Corriere del Veneto, 28 maggio 2025
Un abbecedario per sognare, un libro che si fa voce amica nel silenzio di una corsia, arrivato ieri tra le mani dei piccoli pazienti degli ospedali dell’Usl 3 Serenissima. L’”Alfabeto Marco Polo” è tutto questo e molto di più: un libro multimediale realizzato dall’associazione Venezia Pesce di Pace con il sostegno di una fitta rete di partner (tra cui Usl 3, Autorità di Sistema Portuale, Fondazione Archivio Vittorio Cini, Rotary Club Venezia, Ail Venezia e altri) pensato per offrire un sollievo emotivo ai bambini durante la degenza ospedaliera. Le sue pagine, firmate dagli autori Nadia De Lazzari e Vittorio Baroni con le illustrazioni dei fumettisti Disney Valerio Held e Maurizio Amendola, sono spazi da colorare, racconti da leggere o ascoltare, alfabeti da imparare.
vconews.it, 28 maggio 2025
Firmato nei giorni scorsi un importante protocollo di intesa che coinvolge il comune di Omegna, la Casa Circondariale di Verbania e l’associazione Mastronauta. Si tratta del progetto denominato “Ri-Vesti Laboratorio di riuso creativo e sartoria sociale”. “Questa idea - le parole dell’assessore alla cultura Mimma Moscatiello - nasce prendendo spunto da due belle esperienze parallele che dopo la firma di questo accordo si incroceranno e integreranno: presso la Casa Circondariale di Verbania è attivo il laboratorio di sartoria “L’Ago della Libertà”, che offre ai detenuti un’opportunità di formazione professionale e reinserimento sociale.
di Giulia Villa*
settimananews.it, 28 maggio 2025
Il “Gruppo della trasgressione” è un’associazione Onlus costituita da detenuti ed ex-detenuti, familiari di vittime, studenti, professionisti e liberi cittadini, il cui obiettivo è contribuire a un percorso di maturazione, riabilitazione e responsabilizzazione personale del detenuto, finalizzato al suo reintegro nella società civile. Fondato da Yuri Aparo, opera a diretto contatto con i detenuti, sia all’interno delle tre carceri milanesi per adulti, sia esternamente nella sede di Via Sant’Abbondio, sempre a Milano. Cerca di contribuire a risolvere un problema estremamente attuale e complesso, ovvero quello della devianza e del ruolo delle carceri nella riabilitazione del reo. A novembre dello scorso anno ho iniziato a frequentare il gruppo e, nel corso di questi mesi, ho avuto modo di coglierne il potenziale curativo e istruttivo.
di Giulia Villa*
settimananews.it, 28 maggio 2025
Il “Gruppo della trasgressione” è un’associazione Onlus costituita da detenuti ed ex-detenuti, familiari di vittime, studenti, professionisti e liberi cittadini, il cui obiettivo è contribuire a un percorso di maturazione, riabilitazione e responsabilizzazione personale del detenuto, finalizzato al suo reintegro nella società civile. Fondato da Yuri Aparo, opera a diretto contatto con i detenuti, sia all’interno delle tre carceri milanesi per adulti, sia esternamente nella sede di Via Sant’Abbondio, sempre a Milano. Cerca di contribuire a risolvere un problema estremamente attuale e complesso, ovvero quello della devianza e del ruolo delle carceri nella riabilitazione del reo. A novembre dello scorso anno ho iniziato a frequentare il gruppo e, nel corso di questi mesi, ho avuto modo di coglierne il potenziale curativo e istruttivo.
varesenews.it, 28 maggio 2025
A Materia Spazio Libero Alessandro Trocino ha presentato “Morire di pena”. Una riflessione su suicidi, nonnismo, sovraffollamento e mancanza di formazione. Emerge il fallimento della legalità dietro le sbarre. “L’unica arma che ha a disposizione un detenuto è il suo corpo”. Ed è così che il carcere miete vittime. Si tratta di una vera e propria discarica sociale: “Quando la società non è più in grado di occuparsi di una certa fascia della popolazione, la abbandona in carcere, nonostante la Costituzione preveda la rieducazione e il reinserimento del condannato”. In un carcere dove c’è più fragilità che criminalità, si raggiunge il record di suicidi. Così il giornalista Alessandro Trocino decide di rompere il silenzio e raccontare un tema nascosto, perché “il carcere è come lo facciamo noi”.
