di Simona Musco
Il Dubbio, 31 gennaio 2025
Chiesta l’apertura di una pratica in relazione alle modalità e tempi dell’iscrizione: “Non è stata conforme alla legge”. Mentre Giorgia Meloni attacca i magistrati “politicizzati”, accusandoli di voler “governare”, dal Csm parte l’attacco al procuratore di Roma Francesco Lo Voi, con una pratica che punta, di fatto, a farlo finire sotto procedimento disciplinare. L’iniziativa è delle laiche di centrodestra Isabella Bertolini e Claudia Eccher, che utilizzando le argomentazioni messe nero su bianco mercoledì dall’Unione delle Camere penali, che ha contestato l’iscrizione sul registro degli indagati della presidente del Consiglio, del sottosegretario Alfredo Mantovano, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e di quello dell’Interno Matteo Piantedosi dopo la denuncia presentata dall’avvocato Luigi Li Gotti in merito all’affaire Almasri. Denuncia che Lo Voi, come noto, ha trasmesso al Tribunale dei Ministri, iscrivendo mezzo governo sul registro degli indagati e, pertanto, ritenendo il reato astrattamente configurabile. Dal punto di vista procedurale, affermano le due laiche, a seguito della riforma Cartabia, l’articolo 335 “prevede che l’iscrizione riguardi un “fatto, determinato e non inverosimile, riconducibile in ipotesi a una fattispecie incriminatrice” e che risultino “indizi a suo carico”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2025
La Cedu ha stabilito che l’Italia deve introdurre misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno dell’inquinamento. Le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi, l’area campana coinvolta nei decenni scorsi nell’interramento di rifiuti tossici. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia che, pur riconoscendo la situazione, non ha preso le dovute misure. La Cedu ha stabilito che l’Italia deve introdurre, senza indugio misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno dell’inquinamento in questione. La sentenza è definitiva.
di Nello Trocchia
Il Domani, 31 gennaio 2025
Il principio di precauzione ignorato, la frammentazione delle risposte e l’assenza di una normativa. La Corte europea dei diritti dell’uomo chiede interventi entro due anni per evitare i risarcimenti. Anno 1996, Roma, sezione Criminalpol. Un poliziotto scrive un’informativa che racconta di “camorristi, imprenditori “ecomafiosi”, usurai, banchieri, bancari e professionisti della finanza”, coinvolti con tempi e ruoli diversi nella “realizzazione di un un progetto unico dagli effetti letali per il sistema economico nazionale e per l’ambiente”. L’ambiente era la terra campana. Trent’anni dopo, la Corte europea dei diritti dell’uomo, con una sentenza storica, ha stabilito che lo stato italiano non ha tutelato i cittadini nonostante fosse a conoscenza della compromissione ambientale dei luoghi fin dalla fine degli anni ottanta. E lo fa valorizzando un principio dimenticato in questi anni: quello di precauzione.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 31 gennaio 2025
Critiche ai volontari, controlli inutili. Il progetto editoriale dei detenuti di Ivrea rischia di scomparire per sempre. La vicenda de La Fenice, il giornale online realizzato dai detenuti del carcere di Ivrea, continua a far discutere. Dopo l’improvvisa sospensione dell’attività emergono ora nuovi elementi che gettano ulteriori ombre sul futuro del progetto. Apprendiamo che, nei giorni scorsi, i computer utilizzati dai detenuti-giornalisti sono stati sottoposti a controlli approfonditi e che non sarebbe stato trovato nulla di compromettente. D’altro canto che cosa mai si sarebbe potuto trovare. Nonostante ciò, la direttrice del carcere, Alessia Aguglia, avrebbe rivolto critiche verso i due volontari esterni che da sei anni collaborano con i detenuti nella gestione del giornale. Stando alle voci che circolano, il vero nodo sembra essere il contenuto degli articoli: parlare di vita carceraria in modo aperto e spesso critico non sarebbe particolarmente gradito all’Amministrazione Penitenziaria, che teme possano emergere aspetti scomodi o controversi del “mondo dietro le sbarre”.
