di Christian Donelli
parmatoday.it, 15 giugno 2025
È stato aperto un fascicolo d’indagine presso la Procura della Repubblica. Verrà effettuata nei prossimi giorni l’autopsia sul corpo di C.A., il 34enne originario del Burkina Faso - in un primo momento era emerso che si trattasse di un cittadino bengalese - morto all’Ospedale Maggiore di Parma nella giornata di giovedì 12 giugno dopo il ricovero, in seguito ad una caduta avvenuta all’interno di una cella del carcere di via Burla di Parma. L’uomo, che secondo le prime informazioni, aveva problemi di tossicodipendenza avrebbe avuto un malore, in seguito al quale sarebbe caduto a terra mentre si trovava all’interno della sua cella.
quotidianomolise.com, 15 giugno 2025
Dopo la morte di un detenuto con problemi psichiatrici, Di Giacomo chiede interventi urgenti: “Servono più psicologi, meno sovraffollamento e sicurezza per tutti”. Dopo il suicidio del detenuto italiano di circa 60 anni, con problemi psichiatrici che si è tolto la vita il 12 giugno nel carcere di Campobasso, Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, ha tenuto una conferenza stampa questa mattina, sabato 14 giugno, davanti al penitenziario molisano, per lanciare un grido d’allarme: “È un dramma quotidiano - ha dichiarato Di Giacomo - che ormai caratterizza la vita carceraria in Italia. Anche in Molise, considerata finora una regione relativamente tranquilla, emergono segnali preoccupanti: risse tra bande, traffici illeciti, carenze di organico e adesso anche i suicidi”.
Udine. Visita al carcere per riportare l’attenzione sulla salute e la dignità delle persone detenute
friulisera.it, 15 giugno 2025
Venerdì pomeriggio una delegazione composta da rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, dei Radicali di Udine e dell’associazione Oikos Ets ha fatto accesso alla Casa Circondariale di Udine per una visita di osservazione e ascolto, con l’obiettivo di verificare le condizioni di vita delle persone detenute e avviare un confronto costruttivo con l’amministrazione penitenziaria. Dalla delegazione è stato apprezzato lo stato di avanzamento lavori di ristrutturazione di vari spazi, di cui il precedente garante, on. Corleone, si era fatto attivatore con l’amministrazione penitenziaria, in un lavoro importante i cui frutti sulle condizioni di lavoro e di vita si stanno palesando per chi ne può già beneficiare.
Ristretti Orizzonti, 15 giugno 2025
Ciambriello: “Tre bambine e un nascituro in carcere senza colpe”. L’Icam di Lauro è stato chiuso il 24 febbraio 2025 e tre detenute sono state trasferite, una all’Icam di Milano, due all’Icam di Venezia. A fine maggio, poi, è stato riaperto. In un’interrogazione del senatore Ivan Scalfarotto, il Ministro Nordio rispondeva che il Ministero della Giustizia non aveva emesso alcun decreto di chiusura o diversa destinazione dell’Icam di Lauro, ribadendo quanto già comunicato al garante Ciambriello il 20 marzo in una audizione al ministero della giustizia. Due giorni fa, il Sottosegretario alla Giustizia Ostellari, rispondendo ad un’interrogazione della Senatrice Valeria Valente, ribadiva che non c’era mai stato alcun decreto di chiusura di Lauro.
di Lorenzo Muccioli
Il Resto del Carlino, 15 giugno 2025
In occasione dell’Open Day, cominciato ieri e in programma anche oggi al Palas di Rimini, l’Osservatorio delle camere penali italiane. In occasione dell’Open Day, cominciato ieri e in programma anche oggi al Palas di Rimini, l’Osservatorio delle camere penali italiane ha organizzato una visita al carcere ‘Casetti’. I partecipanti, accolti dalla comandante Aurelia Panzeca e dalla responsabile dell’area educativa Laura Ungaro, hanno visitato le diverse sezioni dell’istituto penitenziario Casetti.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 15 giugno 2025
Nasce il coordinamento per portare attività e laboratori nel carcere minorile. Un precedente esiste già, dal 2023, per il carcere della Dozza: da allora diverse associazioni si sono messe in rete per condividere, insieme alle istituzioni penitenziaria e del Comune, progetti, attività e percorsi per le persone detenute, anche di reinserimento sociale e lavorativo. Ora lo stesso succederà per l’istituto minorile del Pratello: nelle settimane scorse il consiglio di quartiere Porto-Saragozza ha infatti approvato un ordine del giorno per la creazione di un coordinamento del mondo dell’associazionismo e del volontariato per attività all’interno della struttura; una proposta maturata in seguito a diverse sollecitazioni da parte delle realtà che già vi lavorano e di alcuni consiglieri comunali.