di Valeria Schroter
futura.news, 28 maggio 2025
Uno spettacolo per riflettere insieme sulla conclusione di un progetto. Game over è un percorso di dialogo tra studenti e giovani detenuti, un laboratorio attivato dall’istituto penale minorile Ferrante-Aporti. Quest’anno il tema centrale è stato “Gli altri siamo noi”, presentato il 27 maggio durante una conferenza al campus Einaudi di Torino. Il laboratorio annuale nasce dall’impegno sociale del Fondo Alberto e Angelica Musy, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e la collaborazione dell’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti di Torino. Alla guida del percorso ci sono la compagnia Teatro e società, l’associazione “Sulle regole” e il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino.
amicodelpopolo.it, 28 maggio 2025
Venerdì 30 maggio, dalle 17.30 alle 19 nella Casa delle Arti (Spazio Ex caserma Piave a Belluno) è in programma un incontro pubblico promosso ed organizzato dall’Azione Cattolica diocesana in sinergia con l’Associazione Libera e gli Uffici diocesani di pastorale sul tema della giustizia riparativa. La giustizia riparativa, quale approccio alla giustizia che pone al centro la persona e il suo benessere nelle dinamiche relazionali, permettendo di riparare non “qualcosa” ma di fare riparare a qualcuno - ovvero l’autore del reato - la vittima, la comunità. Si scommette sulle persone e le loro capacità positive.
di Cesare Martinetti
La Stampa, 28 maggio 2025
Il pamphlet di Nadia Ferrigo sulle buone ragioni dell’antiproibizionismo. Destra e sinistra sono concetti svuotati da tempo, nessuno messo alle corde saprebbe precisare oggi cos’è l’uno e cos’è l’altro, eppure in Italia le guerre di religione resistono e vengono tuttora combattute da impavidi duellanti. Vale per l’intelligenza artificiale e a maggior ragione per la liberalizzazione della cannabis, sulla quale il dibattito è fermo a un confronto novecentesco. Polizia e Guardia di Finanza tentano di svuotare il mare con un cucchiaio, la giustizia si perde in processi kafkiani, il mercato nero prospera.
di Letizia Lo Giudice
Il Manifesto, 28 maggio 2025
“Cara Corte Europea, anche un po’ meno”. Questo è più o meno il contenuto del documento nato dalla zelante iniziativa delle Prime Ministre di Italia e Danimarca - paesi noti per l’intolleranza in materia di protezione dei diritti umani - cui si sono accodati altri otto stati, per professare a gran voce che nessuno ama la democrazia più di loro e, per questo, è ora che li si lasci lavorare mentre risolvono con metodi “fai da te” l’annoso problema delle migrazioni irregolari. Se non facesse orrore farebbe persino ridere. Il pretesto - falso - da cui muove questa lettera, è che le democrazie europee, a causa dell’eccessiva tutela che la Corte Edu attribuisce ai migranti, non riescono neppure a espellere i criminali che commettono gravi reati. In realtà, in Italia lo straniero che commette crimini viene trattenuto in carcere fino all’espiazione pena, e poi accompagnato alla frontiera. Sulle condizioni inumane e degradanti degli accompagnamenti alla frontiera - persone legate mani e piedi, tenute al guinzaglio - ha già scritto lo scorso anno il Garante nazionale delle persone private della libertà personale. Nessuno finora aveva mai sentito parlare dell’impossibilità di espellere i criminali dal nostro Paese. Basti pensare ad Almasri, che è stato riaccompagnato in Libia su un volo di stato, sottraendolo persino a un mandato di cattura internazionale.
di Erica Manna
L’Espresso, 28 maggio 2025
Al compimento della maggiore età i giovani non accompagnati non vengono più tenuti in comunità. Un progetto prova ad affiancarli a un adulto per inserirli e rivendicarne i diritti. Per un ragazzo italiano i diciotto anni sono la festa, la patente, l’ingresso nell’età adulta. Per un coetaneo migrante - minore straniero non accompagnato - quel giorno può segnare l’inizio di una vita in strada. È quello che è successo ad Abdo, un ragazzo egiziano arrivato a Genova e accolto in una comunità per minori in via Galata. Lo abbiamo conosciuto il giorno del suo compleanno. Aveva in mano un foglio della Caritas con le indicazioni per il dormitorio del Seminario: quello per i senza dimora.
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