novaradio.info, 18 aprile 2026
Un decesso e un tentativo di fuga tra ieri ed oggi nel carcere fiorentino di Sollicciano. Il decesso, che risale a ieri, è avvenuto per arresto cardiaco. La vittima, si spiega dalla direzione del carcere, aveva circa 40 anni ed era originario dell’Est Europa, recluso in una sezione giudiziaria a seguito di una condanna in primo grado. L’uomo è descritto come un detenuto “tranquillo”. Era inserito nel gruppo dei detenuti della “MOF”, la Manutenzione Ordinaria del Fabbricato, addetti alle piccole riparazioni in carcere. Si tratta della seconda morte in carcere dall’inizio dell’anno a Sollicciano. La salma è stata consegnata all’autorità giudiziaria, che ha aperto un fascicolo di indagine. Sarà disposta un’autopsia per stabilire se la morte sia dovuta a cause naturali o - come spesso in questi casi - all’abuso di sostanze.
parmatoday.it, 18 aprile 2026
Il legale chiede l’intervento del Dap: “Situazione delicata, serve un trasferimento”. Intanto a Modena si discute la richiesta di archiviazione per una novantina di agenti. Un detenuto che aveva denunciato presunte torture subite nel carcere di Modena nel marzo 2020 è stato recentemente trasferito nell’istituto penitenziario di Parma. Una situazione che solleva preoccupazioni, perché nella stessa struttura lavora, con funzioni di comando, anche uno degli agenti della polizia penitenziaria indagati nel procedimento.
di Giuseppe Fin
Il Dolomiti, 18 aprile 2026
In Trentino si chiede da più parti la regionalizzazione del servizio del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, Paola Demagri (Casa Autonomia): “Senza questo passaggio, continueremo a subire un sovraffollamento determinato anche dai trasferimenti provenienti da altre province”. Il presidente della Camera Penale di Trento e Rovereto, Roberto Bertuol: “In questo momento il numero di detenuti nella struttura di Trento si avvicina a 400 e il problema non è più emergenziale, ma strutturale. Se non si interviene, è destinato ad aggravarsi”.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 18 aprile 2026
La direttrice incontra la sindaca Cittadin. “I detenuti mai fuori dalla struttura”. Entro il prossimo mese di maggio è previsto un aumento del numero di agenti penitenziari al carcere minorile “Vivaldi” in via Verdi. Inoltre i detenuti non usciranno dalla struttura per nessun motivo. Tutte le attività degli ospiti si svolgeranno all’interno del carcere, senza alcuna presenza all’esterno. Sono queste le informazioni date dalla direttrice del “Vivaldi”, Roberta Ghirelli, alla sindaca Valeria Cittadin nell’incontro dell’altro ieri al quale ha partecipato anche l’assessora comunale al Sociale Dominga Milan. L’incontro, spiega Cittadin, “è stato l’occasione per condividere la preoccupazione della nostra città in merito all’evento di sabato pomeriggio scorso che ha destabilizzato i residenti e tutte le persone che si trovavano a transitare nella zona del carcere minorile”.
cuneodice.it, 18 aprile 2026
L’intervento di Giulia Marro (Avs): “Basta ridurre i percorsi e le possibilità riabilitative. Non va mai perso di vista che dentro ai muri non ci sono numeri ma persone”. “Un presidio a Roma per ribadire l’ovvio: se le carceri non rieducano, ma disumanizzano ed emarginano ulteriormente le persone detenute, a cosa servono se non a creare ulteriore insicurezza e condizioni insostenibili per detenuti e personale carcerario?”, spiega Francesca Druetti, segretaria Possibile, presente oggi al presidio in piazza Cairoli.
