso il numero uno di via Arenula, "abbiamo già risparmiato 44 milioni di euro grazie all'invio in formato elettronico di 12 milioni e 615 mila comunicazioni e grazie al quale si è verificato un miglioramento significativo dei tempi per i decreti ingiuntivi, una tendenza di meno 60% a Roma, di meno 43% a Milano e sostanzialmente analoga in tutta Italia".
Il Manifesto, 11 febbraio 2015
Sarà possibili oscurare i siti che inneggiano al terrore. Carcere per chi decide di andare a combattere nelle file dell'Is, ma anche per chi arruola i jihadisti e per i lupi solitari, i terroristi isolati che si addestrano da soli. 1.800 soldati in più destinati all'operazione Strade sicure con i compito di sorvegliare obiettivi sensibili.
E ancora: verrà stilata una black list dei siti web che inneggiano al terrorismo internazionale e che potranno essere oscurati dall'autorità giudiziaria, mentre per i prefetti sarà più facile espellere coloro che sono ritenuti possibili terroristi. Infine ritiro del passaporto e dei documenti validi per l'espatrio a quanti sono sospettati di volersi recare all'estero per combattere insieme ai jihadisti. Infine non ci sarà nessuna procura nazionale antiterrorismo, ma come già annunciato le competenze spetteranno alla procura nazionale antimafia diretta dal procuratore Franco Roberti.
Dopo averlo più volte annunciato ma poi sempre rimandato, ieri sera il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto di misure contro il terrorismo internazionale. Si tratta di provvedimenti "studiati per rendere l'Italia un posto sicuro e sereno dove vivere", ha detto il ministro degli Interni Angelino Alfano presentando le nuove misure.
"Abbiamo anche previsto l'arresto per coloro i quali detengono materiale esplosivo che serve a preparare le armi o per quelli che omettono di denunciare il furto di questi stessi materiali", ha proseguito Alfano.
In particolare il pacchetto prevede l'istituzione di un nuovo reato per quanti decidono di recarsi a combattere in uno dei teatri di guerra in cui opera l'Is. Per questi è prevista la reclusione da tre a sei anni, stessa pena per chi supporta i foreign fighters e da 5 a 10 anni per i lupi solitari. Prevista un'aggravante di pena per chi si addestra su web.
Nel pacchetto sono inserite anche misure per i nostri 007. "Abbiamo previsto - ha spiegato Alfano - norme che riguardano al possibilità per il personale dei servizi di poter deporre nei processi mantenendo segreta la reale identità personale. E sarà loro consentito con autorizzazione dell'autorità giudiziaria, di effettuare fino a gennaio 2016 colloqui con soggetti detenuti o internati". Ultima novità è l'introduzione di un coordinamento centrale presso la Procura nazionale antimafia per le inchieste che riguardano il terrorismo. "Un risultato molto importante - ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, con un soggetto in grado di avere un quadro complessivo di tutto ciò che si muove in quest'ambito. Era atteso da anni da chi indaga su questo fronte".
Corriere della Sera, 11 febbraio 2015
Nel giro di 24 ore il gip di Bergamo Ezia Maccora ha detto no alla nuova richiesta dell'avvocato Salvagni, che puntava sui dubbi emersi dal Dna. Il giudice delle indagini preliminari Ezia Maccora ha bocciato oggi, nel giro di 24 ore, la nuova istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni.
Il legale, presentandosi lunedì mattina in tribunale, aveva depositato l'istanza puntando dritto contro il pilastro dell'inchiesta, il Dna, riferendosi alla relazione di Carlo Previderè, il consulente del pm Letizia Ruggeri. È stato Previderè a trovare la corrispondenza tra il Dna (nucleare) di Ignoto 1 e quello di Bossetti, che ha fatto scattare le manette lo scorso 16 giugno.
Il consulente Previderè ha anche indicato, però, un'anomalia: il Dna mitocondriale è di difficile interpretazione, quindi non si può dire che sia di Bossetti. Un elemento decisivo, utile per chiedere nuovamente la scarcerazione (già bocciata), secondo l'avvocato Salvagni.
Un elemento che invece non sposta una virgola, secondo la Procura della Repubblica di Bergamo, che si è opposta alla scarcerazione. Anche il gip non ha avuto dubbi. Anzi, rispondendo all'avvocato Claudio Salvagni, spiega che "si è ampliata la gravità indiziaria nei confronti dell'indagato", alla luce del materiale depositato dal pubblico ministero Letizia Ruggeri per opporsi alla scarcerazione.
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