di Mario Di Vito
Il Manifesto, 2 febbraio 2025
Il sottosegretario al lavoro su Mi per piazzare il lealista D’Amato alla presidenza. Area e Md insieme sono maggioranza relativa: un dato che peserà sui nuovi assetti. Non ci sono solo gli assalti al capo della procura di Roma Francesco Lo Voi e ai giudici della Corte d’appello che, ancora una volta, hanno dato torto a Meloni smontando i suoi piani per la deportazione dei migranti in Albania. La partita sulla giustizia si gioca anche, forse soprattutto, sul neoeletto parlamentino dell’Anm, che sabato sceglierà i suoi vertici.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 2 febbraio 2025
Lo scrittore ex magistrato: “La premier sbaglia a ripetere che non è ricattabile: fa pensare a un’excusatio non petita”. “In una democrazia di buona qualità, il potere sa prendere le decisioni, riconoscere gli errori e assumersi le sue responsabilità”. Gianrico Carofiglio ha vissuto tante vite: ormai da anni è uno scrittore di successo. Prima, ha avuto una parentesi da senatore Pd durata una legislatura. Ma prima ancora, ha lavorato per lungo tempo in magistratura. Con lui si possono ripercorrere le tappe della vicenda del libico Almasri arrestato e poi scarcerato e riaccompagnato in Libia, cercando di fare chiarezza su alcuni passaggi contestati.
di Agostino Imperatore*
Il Fatto Quotidiano, 2 febbraio 2025
Come cambierà la Giustizia nell’era dell’intelligenza artificiale? L’AI sta riscrivendo le regole del gioco: automatizza processi, semplifica attività complesse e apre nuove possibilità. Tuttavia, questa trasformazione pone un interrogativo cruciale: come integrare il progresso tecnologico con i valori umani che da sempre guidano il sistema legale? A dire il vero, per lungo tempo il diritto è rimasto ancorato a prassi consolidate, resistendo ai cambiamenti imposti dalla digitalizzazione. Solo con la progressiva dematerializzazione dei processi e l’introduzione di software gestionali, questa resistenza si è affievolita. Ora, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, il settore legale si trova nuovamente di fronte a una svolta radicale, che non solo ottimizza i flussi di lavoro, ma offre strumenti innovativi per l’analisi e la previsione.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2025
Lo afferma la Cassazione, sentenza n. 4189 depositata oggi, respingendo il ricorso che chiedeva la riqualificazione del reato in “Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”. Scatta il più grave reato di “ricettazione” per il detenuto che riceva un apparecchio telefonico (o altro dispositivo idoneo alla comunicazione) da chi lo ha introdotto abusivamente nell’istituto penitenziario, senza un previo accordo con lo stesso detenuto. Una simile condotta infatti “appare integrare il reato di ricettazione, per avere il detenuto ricevuto una cosa (il dispositivo) proveniente dal delitto di cui all’articolo 391-ter, primo comma, cod. pen.”. Lo afferma la Corte di cassazione, sentenza n. 4189 depositata oggi, con la quale ha respinto il ricorso dell’imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in quello di “Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti” e confermando la condanna del Gip a 1 anno e 8 mesi di reclusione (e mille euro di multa).
ildiritto.it, 2 febbraio 2025
I due istituti, chiarisce la Cassazione, possono coesistere ed anzi ammesse tutte le volte in cui risulti possibile armonizzare le relative prescrizioni. La messa alla prova non è impedita dalla mera circostanza che la persona sia ai domiciliari, in quanto le due misure in linea di massima sono compatibili. Questo in sintesi quanto affermato dalla prima sezione penale della Cassazione con sentenza n. 41185/2024.
