di Margherita Montanari
Corriere di Bologna, 28 gennaio 2025
Il Garante e l’aumento dei reati minorili: “La prevenzione non funziona”. L’Istituto Penale Minorile (Ipm) del Pratello vive una situazione di sovraffollamento che compromette la qualità della detenzione e mette a rischio i percorsi rieducativi per i giovani detenuti. È davanti a questo quadro, ribadito ieri durante la presentazione del libro di fotografie “Repertorio di immagini degli spazi trattamentali del Centro giustizia minorile di Bologna”, che il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha parlato della necessità di interventi strutturali nel centro. “Un istituto che accoglie 50 ragazzi dovrebbe avere spazi ben più ampi”.
Torino. Al Ferrante Aporti in sette senza un letto. “I direttori protestino per il sovraffollamento”
di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 28 gennaio 2025
Al carcere minorile sono 55 detenuti e una capienza di 46. “Il ministro intervenga”. Tensioni e sovraffollamento continuano ad essere all’ordine del giorno al Ferrante Aporti. Il carcere minorile di Torino ospita 55 detenuti a fronte di una capienza massima di 46. “Sette ragazzi dormono su brandine da spiaggia, eppure il dipartimento della giustizia minorile sembra non mostrare alcun interesse a risolvere questa grave emergenza”, denuncia l’Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. All’attacco Leo Beneduci, segretario generale: “È ora di agire, la situazione è intollerabile. Sollecitiamo per l’ennesima volta il ministro Nordio e il sottosegretario Ostellari, devono intervenire per porre fine a una situazione che sta minando dignità e sicurezza di chi lavora e di chi è privato della libertà. I detenuti sono costretti a vivere in condizioni che violano i più elementari diritti umani”.
di Mara Chiarelli
L’Edicola del Sud, 28 gennaio 2025
Se la Casa circondariale di Bari piange, l’Ipm “Fornelli”, non ride. L’emergenza agenti nelle carceri pugliesi, contraltare del sovraffollamento di detenuti, non risparmia nemmeno il minorile. Dove, peraltro, è in corso una ricognizione ministeriale per rivedere, al ribasso, le metrature stabilite nel 2013 dalla sentenza Torregiani. Undici anni fa, la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò lo Stato italiano per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu). Il caso riguardava trattamenti inumani o degradanti subiti dai ricorrenti, 7 persone detenute per molti mesi nelle carceri di Busto Arsizio e di Piacenza, in celle triple e con meno di quattro metri quadrati a testa a disposizione. Nasce allora l’articolo 35 dell’ordinamento penitenziario, che stabilisce le metrature a disposizione dei detenuti, sotto le quali non è consentito andare. In caso di violazione, il risarcimento può essere di due tipologie: o economico oppure con “una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a un giorno per ogni dieci durante il quale il richiedente ha subito il pregiudizio”.
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 28 gennaio 2025
Parla tramite i difensori uno degli otto fratelli. Suicidio in cella di Andrea Di Nino, il detenuto 36enne romano trovato morto alla casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo la sera del 21 maggio 2018: proseguono le indagini difensive da parte degli otto fratelli che non hanno mai creduto che il congiunto, padre di cinque figli, si sia tolto la vita. È stata intanto rinviata a maggio, a causa dell’assenza per motivi di salute di uno degli imputati, l’udienza del 22 gennaio davanti al giudice Jacopo Rocchi del processo per omicidio colposo a carico dell’agente penitenziario e dei due sanitari rinviati a giudizio il 6 ottobre 2022 dal Gup Savina Poli. Sono difesi dagli avvocati Massimo Pistilli, Lorenzo Lepri e Andrea Danti.
