di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 30 gennaio 2025
Il direttore di Santa Maria Maggiore, Farina: “Molte richieste, pronti a coinvolgere altri istituti”. “La libertà può essere un pugno in faccia se non si è preparati ad affrontarla”. Parole di Enrico Farina, direttore del carcere maschile di Venezia, che ieri ha accolto i cappellani degli istituti penitenziari del Triveneto, giunti a Santa Maria Maggiore ognuno con una candela da accendere per portare un messaggio di luce nell’oscurità. A inizio gennaio Don Mariano Dal Ponte, cappellano del carcere di Padova, è andato a Roma dove sono state benedette dal cardinale Mauro Giambetti le lanterne della speranza, realizzate dai detenuti di Salerno, una per Regione.
di Fabrizio Assandri
rainews.it, 30 gennaio 2025
A Marassi il panificio chiuso da mesi, tanti i progetti ancora sulla carta. Le aziende: “Abbiamo bisogno di manodopera”. Solo una ventina i detenuti liguri, su una popolazione di oltre 1.300, lavorano tra le mura delle carceri assunti da aziende e cooperative esterne. Un’opportunità di impiego che spesso comporta sbocchi anche dopo la fine della pena. Un’altra cinquantina escono di giorno a lavorare, ad esempio perché in semi-libertà, e rientrano in carcere la sera. Sono i numeri emersi al convegno “Dalla cella al lavoro”, a Palazzo Ducale a Genova.
di Daria Geggi
civonline.it, 30 gennaio 2025
Attraverso il lavoro del delegato Corrado Lancia, delle associazioni del terzo settore e dei Servizi Sociali in campo iniziative di inclusione e di reinserimento per i detenuti. “Nessuno va lasciato indietro”. Lo ha ribadito il sindaco Marco Piendibene ricordando come questo sia un pilastro dell’amministrazione giallorossa, ed annunciando una serie di iniziative e progetti indirizzati alla popolazione carceraria dei due istituti penitenziari cittadini. “Già l’aver voluto un delegato alle carceri, individuato in Corrado Lancia - ha sottolineato Piendibene - è segno dell’attenzione che vogliamo garantire”.
seguonews.com, 30 gennaio 2025
Il Cpia (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Caltanissetta ed Enna coordinato dal dirigente scolastico, professore Giovanni Bevilacqua da sempre attivo nell’offrire opportunità educative nelle strutture carcerarie, ha recentemente portato a termine con successo il percorso di italiano L2 per gli ospiti stranieri dell’Istituto Penale Minorile (Ipm) di Caltanissetta. Il Cpia, attraverso i suoi percorsi di scuola media e biennio di scuola superiore, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’istruzione all’interno del carcere.
di Domenico Bedin*
estense.com, 30 gennaio 2025
Si è svolta la prima riunione della Task Force sulla gestione del rischio, coordinata da Agea e che coinvolge il Ministero dell’Agricoltura, Caa, Consorzi di Difesa, Ismea e compagnie assicurative. Oggi è stata data la comunicazione mezzo stampa che il Comune di Ferrara ha creato “l’équipe esecuzione penale esterna di Ferrara” con due anni di ritardo. Gli altri comuni dell’Emilia Romagna lavorano su questi progetti dal 2023. Al Comune di Ferrara sono destinati 450.000 euro che non sono ancora stati spesi semplicemente perché non è stato organizzato il gruppo che deve destinarli. Tra l’altro nel gruppo è stata inserita Agire Sociale che è una associazione che non esiste più.
