di Marco Taradash
linkiesta.it, 1 febbraio 2025
Per combattere lo storico protagonismo dei pm, il governo Meloni vuole piegare la magistratura all’esecutivo, come già avviene in molti regimi illiberali. Ma la democrazia si basa su contrappesi, non su giudici complici o pubblici ministeri persecutori. Vorrei che il Governo non mettesse ancora a dura prova la mia convinzione, stavo per scrivere fede, nella separazione delle carriere. Io voglio un giudice che possa giudicare, ascoltate accusa e difesa, senza il retropensiero che un giorno quel pubblico ministero cui dà torto si trovi a decidere della sua carriera nel Consiglio superiore della magistratura che li unisce, e senza che legami di altro genere possano influenzare le sue scelte. Voglio un pm che si batta per la sua convinzione di colpevolezza dell’imputato senza disporre di strumenti diversi dall’avvocato che gli si contrappone.
di Simona Musco
Il Dubbio, 1 febbraio 2025
Con la pratica contro Lo Voi, Palazzo Bachelet solleva un nuovo fronte contro la magistratura. La richiesta finirà nel nulla, ma il messaggio politico è chiaro. Quello di Francesco Lo Voi, il procuratore di Roma che ha iscritto sul registro degli indagati la presidente Giorgia Meloni e i suoi uomini per il caso Almasri, è stato più un assist al governo che un colpo messo a segno dalla magistratura nella battaglia contro la separazione delle carriere. Perché ha consentito ai vertici di Palazzo Chigi di non rispondere in aula delle proprie scelte, dopo aver negato a lungo la ragione di Stato che oggi si troverebbe a dover rivendicare.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 1 febbraio 2025
“I procuratori non sono postini. Se lo fossero, qualunque denunciante un ministro che voli a cavallo di un asino dovrebbe avere diritto alla trasmissione al Tribunale dei ministri”, dice il giudice emerito della Consulta. “Ma dal governo scarsa chiarezza nell’evocare la ragion di stato”. Ma quale “atto dovuto”. Anche Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, al Foglio esprime perplessità sulla decisione del procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, di mettere sotto indagine la premier Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano per il caso Almasri, sulla base di un esposto composto da 15 righe e un rimando ad articoli di stampa. Cassese ricorda innanzitutto l’articolo 6 della tanto richiamata legge costituzionale n. 1 del 1989, secondo cui il procuratore della Repubblica, una volta ricevuta una denuncia che riguarda presunti reati compiuti da membri del governo, “omessa ogni indagine, entro il termine di quindici giorni”, trasmette gli atti al Tribunale dei ministri. “Omessa ogni indagine non vuol dire alla cieca. Non vuol dire che il procuratore della Repubblica è un mero passacarte. Se lo fosse, qualunque denunciante un ministro che voli a cavallo di un asino dovrebbe avere diritto alla trasmissione al Tribunale dei ministri”, afferma Cassese.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 1 febbraio 2025
“Il procuratore Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona nella vicenda Open Arms, mi ha appena inviato un avviso di garanzia in relazione al rimpatrio del cittadino libico Almasri”: presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Proditorio attacco al governo attuato da quella magistratura che non tollera che ci sia una riforma della giustizia”: ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. Complotto della magistratura, che a questo punto vedrebbe complici procuratore e giudici della Corte penale internazionale de L’Aja, fino ai magistrati italiani aderenti alla Associazione nazionale magistrati e infine al procuratore della Repubblica di Roma. Da più parti si ripropone la frusta denuncia della “giustizia a orologeria”. Imbarazzato il senatore Gasparri perché avendo già nei giorni scorsi denunciato la “eversione della magistratura” si è trovato a corto di ulteriori invettive.
di Mariangela Campo
Corriere della Sera, 1 febbraio 2025
“Io imputato? Volevo solo fare un po’ d’ordine in casa mia”. La violenza domestica è un problema radicato, conseguenza di dinamiche culturali, psicologiche e sociali. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, nel 2023 in Italia 31.500 donne hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, con il 52% degli abusi perpetrati dal partner. Preoccupa l’alta percentuale di minori vittime o testimoni di violenza (77,6%), così come i casi di violenza durante la gravidanza (14,6%). In Lombardia, le segnalazioni al numero antiviolenza 1522 sono aumentate, con un picco del 72% a Sondrio e incrementi significativi anche a Cremona, Lecco, Brescia, Bergamo e Como.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 1 febbraio 2025
Il Presidente della Repubblica ha risposto all’appello di Michela, impegnata nella battaglia per fare luce sul caso di Ivan Lauria. È stata una grande emozione per Michela Lauria trovarsi tra le mani la lettera in busta bianca proveniente dal Quirinale. Non poteva credere ai suoi occhi: tra le migliaia di appelli che riceve, il Capo dello Stato ha deciso di rispondere anche a lei, mosso dal clamore per il caso di Ivan Lauria, il detenuto messinese morto in carcere a Catanzaro. Una morte avvenuta in circostanze poco chiare, secondo la mamma e il legale, l’avvocato Pietro Ruggeri, che in una intervista ad Alessandra Serio e Silvia De Domenico hanno ricostruito tutta la vicenda.