La Repubblica, 15 giugno 2025
L’annuncio delle assessore al Welfare, Cristina Lodi, e alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi. “Nelle prossime settimane avvieremo il percorso per andare a rifondare la consulta carcere-città: a questo fine chiederemo il coinvolgimento, come in passato, di tutti i soggetti, istituzionali e non, interessati da questo tema”: l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi, annuncia l’organizzazione di una task force per affrontare, cambiando completamente approccio, l’emergenza carceri a Pontedecimo e a Marassi. E lo fa insieme alla sua collega, con delega alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi.
di Alberto Speciale
montorioveronese.it, 15 giugno 2025
Tra le mura della detenzione, dove ogni giorno è una sfida, l’istruzione emerge come la via più luminosa. Nella Casa Circondariale di Verona-Montorio, per la prima volta, l’orientamento universitario apre orizzonti inattesi ai detenuti: una scommessa sulla dignità e il reinserimento sociale che apre una finestra di speranza per 40 detenuti. La vita in carcere è, per sua stessa natura, una privazione: di libertà, di orizzonti, spesso anche di speranza. Ogni giorno trascorso dietro le sbarre è una lotta contro la rassegnazione, un test di resilienza in un ambiente che raramente offre prospettive concrete per il “dopo”. Ma lunedì 9 giugno, tra le mura della Casa Circondariale di Verona-Montorio, si è accesa una luce diversa, una promessa di futuro che ha il sapore della possibilità e della rigenerazione.
di Elena Esposto
primabergamo.it, 15 giugno 2025
L’incontro “Liberi di ricominciare: carcere e lavoro”, organizzato il 9 giugno nella Sala Galmozzi da Azione Bergamo, ha fatto il punto sulle tante cose che non vanno. “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”. Una citazione dalla paternità incerta - attribuita di volta in volta a Dostoevskij, Voltaire, Brecht o persino a un ex detenuto canadese degli Anni Sessanta - ma ancora incredibilmente attuale. L’ha ricordata Valentina Lanfranchi, garante per i diritti delle persone private della libertà del Comune di Bergamo, durante la conferenza “Liberi di ricominciare: carcere e lavoro”, tenutasi lunedì 9 giugno nella Sala Galmozzi in via Tasso, su iniziativa di Bergamo in Azione.
di Luca Filippi
La Nazione, 15 giugno 2025
Sono i detenuti a lavorare nel più piccolo vigneto e nella cantina della famiglia Frescobaldi. “In questi bicchieri le storie di uomini che cercano un riscatto pagando il conto dei loro errori passati”. “Questo non è solo un ottimo vino. Non ci sono solo i profumi e i sapori di questa isola fantastica nel cuore del Mediterraneo. In questo bicchiere ci sono le storie di uomini che, con impegno e fatica, cercano un riscatto pagando il conto dei loro errori passati. In questo vino c’è la speranza. Ed è l’ingrediente migliore”.
- Salerno. Il carcere non deve separare gli affetti
- Napoli. La fondazione “‘A voce d’e creature” ottiene locale confiscato alla camorra
- Torino. All’Ipm Ferrante Aporti “Don Meco”, 2° Memorial di calcio
- Vibo Valentia. Lo sport entra in carcere: al via un nuovo progetto nella Casa circondariale
- Fatti e norme: la giustizia come opera collettiva della ragione