caritas.it, 30 gennaio 2025
Si è concluso con un momento di riflessione nell’aula conferenze del Centro diocesano “Operatori di pace” di Mazara del Vallo il progetto “Insieme verso il ben-essere”, realizzato dalla Caritas Diocesana di Mazara Del Vallo, Fondazione San Vito Onlus (braccio operativo) e finanziato da Caritas italiana e Intesa San Paolo. Il progetto ha coinvolto 14 detenuti della casa circondariale di Castelvetrano e cittadini in esecuzione penale esterna, per un totale di 120 persone. L’obiettivo è stato quello di sviluppare azioni concrete di inclusione sociale e cittadinanza attiva, offrendo percorsi formativi e educativi per promuovere l’autostima, la progettuale affettiva e personale, la crescita culturale e il cambiamento. Sei le linee di intervento: la costituzione dell’equipe multidisciplinare, il potenziamento del Centro di Ascolto Caritas, il percorso di supporto per i detenuti “sex offenders”, la realizzazione di attività ludico-ricreative, i percorsi di accoglienza esterna, sostegno e accompagnamento per le persone in misura alternativa di sconto pena e, infine, l’evento conclusivo, che si è svolto martedì 28 gennaio.
pisatoday.it, 30 gennaio 2025
Il film documentario “Qui è altrove: Buchi nella realtà” scritto e diretto da Gianfranco Pannone continua il suo tour nelle sale italiane per raccontare come un altro carcere è possibile. Il film distribuito da Bartlebyfilm sarà in programma martedì 4 febbraio al Cinema Arsenale alle 20.30. A introdurre la serata Armando Punzo che, con La Compagnia della Fortezza da lui fondata, lavora da oltre 35 anni nel carcere di Volterra e il regista Gianfranco Pannone in collegamento video. Presenti alla proiezione anche Cinzia de Felice de La Compagnia della Fortezza, l’interprete Paul Cocian e Andrea Salvadori, musicista del docufilm. A moderare il dibattito Antonio Capellupo del Cinema Arsenale.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 gennaio 2025
Alla Corte d’assise di Locri il primo processo che prevedeva le nuove imputazioni stabilite dal Governo, cioè pene smisurate. Risultato: 5 assoluzioni con formula piena e 2 condanne leggere. È finito con cinque assoluzioni perché il fatto non sussiste e due condanne senza le pene altissime e sproporzionate previste dal decreto Cutro il primo processo con un’imputazione per il 12 bis previsto da quel decreto Cutro ad andare con rito ordinario davanti alla Corte d’Assise.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 30 gennaio 2025
Vertice a Palazzo Chigi sull’aumento dei flussi. Dietro i numeri il tempo clemente ma anche la faida tra due tribù costiere. Il boom di partenze dalla Libia negli ultimi quindici giorni non è un abbaglio. Quei 3354 migranti arrivati nel giro di due settimane sono vissuti come un’emergenza che costringe palazzo Chigi a convocare una riunione alla presenza di Giorgia Meloni, con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro Matteo Piantedosi. C’è infatti da esaminare la novità del premier e dei ministri indagati, ma soprattutto capire cosa stia accadendo sull’altra sponda del Mediterraneo (non in Tunisia, dove il governo autoritario di Kais Saied, pur con metodi brutali che nulla hanno da invidiare a quelli libici, è riuscito a cancellare i nuovi arrivi e le partenze verso l’Europa) e se ci sia un collegamento tra la vicenda del ras libico Almasri e il boom inatteso dei flussi.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 30 gennaio 2025
Nella vicenda del torturatore del carcere libico di Mitiga, Najem Osama Almasri, espulso dall’Italia il 21 gennaio scorso in quanto considerato “soggetto pericoloso”, si intrecciano questioni giuridiche, istituzionali, politiche e geopolitiche. A partire dal grumo di interessi reciproci riguardante Italia e Libia che non ha origini recenti. Un quadro frastagliato in cui ogni tassello deve essere ben saldato all’altro per evitare fraintendimenti e confusione. Tutto ciò non sta avvenendo, come evidenzia Fulvio Vassallo Paleologo, giurista, già professore di Diritto d’asilo nell’Università di Palermo. Negli ultimi quattro anni, soprattutto con l’avvento della Turchia a sostegno del governo di unità nazionale libica di Abdul Hamdi Dbeibah, in Tripolitania, e anche per la concorrenza di altre nazioni interessate all’approvvigionamento di fonti energetiche, Gran Bretagna e Francia in prima fila, l’Italia ha visto ridimensionata l’autorevolezza su cui ha cercato di fare leva negli anni scorsi.
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