di Vincenzo Imperitura
Il Dubbio, 20 giugno 2025
Il gesto estremo dell’iraniano dopo la condanna a 6 anni e a una multa da 1,5 milioni. Un taglio profondo, fortunatamente non letale. Un taglio profondo da una parte all’altra del collo per gridare la propria rabbia e la propria frustrazione a poche ore da una sentenza durissima che lo ha condannato a sei anni di carcere e ad una multa monstre di 1,5 milioni di euro per essere stato ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
di Mauro Zola
La Stampa, 20 giugno 2025
Scatta il rinvio a giudizio per tutti i coinvolti nell’inchiesta: il Garante regionale dei detenuti sarà parte civile. Si dichiarano “amareggiati e molto delusi” gli agenti della polizia penitenziaria dopo l’esito dell’udienza preliminare, che ha visto il giudice Francesca Tortora rinviarli a giudizio tutti e 25. Per nove di loro, compreso il vicecomandante A.P., l’accusa, molto grave, è di tortura; per gli altri invece il pubblico ministero Dario Benardeschi ha accolto quelle che erano state le indicazioni del giudice e ha modificato il capo d’imputazione in abuso di autorità contro arrestati o detenuti.
di Matteo Marcon
Corriere del Veneto, 20 giugno 2025
Ma il Ministero: lui non ha violato le regole. Un testo rap composto nel laboratorio per detenuti, esce dal carcere ed esplode la polemica. Il brano trap registrato all’interno del carcere minorile di Treviso dall’assassino di Michelle Causo, ha provocato un’ondata di indignazione che ha come primi protagonisti proprio i famigliari della diciassettenne, trovata cadavere il 28 giugno del 2023, avvolta in un sacco nero all’interno di un carrello del supermercato, abbandonato per strada tra i cassonetti a Primavalle, un quartiere di Roma. Il responsabile è stato condannato a 20 anni e sta scontando la pena nel carcere minorile di Treviso.
romatoday.it, 20 giugno 2025
Non è vero che il giovane cingalese condannato a 20 anni per il femminicidio di Michelle Causo, ha diffuso in prima persona un video dal carcere per promuovere il suo nuovo album rap, come emerso anche in un primo momento. Le immagini postate sul suo profilo sarebbero state pubblicate da altre persone che hanno accesso a quell’account. A smontare la provenienza del filmato è il capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano.
di Giuseppe Di Marco
Il Resto del Carlino, 20 giugno 2025
Il presidente della Corte d’Appello di Ancona, diversi sindaci e personalità del territorio hanno partecipato all’annuncio del nuovo ufficio. Un Ufficio di prossimità arriva anche in riviera, ed è il primo delle Marche. Collegato all’Ambito territoriale sociale 21, è stato presentato ieri mattina, in una sala consiliare gremita, dal sindaco Antonio Spazzafumo, il rappresentante di Anci Marche e sindaco di Montalto Daniel Matricardi, dell’assessore regionale agli enti e servizi pubblici locali Goffredo Brandoni, il presidente del tribunale di Ascoli Alessandra Panichi, la giudice tutelare del tribunale di Fermo Milena Palmisano e il presidente della Corte d’Appello di Ancona Luigi Catelli, nonché di diversi Sindaci e rappresentanti dei comuni che fanno parte dell’Ambito.
di Claudia Benassai
Gazzetta del Sud, 20 giugno 2025
Il suo presente è legato al volontariato in carcere. Ramona Lucaci, mamma di 4 figli, è arrivata in Italia dalla Romania nel 2002. Inizialmente a Desenzano del Garda, ospite della zia, dove ha iniziato a lavorare come cameriera. La città dello Stretto? Ci è arrivata nell’ottobre del 2004. “Oggi - racconta - sono felice di condividere la mia storia e le mie esperienze. Sono messinese d’adozione e inizialmente sono approdata a casa di mia suocera, in attesa della nascita della mia prima figlia”. Quattro anni fa ha realizzato uno dei suoi sogni più grandi: ha frequentato un’accademia per parrucchieri e adesso lavora con amore e passione in un salone.
di Massimo Merluzzi
La Nazione, 20 giugno 2025
Il giovane partecipò al pestaggio di un senzatetto. Ora continuerà il programma di recupero fuori dalla comunità. Ha affidato il suo pentimento per quel terribile gesto che ha messo a repentaglio la vita di un uomo a un video girato all’interno della comunità di recupero nella quale sta scontando il percorso di messa alla prova. Dopo i giorni trascorsi in carcere a carcere a Torino e poi Firenze il giovane di Sarzana (La Spezia) da mesi è in un centro di recupero. Nella notte di Pasqua di un anno fa colpì alla testa con un tondino di ferro un clochard al culmine di una lite ai giardini della stazione ferroviaria di Sarzana costringendolo al ricovero in rianimazione e a un periodo di rieducazione.
di Manuela Mazzariol
lavitadelpopolo.it, 20 giugno 2025
L’arte come ponte tra il dentro e il fuori, tra chi sta in carcere e il resto della cittadinanza. Una mostra che non è solo una mostra, in un luogo che non è solo uno sfondo pregevole per le opere d’arte. È un momento profondo e intenso quello dell’inaugurazione, a palazzo dei Trecento, a Treviso, di “Anima mundi”, seconda esposizione delle opere d’arte degli studenti della Casa circondariale di Treviso.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 20 giugno 2025
Gli alunni di quinta di un istituto superiore siciliano, oggi impegnati nella maturità, per mesi hanno scritto ai coetanei reclusi nell’istituto penale per minorenni della città. Ecco com’è andata. Oggi cinquecentomila studenti sono impegnati nella seconda prova della maturità. Tra loro ci sono anche i ragazzi del quinto anno del liceo di scienze umane Regina Elena di Acireale, in Sicilia, che nell’anno scolastico appena trascorso si sono cimentati in un test che vale più di mille esami: una corrispondenza, fitta e costante, con un gruppo di coetanei che frequentano un’altra scuola della città, quella dietro alle sbarre dell’Istituto penale per minorenni (Ipm) locale.
di Gabriele Ferrante
tecnicadellascuola.it, 20 giugno 2025
Ricordate quei reperti archeologici chiamati fogli di carta sui quali addirittura si scriveva a mano con un vecchio arnese, la penna, poi si riponevano in una busta e, dopo avere acquistato un francobollo, si imbucavano in una cassetta delle poste sperando che raggiungessero prima possibile il destinatario? Si chiamavano lettere, modalità comunicative cadute ampiamente in disuso tanto che gli adolescenti di oggi ne hanno perso conoscenza. Eppure se vi dicessimo che un gruppo di studenti di un liceo di Acireale ha da mesi avviato una fitta corrispondenza via lettera - sì, proprio la vecchia lettera scritta a mano - con altri adolescenti provenienti dall’Italia e da vari altri Paesi europei e nord africani?
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