rossetorri.it, 31 gennaio 2025
“Ribadendo l’importanza trattamentale dell’attività in oggetto (…) si chiede l’individuazione di altri operatori quali soggetti incaricati del progetto”. Si conclude così la lettera che il direttore della Casa Circondariale di Ivrea ha inviato nei giorni scorsi all’associazione Rosse Torri (editrice del giornale varieventuali) e al direttore responsabile del giornale. La “attività in oggetto” alla quale fa riferimento la lettera è la redazione dell’inserto La Fenice (attiva dal 2018) del giornale online varieventuali, che dal dicembre scorso non pubblica nuovi articoli provenienti dall’interno della Casa Circondariale di Ivrea. Perché? Cos’è successo? Semplicemente l’attività è stata sospesa a fine novembre per decisione della direzione, ufficialmente per effettuare accertamenti sui computer, peraltro da sempre periodicamente effettuati, senza alcuna ulteriore spiegazione o contestazione.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2025
Nell’istituto penale minorile di Napoli record di presenze, quasi tutti italiani ma aumentano gli stranieri. Crescono i reati contro la persona e le pene si allungano. Il Ministero lavora all’apertura di altre quattro carceri. Dovevano esserci loro. Stesi per terra in un vicolo, con un lenzuolo bianco addosso. E ora che invece sono qui, davanti al mare di Nisida, vivi ma con pene talora lunghe da scontare, stanno imparando che “imbracciare un’arma - riflette il più timido - è sempre una scelta”. Con conseguenze irreversibili. Se lo fai, devi mettere in conto di poter morire da solo in qualche strada buia o - se ti va bene - di perdere la libertà dei tuoi 14-15 anni. Succede sempre più spesso. E con ragazzi sempre più piccoli. Adolescenti le vittime, adolescenti i killer.
di Claudio Bressani
La Stampa, 31 gennaio 2025
Ieri la commissione ad hoc di Palazzo Cabrino: sovraffollamento sotto controllo e corsi di formazione professionale. Un istituto piuttosto piccolo (170 detenuti a ieri), con qualche criticità strutturale ma anche un buon ventaglio di opportunità di formazione e lavoro. Le luci prevalgono sulle ombre nel ritratto fornito ieri in commissione da Nathalie Pisano, garante comunale dei detenuti, nominata dal Consiglio comunale 11 mesi fa. Da quando la figura è stata istituita nel 2017 per la prima volta il garante si presenta a riferire la situazione. La commissione è stata chiesta dalle minoranze dopo l’approvazione all’unanimità, il 30 ottobre, di una mozione per “attivare iniziative concrete volte a migliorare le condizioni della popolazione detenuta”. Una delegazione Pd il 21 gennaio ha anche visitato la struttura di via Sforzesca.
asl5oristano.it, 31 gennaio 2025
Si rafforza la sanità penitenziaria nel carcere di Massama, che nei prossimi giorni potrà contare su sette camici bianchi per garantire ai detenuti un’assistenza costante e continuativa. Da sabato 1 febbraio entreranno in servizio nell’istituto di pena due nuovi medici, assunti con un contratto di medicina penitenziaria convenzionata di 24 ore settimanali ciascuno, per la durata di sei mesi, che andranno ad affiancare la dottoressa già al lavoro nel carcere da gennaio 2025. A questi si sommeranno quattro medici che saranno reclutati nei prossimi giorni dalla Asl 5 di Oristano con contratto libero professionale, sempre per sei mesi, con un monte orario che va dalle 24 alle 10 ore per ciascuno. Disponibilità, queste, che consentiranno di arrivare a coprire pressoché totalmente il fabbisogno della casa circondariale di Massama, che prevede una copertura di 24 ore su 24.
ansa.it, 31 gennaio 2025
Con un corso a Villa Maraini-Cri per il reinserimento lavorativo. Da detenuti per reati legati alla tossicodipendenza ad una nuova prospettiva per il futuro: lavorare come stallieri. Undici persone in cura, con alcune restrizioni, a Villa Maraini-Cri a Roma, hanno partecipato al corso di un mese per “Tecnico benessere equidi”, voluto da Asi sport equestri e, svolto al “Centro Tecnico Asi Ippodromo delle Capannelle”, e si sono diplomati avendo ora il titolo per poter lavorare nel settore. I partecipanti al corso sono stati anche alla Convention annuale del settore sport equestri al salone d’onore del Coni per la consegna dei diplomi.
lavocediimperia.it, 31 gennaio 2025
“Il carcere incontra la cittadinanza” e lo fa per parlare di lavoro e reinserimento sociale. Oggi alle 16 nella sala conferenze della biblioteca civica Lagorio si terrà la conferenza organizzata dalla casa circondariale di Imperia con il Cineforum e l’Amministrazione comunale. Dal 2009 il Cineforum svolge all’interno dell’istituto imperiese un progetto di volontariato: “Proponiamo una serie di proiezioni ai detenuti organizzate in collaborazione con gli educatori, gli psicologi e gli insegnanti”, racconta la presidente dell’associazione, Marinella Faedda. La scelta dei film è accurata, si evitano pellicole che potrebbero annoiare o che presentano scene esplicite di sesso o di violenza: “Portiamo film che raccontano di cadute e rinascite, del superamento di barriere sociali e soprattutto di crescita personale, con personaggi che entrano nel cuore. Sono film scelti per il loro contenuto sociale e interculturale che invitano al confronto e al dialogo”.











