di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 29 gennaio 2025
Nelle principali città italiane file “disumane” per i documenti, le persone costrette ad accamparsi dal giorno prima con ogni tempo. Usb: “La questura scegliere poche persone ogni giorno, le altre vengono respinte”. “Non è chiaro se si trattasse di un richiedente asilo in attesa per il disbrigo di una pratica burocratica, e in effetti non importa: era una persona”. Così il coordinamento nazionale dell’Area democratica per la giustizia commenta il decesso di un uomo di origine rumena “in fila per la dignità”, davanti all’Ufficio immigrazione della Questura di Roma, in via Patini, nella notte tra lunedì e martedì. Era un “cittadino comunitario a cui era stato notificato un ordine di allontanamento dal territorio nazionale”, scrive nel suo comunicato di cordoglio la Questura, per cui l’attesa dell’uomo al freddo non avrebbe giustificazioni.
di Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 28 gennaio 2025
L’anno appena passato e l’anno da poco iniziato impongono una fase costituente parlamentare per ridare piena costituzionalità al carcere, nel rispetto della dignità dei detenuti. Se qualcuno immaginava che bastasse tirare a campare fino al 31 dicembre 2024 per vedere, d’un tratto, risolte le criticità delle nostre carceri, si sbagliava di grosso. Quasi si trattasse solo di una congiunzione astrale sfavorevole, pronta a svanire allo scoccare della mezzanotte finale di questo anno maledetto. Ci ritroviamo, in realtà, ancora una volta, ad osservare, sgomenti e inorriditi, la lunga scia di morte che ha segnato, e segna, indelebilmente le carceri, gettando discredito sulla democrazia, sulle istituzioni, sul nostro Paese.
volerelaluna.it, 28 gennaio 2025
Dicembre 2024, Papa Francesco apre la porta Santa del Giubileo nel carcere romano di Rebibbia in segno di speranza, mentre la Conferenza episcopale italiana e autorevoli giuristi - tra cui l’Associazione italiana dei professori di diritto penale e del processo penale - invocano un provvedimento di clemenza, amnistia o indulto, che riconduca le carceri italiane almeno alla capienza prevista: sono segnali che denunciano la gravità della situazione. “Non respirano le persone detenute” afferma Antigone, ormai oltre 62.000 per 47.000 posti disponibili, con un tasso complessivo di sovraffollamento del 130%, che in alcune carceri supera o sfiora il 200%; mai numeri così alti dal 2013, anno della condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per trattamenti inumani e degradanti.
di Flavia Bevilacqua
Il Domani, 28 gennaio 2025
In Italia, il legame tra precarietà abitativa e detenzione è una realtà ignorata, ma estremamente problematica. Gli homeless, spesso incarcerati per reati di sopravvivenza, affrontano ulteriori marginalizzazioni a causa dell’impossibilità di accedere a misure alternative per la mancanza di un domicilio stabile: “In questo modo quando esci dalla cella sei doppiamente invisibile”, dice Agostina Stano, coordinatrice di Avvocato di strada. Il 31 dicembre Agostina Stano era già tornata a Milano dopo aver passato le feste di Natale in Puglia, dove vive la sua famiglia: dice che il 2025 è appena iniziato, ma c’è tanto lavoro che la aspetta nelle difese d’ufficio.
di Federica Pennelli
Il Domani, 28 gennaio 2025
Diritti mestruali e sistemi di salute e prevenzione che mancano. Sovraffollamento e percorsi di lavoro non professionalizzanti. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone: “Le donne detenute hanno bisogno di vedersi indirizzate politiche specifiche e azioni positive affinché si rimuovano gli ostacoli che distanziano la detenzione delle donne da quella degli uomini”. L’associazione Antigone ha stilato il “Primo rapporto sulle donne detenute in Italia”, seguito da dieci proposte per i diritti delle donne in prigione. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, racconta a Domani: “Le donne detenute hanno bisogno di vedersi indirizzare politiche specifiche e azioni positive affinché si rimuovano gli ostacoli che distanziano la detenzione delle donne da quella degli uomini”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 gennaio 2025
Dopo la durissima e clamorosa protesta dei magistrati contro la riforma, aperture da parte di Meloni, La Russa e Mantovano in attesa che l’Anm elegga il prossimo presidente. Mercoledì la Commissione Affari Costituzionali del Senato inizierà la discussione sul ddl costituzionale per la separazione delle carriere, approvato il 16 gennaio alla Camera. Ci sarà la relazione del presidente e relatore Alberto Balboni, poi si stabilirà il termine per la presentazione degli emendamenti. Già domani invece l’ufficio di presidenza potrebbe decidere se effettuare delle audizioni. L’intenzione della maggioranza e del governo fino a qualche giorno fa era quella di approvare nel minor tempo possibile il testo già passato a Montecitorio senza alcuna modifica, con tutta l’opposizione sul piede di guerra. Ma ora potrebbero aprirsi altri scenari.