bellunopress.it, 18 aprile 2026
Inizia sabato 18 aprile a Lozzo di Cadore il ciclo di incontri dal titolo “Liberare il carcere” organizzati dai quattro presidi di Libera del territorio provinciale (Cadore, Agordino, Valbelluna e Bellunese Orientale) in stretta collaborazione con l’associazione Antigone (Veneto ed Emilia-Romagna). Si tratta di un’iniziativa frutto di un confronto fra i membri dei presidi iniziato nel 2025 e volto a concertare e concentrarsi su un tema comune nel corso del 2026. La scelta è caduta sul mondo delle carceri e sul valore della giustizia riparativa (o rigenerativa), argomento quest’ultimo già affrontato in passato dal coordinamento provinciale dell’associazione che ha portato in provincia “Amunì”, un progetto di Libera rivolto ai ragazzi sottoposti a procedimento penale da parte dell’autorità giudiziaria minorile e impegnati in un percorso di riparazione.
di Cristina Savi
Messaggero Veneto, 18 aprile 2026
Domenica 26 aprile lo spettacolo di Finazzer Flory in piazza della Motta trasforma le mura del castello-circondariale in scena digitale. Un evento simbolo per TU27 verso la Capitale della Cultura: detenuti e cittadini uniti dalla tecnologia e dal genio di Leonardo. Agrusti: “Abbattiamo l’isolamento con la cultura”. “Leonardo in castello” inaugura domenica 26 aprile, a Pordenone, alle 20.45, il Teatro urbano in piazza della Motta, ai piedi del castello che oggi è anche casa circondariale. È da questa contiguità fisica e simbolica che prende forma la performance curata da Fondazione Pordenonelegge e promossa con Comune di Pordenone e Regione, affidata a Massimiliano Finazzer Flory, presentata ieri a palazzo Badini e scelta per aprire il cartellone di TU27, il nuovo dispositivo culturale che trasforma lo spazio pubblico in scena, nell’ambito delle iniziative verso Capitale della Cultura 2027.
cronacacomune.it, 18 aprile 2026
Il 7 maggio 2026 alle 20:00 al Teatro Comunale di Ferrara, C.A.R.P.A. aps presenta al pubblico “Where Have All The Flowers Gone?”, ultima creazione del regista Marco Luciano insieme agli attori-detenuti della Casa Circondariale Costantino Satta di Ferrara. Esito del Laboratorio Permanente di Creazione Teatrale in Carcere che l’associazione conduce in collaborazione con la Direzione e l’Area Pedagogica del Carcere e del Coordinamento Regionale Teatro Carcere Emilia Romagna, realizzato con il contributo dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Ferrara e del Ministero della Giustizia.
di Daniela Solito
La Repubblica, 18 aprile 2026
La decisione della giunta di Milano su proposta del forzista De Chirico a dieci anni dalla sua morte per l’area verde di piazzale Aquileia. Un giardino intitolato a Marco Pannella, per ricordare il leader dei Radicali protagonista di tante battaglie per i diritti. Fra queste, anche quelle per i detenuti, tanto che il giardino di Milano si trova a due passi dal carcere di San Vittore, in piazzale Aquileia. Un omaggio che arriva a dieci anni dalla morte di Pannella, il 19 maggio 2016. La giunta comunale ha approvato ieri l’intitolazione, accogliendo favorevolmente la proposta avanzata con una mozione dal consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico ed approvata dal Consiglio Comunale il 25 novembre del 2021.
di Mario Della Cioppa*
Il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2026
Da una parte la concretezza dell’azione di chi opera sul campo, con dedizione e sacrificio. Dall’altra dati esibiti in ogni occasione come unica prova di efficacia. Ho trascorso una vita a misurare e gestire la sicurezza sui fatti, mai sulle parole e ho imparato una cosa semplice: la sicurezza non si racconta, si dimostra. Per questo, oggi, avverto un senso di netto scarto tra la sicurezza che ho governato nella realtà quotidiana, in tutta Italia, e quella che viene rappresentata all’esterno da una politica che ne fa sempre più strumento di propaganda, senza riuscire a migliorarla.
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