tvqui.it, 28 gennaio 2025
Dopo lo sciopero della Camera Penale con la visita all’interno del Sant’Anna, anche la Procura di Bologna ha lanciato l’allarme. Tre persone morte in carcere dall’inizio dell’anno, un incendio appiccato con due detenuti e nove agenti feriti, polizia penitenziaria aggredita, l’ultimo caso tra venerdì e sabato. Si fa sempre più lunga la scia di episodi critici che si registrano all’intero dell’istituto detentivo Sant’Anna di Modena. Fenomeni che hanno spinto anche la stessa Procura generale di Bologna a tenere alti i riflettori sul tema, dopo lo sciopero della Camera penale della nostra città.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 28 gennaio 2025
Carceri sovraffollati mentre i Tribunali arrancano tra le richieste di chi dietro le sbarre non dovrebbe più starci. L’analisi della Garante sui temi sfiorati all’apertura dell’Anno giudiziario. I problemi relativi al Tribunale di Sorveglianza, segnalati all’apertura dell’anno giudiziario 2025 dal Presidente della Corte d’Appello di Messina, sono dovuti ad una situazione sempre più critica delle carceri. Lo spiega la Garante dei Detenuti del Comune di Messina, che illustra il quadro di una emergenza ogni giorno più drammatica e indica i principali nodi.
di Jacopo Norfo
castedduonline.it, 28 gennaio 2025
A preoccupare non sono solo i numeri insufficienti di medici specialisti ma addirittura di infermieri e di diversi farmaci, al punto che la ricerca di questi ultimi è stata estesa agli Ospedali. “La sanità penitenziaria continua a registrare gravi carenze nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta. A preoccupare non sono solo i numeri insufficienti di medici specialisti ma addirittura di infermieri e di diversi farmaci, al punto che la ricerca di questi ultimi è stata estesa agli Ospedali”. Lo sottolinea Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV”, evidenziando che “è indispensabile una rivisitazione dell’organizzazione per una migliore gestione della salute in carcere, oggi lasciata troppo alla sensibilità personale dei singoli operatori medici, infermieri e OSS”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 28 gennaio 2025
Detenuti al lavoro, per testimoniare che la carcerazione non è una parentesi in cui l’esistenza si ferma ma può diventare un’opportunità da sfruttare nel presente, per mettersi alla prova, creare reddito e contribuire a cambiare la narrazione negativa prevalente nell’opinione pubblica. Accade nella Casa di reclusione di reclusione “G.B. Novelli” di Carinola (Caserta), e coinvolge 4 detenuti già formati e pronti a essere impiegati. L’obiettivo è la realizzazione di un’attività agricola e sociale che controlli e gestisca tutte le fasi di produzione, completando le filiere, dalla coltivazione alla vendita, per fornire servizi di trasformazione di prodotti agricoli in conto terzi agli agricoltori del territorio ed agli altri istituti penitenziari della Campania.
consiglio.regione.fvg.it, 28 gennaio 2025
“Eroica è l’attività che la direttrice del carcere di Udine, Tiziana Paolini, insieme a tutto il personale penitenziario, pone in essere ormai da diverso tempo, cercando di mantenere un difficile equilibrio organizzativo all’interno di un istituto che sta soffrendo di evidente sovraffollamento detentivo”. Lo scrive, in una nota, il Garante dei diritti della persona, Enrico Sbriglia. “Nel carcere friulano, tra l’altro - spiega ancora Sbriglia - sono in corso importanti lavori di risistemazione di spazi e servizi: essi riguardano aree detentive eppure ciononostante, pur di pervenire al loro completamento, la direzione sta affrontando tutti i rischi connessi, anche sul piano securitario, non ritardando gli interventi, per quanto continuino ad essere presenti le persone detenute che, come gli stessi operatori penitenziari, subiscono il disagio derivante da tali indispensabili operazioni di risanamento e di miglioramento della struttura carceraria”.
percorsiconibambini.it, 28 gennaio 2025
La risposta del progetto Altrove. Una camera spoglia, con i vetri oscurati e dei tavoli attaccati al pavimento come le sedie. La luce è artificiale, dalle finestre ne trapela poca. Solitamente si presentano così le sale colloquio delle carceri. In questi spazi asettici i genitori detenuti incontrano i loro figli. Non importa quante ore o minuti siano concessi per il colloquio, il tempo è sempre troppo poco da trascorrere con un figlio. Ed è anche la qualità di questo tempo a fare la differenza. E a farne le spese sono soprattutto i più piccoli a cui è sempre difficile spiegare una situazione di questo tipo. Il progetto Altrove - Non è la mia pena, finanziato da impresa sociale Con i bambini, nasce proprio per rispondere a questa difficoltà.