di Alessandro Cannevale*
Il Dubbio, 28 gennaio 2025
La soluzione: estendere all’intero processo ogni nullità provocata dalla violazione delle garanzie difensive. Io non ricordo perfettamente i miei lunghi anni di servizio, solo le cose buffe. Me n’è tornata in mente qualcuna leggendo le parole del ministro Nordio sui “fascicoli clonati” e sulle “indagini occulte ed eterne”, ovvero sull’uso improprio dei vari registri sui quali le procure della Repubblica dovrebbero iscrivere, non appena possibile, il titolo dei reati per i quali procedono e i nomi degli indagati, perché da quel momento decorrono i termini massimi di durata delle indagini. Alla fine del secolo scorso, si parlò tanto del Fascicolo-Contenitore della procura di Milano. Io ne ricordo perfettamente il numero: 9520/95 contro ignoti. Somigliava al cilindro di un prestigiatore o a una prestigiosa botte di rovere: ne uscivano, come colombe svolazzanti, indagini invecchiate il giusto, di buona beva.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 28 gennaio 2025
In base alla perizia consegnata al pm, la registrazione sarebbe stata di un minuto e dieci secondi ma è rimasto solo il frame iniziale. Il video girato con il telefono cellulare dal testimone c’era ma è stato cancellato e non è più possibile recuperarlo. È quanto emerge dalla consulenza commissionata dalla Procura di Milano sul telefono di Omar E., il ragazzo testimone dell’incidente che la notte tra il 23 e il 24 novembre ha portato alla morte del diciannovenne Ramy Elgaml, inseguito dai carabinieri mentre era su uno scooter. La relazione è stata firmata da Marco Tinti, nominato dai pm per verificare se il filmato fosse stato cancellato o meno e dalla perizia emerge che la cancellazione c’è stata. Il video sarebbe stato di un minuto e 10 secondi.
volontaromagna.it, 28 gennaio 2025
Un percorso senza dubbio innovativo quello promosso da Roberto Cavalieri, Garante dei Detenuti dell’Emilia-Romagna che, con il supporto dei Centri di Servizio per il Volontariato, ha voluto valorizzare e ascoltare i volontari su come vivono il carcere, mettendoli allo stesso tavolo con pubbliche amministrazioni e direzioni penitenziarie.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 gennaio 2025
“Porte girevoli” è il nome emblematico attribuito a uno dei filoni della maxi indagine condotta dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 4 persone, 2 ai domiciliari e 2 destinatari della misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per la durata di un anno, perché accusati, a vario titolo, dei reati di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, falsità ideologica, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Al centro di questa complessa operazione, con un altro filone che ha interessato altre 28 persone per detenzione e associazione finalizzata al traffico di droga, vi è l’operato di un professionista del Servizio per le Dipendenze (Ser. D.) dell’Asl Roma 2, attivo all’interno del carcere di Rebibbia.
- Bologna. Tanti ragazzi, pochi posti e personale. “L’istituto del Pratello così non va”
- Torino. Al Ferrante Aporti in sette senza un letto. “I direttori protestino per il sovraffollamento”
- Bari. Sovraffollato anche il carcere minorile. E il Ministero vuole ridurre gli spazi
- Viterbo. “Mio fratello non si è impiccato in cella d’isolamento, fu vittima di un pestaggio”
- Modena. La procura: “Le carceri, luoghi di sofferenza e non di recupero”