aprovinciacr.it, 2 febbraio 2025
Da gennaio 2024, 100 detenuti si sono suicidati. Episodi quotidiani di autolesionismo. La situazione nelle carceri italiane è oggi al centro di un acceso dibattito, dopo che il direttivo della Camera Penale della Lombardia Orientale “Giuseppe Frigo” ha lanciato un forte appello contro il sistema penitenziario, definito ormai insostenibile. Secondo il documento, redatto a seguito di una drammatica escalation degli eventi, da gennaio 2024 ad oggi ben 100 persone detenute, affidate allo Stato, si sono tolte la vita. L’ultimo episodio, avvenuto a Vigevano, ha visto la morte di un detenuto incarcerato per una rapina commessa per un modico importo di 50 euro, già risarciti alla persona offesa. Il direttivo denuncia inoltre che, quotidianamente, si registrano numerosi gesti di autolesionismo all’interno degli istituti penitenziari e che non sono da meno i suicidi tra il personale di polizia penitenziaria, con 6 agenti che hanno perso la vita in questo modo.
di Thomas Mackinson
Il Fatto Quotidiano, 2 febbraio 2025
Quindici mesi senza uscire dalla cella, senza mai andare all’aperto. Non perché lo imponga la pena, ma perché la sedia a rotelle su cui è costretto non passa dalla porta. Privato tre volte della libertà, tutti giorni della dignità. Pasquale Quagliariello, napoletano di 68 anni, dal 2021 è recluso nel carcere di Parma dove sconta una condanna a 21 anni per associazione a delinquere inflitta nel 1996 di cui sette già scontati. Da tre anni alterna scioperi delle terapie e della fame per protesta, ma nessuno lo sente. “Non vengo curato. I termosifoni sono spenti, non c’è l’acqua calda e i sacchetti delle feci me li cambio da solo”. Dalla sua cella ieri si è appellato al ministro Carlo Nordio: “Lei che può, venga con le sue gambe a vedere come curano i malati”.
di Elena Padovan
interris.it, 2 febbraio 2025
Sostegno, rieducazione e reinserimento: le sfide e gli obiettivi della Cooperativa sociale Intrecci. Nella mentalità comune, il carcere è visto principalmente come il luogo in cui chi ha commesso un reato deve scontare la propria pena. Purtroppo, non è ancora radicata la piena consapevolezza che anche chi sbaglia ha il diritto di pentirsi e di ottenere una seconda possibilità. Questo processo di rinascita non è facile, ma rappresenta un’opportunità per scrivere un nuovo capitolo della propria vita. In occasione della Giornata per la Vita, Interris.it ha intervistato Sabrina Gaiera, della Cooperativa Sociale Intrecci. Questa realtà nasce con l’obiettivo di costruire comunità locali che riconoscano la dignità di tutti, a partire dai più vulnerabili, come i bambini e le persone ai margini della società. Tra queste, anche coloro che stanno scontando una pena in carcere, per i quali la cooperativa offre percorsi di accoglienza e affiancamento per un reinserimento sociale.
di Alessandra Boero
La Stampa, 2 febbraio 2025
Saracino: fuori gli agenti durante gli incontri con i famigliari. “I detenuti hanno diritto a colloqui senza controllo visivo. Non lo dico io ma una sentenza della Corte Costituzionale, dello scorso anno. Una sentenza che apre gli spazi anche alla sessualità, se parliamo di coppia consolidata, che può continuare anche attraverso questi incontri a vivere una propria dimensione di coppia e di affettività”. Così Doriano Saracino, Garante dei diritti dei detenuti, a margine di un incontro alla biblioteca civica di Imperia.
ferraratoday.it, 2 febbraio 2025
A rivolgere le domande all’Amministrazione comunale in relazione al progetto è la consigliera comunale di opposizione Anna Zonari. La presidente del Gruppo La Comune ha ricordato che “la programmazione di zona è un passaggio cruciale per l’efficace attuazione del progetto”, in quanto “consente di adattare gli interventi alle specifiche esigenze del territorio”, e che “la partecipazione di diversi soggetti del territorio è essenziale per garantire un approccio integrato”. Da qui a una serie di domande all’Amministrazione comunale per sapere se “sono stati convocati degli incontri sul progetto ‘Territori per il reinserimento Emilia-Romagna’ nell’ambito della programmazione dei Piani di zona, al fine di coinvolgere gli enti di terzo settore, in particolare quelli già attivi in progetti con la popolazione detenuta o dimittente”, e “se sì, in quali date”.
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