pdregionelombardia.it, 1 febbraio 2025
“Siamo addolorati per quanto accaduto in carcere a Vigevano, ma l’ennesimo suicidio non rappresenta altro che un dato: il sistema, nel suo complesso, non funziona. E mai come in questo caso è palese”, lo dicono Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd e componente della Commissione Carceri del consiglio regionale, e Arianna Spissu, segretaria cittadina dei dem, dopo la morte del detenuto incarcerato per una rapina da 55 euro e già segnalato per essere un soggetto fragile. “Per questo le istituzioni dovevano prenderlo in carico prima di adesso, evitando così che si arrivasse al reato”, precisano le dem.
di Lorenzo Zaccagnini
La Sentinella del Canavese, 1 febbraio 2025
Dopo 6 anni di attività, l’esperienza di “Fenice”, giornale online redatto dai detenuti del carcere di Ivrea ed edito dall’associazione Rosse Torri, è stata momentaneamente sospesa dalla direzione. “Riteniamo sia venuto meno il rapporto di fiducia verso gli operatori esterni incaricati del progetto - comunica la direttrice della casa circondariale Alessia Aguglia. L’intento rimane quello di continuare l’attività dopo una rivisitazione della convenzione siglata in aprile, ritenendo che a garanzia della reale efficacia rieducativa sia necessario un chiarimento dei parametri in cui questa debba svolgersi.
di Francesco Brun
Corriere del Veneto, 1 febbraio 2025
Al Del Papa è stata realizzata una cucina professionale e quattro carcerati sono al lavoro per la padovana Marcolin. L’azienda punta ad assumere altri sei detenuti. C’è solamente l’imbarazzo della scelta tra pollo e speck, brasato, tonno e cipolle, verdure e infine le più richieste, quelle con il baccalà. Arriva fino a 8.000 pezzi la produzione giornaliera di polpette nel nuovo laboratorio di cucina del carcere Del Papa di San Pio X, attivo da novembre ma inaugurato ufficialmente soltanto ieri mattina. Si tratta di una struttura all’avanguardia, dell’ampiezza di circa 300 metri quadri, ricavata da un’ala ormai in disuso e realizzata grazie all’intraprendenza della gastronomia padovana Marcolin (con un punto vendita nel Sotto salone di Padova, che ha deciso di entrare nelle mura della casa circondariale e assumere alle sue dipendenze alcuni dei detenuti. “Il progetto è nato ancora due anni fa - spiega Stefano Marcolin, che porta avanti assieme al fratello Andrea e alla sorella Anna la storica attività fondata dal padre Francesco -.
Il Mattino di Padova, 1 febbraio 2025
Mercoledì un convegno al San Gaetano con l’ex direttore Cantone. L’assessora Colonnello: “Valorizzeremo la co-progettazione”. Non più un posto fuori dalla città che nasconde i problemi, come vorrebbe una certa retorica securitaria. Ma un luogo dentro Padova, anzi al cuore della città. Così difendiamo i diritti delle persone detenute, invertendo la retorica del fuori”. E il messaggio dell’assessora al sociale Margherita Colonnello nel convegno mercoledì scorso al San Gaetano che ha raccontato il percorso di co-progettazione che ha coinvolto le istituzioni e le tante realtà che operano nel complesso di via Due Palazzi. Un pomeriggio dunque che è servito a raccontare il Tavolo Carcere del Comune con le tante realtà che vi partecipano: dagli Operatori carcerari volontari (Ocv), a Ristretti Orizzonti, dal Coordinamento Carcere, alla cooperativa Giotto, fino agli educatori e alla polizia penitenziaria.
- Imperia. “Il carcere incontra la cittadinanza” alla Biblioteca Civica, un convegno per riavvicinare i detenuti e la società
- Siena. Il 10 febbraio l’evento “Pena e speranza, la vita in carcere, le riforme necessarie”
- Palermo. Detenuti dell’Ucciardone cureranno Museo del presente
- Minori in carcere: “Con i percorsi giusti possono cambiare e avere un futuro migliore”
- Un altro carcere è possibile











